Il dibattito sui contenuti per adulti nei videogiochi torna a intrecciarsi con un tema meno visibile ma sempre più decisivo: il ruolo di banche, circuiti e processori di pagamento. Jack Conte, CEO di Patreon, ha raccontato le difficoltà incontrate dalle piattaforme quando soggetti come Stripe, Mastercard e partner finanziari possono condizionare quali materiali siano considerati accettabili.
Il punto non riguarda solo Patreon. La questione è rilevante anche per Steam e Itch.io, che nel 2025 hanno modificato le proprie politiche sui contenuti “adult-only”, dando esplicitamente maggiore peso alle indicazioni di banche e processori. Dopo quei cambiamenti sono arrivati delisting e rimozioni dagli indici, con Itch.io colpito da migliaia di inserzioni sparite dalla visibilità della piattaforma.
Conte ha spiegato che, nei primi anni, per Patreon non esisteva un vero modo per opporsi alle richieste dei partner di pagamento. Il CEO ha ricordato email inviate nel cuore della notte ad amministratori delegati di aziende del settore, chiedendo di riconsiderare decisioni che avrebbero potuto compromettere il reddito dei creator coinvolti.
La posta in gioco, secondo Conte, non riguarda il singolo autore. Patreon afferma di aver processato 10 miliardi di dollari per conto dei creator dalla fondazione della società e di gestire ora oltre 2 miliardi di dollari l'anno. Se un processore minaccia di interrompere la collaborazione, il rischio si estende quindi all'intera infrastruttura economica costruita attorno alla piattaforma.
Nel tempo, Patreon ha lavorato con i partner finanziari per allineare le proprie regole interne alle loro policy. Conte ha descritto la moderazione come una materia in continua evoluzione, soprattutto con l'arrivo di nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale generativa, che ha reso più urgente definire norme chiare contro la nudità artificiale non consensuale.
Per recuperare margine negoziale, Patreon ha costruito anche una architettura di pagamenti sostituibile, pensata per scollegare più facilmente un processore non disposto a collaborare. La società ritiene che questa struttura dia più forza nelle trattative, perché i partner finanziari hanno interesse a gestire volumi annuali così elevati.
I limiti di questa strategia emergono però quando la pressione arriva dai livelli superiori della filiera, cioè dalle banche o dai proprietari dei network di pagamento. Conte ha ammesso che il problema “sale lungo tutta la catena” e che le piattaforme devono quindi combinare collaborazione e strumenti tecnici per mantenere una certa autonomia.
Il caso interessa da vicino anche gli sviluppatori indipendenti, inclusi studi che usano Patreon per finanziare progetti videoludici come Dwarf Fortress e Paralives. La piattaforma continua a ospitare autori di giochi per adulti, ma vieta pornografia esplicita e rappresentazioni di attività sessuale tra partecipanti reali adulti, dentro una policy molto più dettagliata rispetto alle formulazioni generiche adottate da altri store.