Capcom ha deciso di mettere le mani avanti e rassicurare i giocatori in attesa di Resident Evil Requiem: il prossimo capitolo della celebre saga survival horror non presenterà i problemi tecnici che hanno afflitto Monster Hunter Wilds al lancio.
Una dichiarazione che suona come un impegno preciso da parte della software house giapponese, consapevole delle critiche ricevute per le prestazioni altalenanti del suo ultimo titolo open world.
La questione ruota attorno al RE Engine, il motore grafico proprietario di Capcom che si è guadagnato nel tempo un'ottima reputazione grazie alle performance dei vari capitoli di Resident Evil. Tuttavia, quando lo stesso engine è stato applicato a produzioni con ambizioni diverse, come Dragon's Dogma e appunto Monster Hunter, sono emersi evidenti limiti strutturali. Il problema fondamentale sembra risiedere nella capacità di gestire mondi di gioco vasti e aperti, con numerosi elementi dinamici da renderizzare simultaneamente.
Gli utenti della community hanno notato come il RE Engine eccella quando viene sfruttato secondo le sue caratteristiche naturali: livelli più contenuti, ambientazioni chiuse o semi-aperte, un numero limitato di elementi sullo schermo. In queste condizioni, il motore grafico riesce a garantire frame rate stabili e una qualità visiva eccellente. La situazione cambia drasticamente quando si passa a scenari aperti con molteplici creature, effetti particellari e streaming continuo di asset.
Particolarmente problematico si è rivelato il sistema di streaming delle texture in Monster Hunter Wilds, con pop-in evidenti e caricamenti tardivi che hanno compromesso l'esperienza di gioco.
Alcuni fanno notare che problemi simili hanno interessato anche altri titoli che utilizzano tecnologie come DirectStorage, suggerendo che le difficoltà potrebbero non dipendere esclusivamente da Capcom ma da questioni più ampie legate alle nuove architetture PC e console.
La strategia aziendale di utilizzare il RE Engine come soluzione universale per tutte le produzioni interne si è dunque rivelata prematura.
Prima di applicarlo a giochi con dinamiche online complesse e ambientazioni vastissime, sarebbe stato necessario un lavoro di ottimizzazione più approfondito. Per fare un paragone comprensibile al pubblico, è come pretendere che un'auto sportiva progettata per i circuiti urbani possa competere senza modifiche nel rally attraverso terreni impervi.
Diversi giocatori hanno espresso perplessità sulla scelta di Capcom, suggerendo che per determinate tipologie di gioco potrebbe essere più sensato affidarsi a motori grafici come Unreal Engine 5, che già dimostra una maggiore stabilità nella gestione di frame rate elevati in contesti open world.
La fedeltà a una tecnologia proprietaria, per quanto comprensibile dal punto di vista economico e dell'identità aziendale, non dovrebbe compromettere la qualità del prodotto finale.
Con Resident Evil Requiem, Capcom sembra voler tornare in territorio conosciuto, sfruttando il RE Engine nelle situazioni in cui ha dimostrato di dare il meglio. La fiducia espressa dalla compagnia non è solo una promessa di marketing, ma il riconoscimento implicito che il motore grafico funziona egregiamente quando non viene spinto oltre i suoi limiti naturali.
Resta da vedere se questa lezione porterà a investimenti significativi per ampliare le capacità tecniche dell'engine o se Capcom adotterà un approccio più pragmatico, scegliendo di volta in volta lo strumento più adatto al tipo di gioco da sviluppare.