BioShock 4 resta uno dei grandi punti interrogativi dell'industria videoludica, e non soltanto per il silenzio che lo circonda da anni. Le nuove parole di Take-Two confermano che dietro al progetto c'è stata una fase molto più complessa di quanto il pubblico potesse vedere dall'esterno.
A parlarne è stato Strauss Zelnick, che in una nuova intervista ha ammesso di essere profondamente deluso dal fatto che il publisher non sia ancora riuscito a riportare BioShock sul mercato. Non si tratta di una cancellazione, ma di una confessione rara per un dirigente abituato a pesare ogni parola.
Il nuovo capitolo è in lavorazione presso Cloud Chamber, studio nato proprio per guidare il ritorno della serie dopo BioShock Infinite. Negli ultimi anni, però, il progetto è stato accompagnato da revisioni interne, cambi di leadership e dubbi ricorrenti sulla sua direzione creativa.
Zelnick ha spiegato che, guardando indietro, l'editore ha speso troppo in termini di tempo e denaro. Il punto non è solo economico: secondo il CEO, parte del lavoro fatto non ha prodotto ciò che Take-Two si aspettava da un franchise con un'eredità così ingombrante.
La posizione ufficiale, comunque, non cambia. Già nei mesi scorsi Take-Two aveva garantito che il gioco sarebbe uscito, e anche questa volta il messaggio è più di ristrutturazione che di resa. La differenza è che ora il tono è meno difensivo e più esplicito sui problemi attraversati.
Un passaggio importante riguarda Rod Fergusson, chiamato a supervisionare il franchise dopo il suo lungo percorso tra Gears of War, Diablo e grandi produzioni tripla A. La sua presenza viene letta come un tentativo di rimettere ordine su scala produttiva, non come una semplice nomina simbolica.
Zelnick ha detto di sentirsi molto meglio rispetto allo stato attuale del progetto. È una formula prudente, ma indica che la nuova gestione avrebbe portato più chiarezza rispetto a una fase in cui il gioco sembrava avanzare senza riuscire a trovare una forma convincente.
Il peso del franchise rende tutto più delicato. BioShock non è una serie qualunque: ha lasciato un segno fortissimo per ambientazione, scrittura e direzione artistica, e un ritorno tiepido rischierebbe di pesare più di un ulteriore rinvio.
Per ora, quindi, i fan ricevono una risposta ambivalente. Il gioco è ancora vivo, ma l'ammissione di Take-Two conferma che il percorso è stato costoso, tortuoso e probabilmente più vicino a una ricostruzione che a una normale attesa tra un annuncio e una presentazione pubblica.