Le aziende dovrebbero continuare a produrre giochi su disco quando i consumatori li richiedono. È la posizione espressa da Dan Houser durante la San Diego Comic-Con 2026: l’ex cofondatore di Rockstar Games ha spiegato di non avere una preferenza personale tra fisico e digitale, ma ritiene che la domanda del pubblico debba tradursi in un’offerta concreta. Il sostegno al formato fisico è quindi legato alla presenza di consumatori interessati, più che a un attaccamento personale ai dischi.
Houser ha riconosciuto anche uno dei principali vantaggi della distribuzione digitale. La possibilità di aggiornare i videogiochi dopo l’uscita, correggendo problemi e introducendo modifiche successive, avrebbe contribuito secondo lui a migliorare la qualità complessiva delle produzioni. La sua posizione tiene quindi insieme la conservazione di un’opzione fisica e gli strumenti che permettono agli sviluppatori di intervenire sui giochi già pubblicati.
Lazlow Jones, presente nella stessa intervista, ha affrontato la questione dal punto di vista dell’esperienza d’uso. Jones ha ricordato il valore tangibile del gesto di inserire un disco nella console, un elemento che continua a distinguere le copie fisiche. Allo stesso tempo, ha riconosciuto la comodità di poter scaricare rapidamente un gioco su dispositivi come Steam Deck, senza dover ricorrere a un supporto separato.
Le dichiarazioni arrivano da due figure legate a lungo alla storia di Rockstar Games. Houser, che ha cofondato la società e l’ha lasciata all’inizio del 2020, ha scritto o prodotto titoli come Grand Theft Auto III-V, Red Dead Redemption, Red Dead Redemption 2, Bully e Max Payne 3. La sua uscita dall’azienda aveva segnato un passaggio rilevante per Rockstar, mentre Sam Houser è rimasto alla guida della compagnia.
Jones ha lavorato con Houser in Rockstar per quasi vent’anni prima di raggiungerlo in Absurd Ventures. I due operano ora nella società fondata da Houser, attiva tra videogiochi, fumetti, podcast e altri formati narrativi. Le loro osservazioni sul rapporto tra supporti fisici e distribuzione digitale arrivano quindi da autori ancora impegnati direttamente nella produzione di nuovi progetti.
Il confronto sul futuro dei dischi si è intensificato dopo l’annuncio di Sony relativo alla cessazione dei giochi PlayStation su supporto fisico da gennaio 2028. Houser e Jones non hanno presentato piani commerciali o iniziative specifiche di Absurd Ventures: le loro parole definiscono una posizione sul mercato, nella quale la disponibilità delle edizioni fisiche dovrebbe dipendere dalla richiesta effettiva dei consumatori.