David Gaider, una delle figure più legate alla storia di Dragon Age, ha spiegato perché non ha intenzione di giocare Dragon Age: The Veilguard. L'autore, entrato in BioWare dopo il successo di Baldur's Gate, ha lavorato prima a Baldur's Gate 2 e poi a Neverwinter Nights: Hordes of the Underdark, ma il suo nome resta soprattutto associato alla nascita di Thedas.
Gaider è stato infatti lead writer di Dragon Age: Origins, Dragon Age 2 e Inquisition, oltre ad aver scritto romanzi e fumetti legati alla serie. Parlando del mondo fantasy creato per BioWare, lo ha definito «il mio bambino», spiegando che proprio questo legame rende complicato guardare a ciò che è arrivato dopo la sua uscita dallo studio nel 2016.
Secondo Gaider, le possibilità che giocasse The Veilguard erano ridotte «a prescindere» dall'accoglienza del titolo. L'autore ha spiegato che il team avrebbe inevitabilmente compiuto scelte diverse da quelle che avrebbe preso lui, aggiungendo di non voler vedere che cosa sia cambiato, «nel bene o nel male», rispetto alla sua idea originale della serie.
Il discorso si inserisce in un momento delicato per il franchise: Dragon Age The Veilguard ha ottenuto recensioni positive e vendite considerate solide, ma non ha raggiunto le aspettative di EA. Il gioco non è riuscito a scrollarsi di dosso la valutazione utenti Mista su Steam, mentre il confronto con Inquisition continua a pesare sulla percezione del suo risultato commerciale.
Gaider ha indicato anche un altro motivo dietro la sua decisione: conoscerebbe «troppo» di ciò che sarebbe accaduto dietro le quinte. Lo sviluppo viene descritto come un'«odissea», con EA accusata di aver messo il team in difficoltà fin dall'inizio. La critica riguarda quindi non solo le scelte creative, ma anche il modo in cui il progetto sarebbe stato impostato.
Nel quadro tracciato dall'autore, le aspettative del publisher avrebbero avuto un ruolo centrale. Dopo il mancato raggiungimento degli obiettivi, il CEO Andrew Wilson ha collegato i problemi del titolo anche all'assenza di una struttura live service, lettura che Gaider considera distante da ciò che avrebbe inciso davvero sull'identità del gioco e sul rapporto con il pubblico storico della serie.
Dopo l'addio a BioWare, Gaider ha lavorato con Beamdog, dove aveva proposto un seguito di Planescape: Torment a Hasbro e Wizards of the Coast, progetto apprezzato ma non finanziato. In seguito è diventato creative director di Summerfall Studios, che ha pubblicato Stray Gods nello stesso periodo dell'esplosione mediatica di Baldur's Gate 3.
Il suo prossimo obiettivo è un nuovo RPG heist: i publisher avrebbero reagito con interesse al pitch, ma al momento nessuno avrebbe ancora deciso di finanziarlo. Gaider lo definisce un progetto «make or break» per lo studio, un passaggio potenzialmente decisivo dopo una serie di occasioni complicate nel mercato degli RPG narrativi.