Nel mondo degli open world action, l'uscita di Crimson Desert di Pearl Abyss ha riacceso il dibattito su quanto sia ancora viva e vivace la fame dei giocatori per mondi aperti ricchi di combattimenti, esplorazione e strutture di conquista territoriale. Ma quella di Crimson Desert potrebbe non essere stata la prima storia di questo tipo: dagli archivi dell'industria emerge un progetto quasi dimenticato che, secondo chi lo ha concepito, condivideva un'ambizione sorprendentemente simile, affossato da dinamiche purtroppo fin troppo comuni nel settore.
Si chiama AionGuard e nasce in casa Avalanche Studios, il team svedese celebre per la serie Just Cause. A raccontarne la storia è Christofer Sundberg, co-fondatore e già chief creative officer dello studio, in una recente intervista a PC Gamer.
"Avevamo tutto ciò che ho visto in Crimson Desert già nei piani per quel gioco", ha dichiarato Sundberg, descrivendo AionGuard come un progetto in cui il giocatore vestiva i panni di una sorta di cavaliere-stregone impegnato a purificare le terre dal male, con la possibilità di cavalcare draghi e persino trasformarsi in un gigantesco golem.
Il DNA di Just Cause era chiaramente visibile nella struttura di gioco: liberare regioni, conquistare fortezze e far avanzare la propria campagna contro le forze oscure.
Il titolo era sufficientemente maturo da guadagnarsi una copertina su Edge Magazine già nel 2009, segno che il progetto non era affatto in fase embrionale. Un open world fantasy con una componente action ad alto tasso di spettacolarità, che oggi suonerebbe familiare a chiunque abbia seguito lo sviluppo del titolo di Pearl Abyss.
Il vero colpo di scena riguarda il publisher che aveva originariamente siglato l'accordo con Avalanche. Sundberg ha spiegato che si trattava di "una grande azienda con molte IP famose" che a un certo punto ha semplicemente cambiato strategia, decidendo di concentrarsi sulle proprietà intellettuali già esistenti anziché investire su nuovi franchise.
La conferma dell'identità del publisher è arrivata nel 2024 da Martin Alltimes, ex dipendente di Disney Interactive, che ha rivelato a Time Extension come fosse proprio Disney a sostenere originariamente il progetto.
La rottura, secondo Sundberg, avvenne nel modo peggiore possibile: "Ci hanno lasciati con un messaggio di testo". Una dinamica che nel settore gaming ha purtroppo precedenti numerosi, ma che in questo caso ebbe conseguenze a catena particolarmente pesanti.
Avalanche decise di annunciare autonomamente il titolo, ma la mossa si rivelò controproducente: con il gioco già pubblicamente noto, ogni altro publisher potenziale chiuse la porta, ritenendo bruciata la finestra di hype. AionGuard si spense in silenzio.
Nel frattempo Avalanche proseguì con Just Cause 4 e il sottovalutato Mad Max, fino a consegnare nel 2019 Rage 2, ultima produzione ufficialmente rilasciata dallo studio.
Più di recente, il co-op sandbox Contraband, in sviluppo da almeno inizio 2021 con Xbox Game Studios come publisher, è stato cancellato nel corso dell'anno scorso, aggiungendo un'ulteriore pagina difficile alla storia recente di Avalanche.