Sony ha deciso di chiudere Bluepoint Games, lo studio texano diventato celebre per i remake di Demon’s Souls e Shadow of the Colossus. Una notizia che colpisce in modo particolare la community PlayStation, anche perché il team era stato acquisito appena nel 2021 ed era considerato uno dei fiori all’occhiello della strategia first-party.
Secondo quanto riportato inizialmente da Bloomberg e confermato da fonti vicine a Kotaku, la chiusura avverrà nel mese di marzo. Una decisione che arriva a cinque anni dall’ultimo progetto principale dello studio, Demon’s Souls per PS5, titolo di lancio della console che aveva ricevuto ampi consensi per la qualità tecnica e la fedeltà all’opera originale. Successivamente, Bluepoint aveva collaborato anche a God of War Ragnarök in qualità di supporto.
Negli ultimi tempi il team stava lavorando a un progetto live-service, descritto come uno spin-off multiplayer ambientato nell’universo di God of War. Il gioco sarebbe stato cancellato all’inizio del 2025, segnando di fatto l’inizio della fine per lo studio. Una chiusura che sembra inserirsi nel più ampio ridimensionamento delle ambizioni live-service di Sony, dopo un periodo di investimenti aggressivi in quel segmento.
Bluepoint Games aveva costruito la propria reputazione su una specializzazione rara: reimmaginare classici senza tradirne l’anima. Il remake di Shadow of the Colossus su PS4 e quello di Demon’s Souls su PS5 erano stati lodati per la cura maniacale nei dettagli, la resa grafica all’avanguardia e il rispetto dell’identità originale. Per anni i fan avevano sperato che Sony affidasse loro la resurrezione di altri titoli storici, primo fra tutti Bloodborne.
Al momento non è chiaro quale sarà il destino dei circa 70 dipendenti dello studio: non è stato specificato se verranno tutti licenziati o se parte del personale sarà ricollocata all’interno di PlayStation Studios. Resta comunque l’amarezza per la perdita di un team che, pur non avendo prodotto titoli completamente originali sotto l’egida Sony, aveva dimostrato una competenza tecnica e una sensibilità artistica difficili da replicare.
La chiusura di Bluepoint solleva interrogativi più ampi sulla strategia di Sony: tra cancellazioni e ristrutturazioni, l’ecosistema PlayStation sta attraversando una fase di transizione delicata. E questa volta, a farne le spese, è uno studio che aveva trasformato il passato in eccellenza moderna.