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Nioh 2: Il Discepolo del Tengu | Recensione del primo DLC

Abbiamo testato Il Discepolo del Tengu, il primo DLC di Nioh 2. Ve ne parliamo nella nostra recensione.

Nella nostra recensione di Nioh 2 abbiamo spiegato come il secondo capitolo della serie di Team Ninja rimanesse comunque un titolo molto solido, appagante e appassionante, nonostante delle evidenti criticità che si annidavano nella ripetitività quasi ossessiva dei soliti schemi e nel riciclo imponente di asset. Spiegavamo dunque che il pantano creativo in cui si era cacciata la serie deve far riflettere con attenzione gli sviluppatori, i quali si sono evidentemente cullati sul successo del capostipite e hanno tirato fuori un’opera col minimo sforzo possibile e con poche (ma efficaci) novità che potenziavano il sistema di combattimento e approfondivano la varietà delle diverse build.

Il Discepolo del Tengu

Piattaforma:
PS4
Genere:
soulslike
Data di uscita:
Sviluppatore:
Team Ninja
Distributore:

Dicevamo anche che si trattava di un’esperienza assolutamente valida, che avrebbe incontrato i favori del pubblico e di chi aveva perso il conto delle ore trascorse col primo Nioh; ma anche che il senso di déjà-vu era davvero molto pressante e che esplorare zone che somigliavano sin troppo a quelle del 2017 lo faceva quasi sembrare più un enorme aggiornamento, che non un seguito degno di poter essere definito tale. A poco più di quattro mesi di distanza, e coi giocatori più accaniti e appassionati che hanno ormai completato tutto ciò che il gioco aveva da offrire, arriva il primo dei tre DLC previsti post-lancio: Il Discepolo del Tengu.

La storia del DLC

Se vi aspettate delle novità importanti o dei cambiamenti di peso da Il Discepolo del Tengu, sappiate che siete decisamente fuori strada. D’altra parte, Team Ninja lo ha già dimostrato col gioco di base: ottenere il massimo col minimo degli sforzi è una filosofia che almeno per il momento sta pagando a sufficienza, e sebbene un eventuale terzo capitolo che prosegua con questo andazzo sarebbe imperdonabile, un po’ più di indulgenza si può senz’altro avere per un contenuto aggiuntivo che in fin dei conti dimostra di non avere un peso sufficiente per riuscire ad elevarsi al di sopra di ciò che effettivamente è: un risicato DLC con una manciata di missioni fatte per chi non ne aveva ancora abbastanza e per lasciare scoprire al giocatore il collegamento tra il temibile Otakemaru e la leggendaria Sohayamaru.

Al prezzo di dieci euro, Il Discepolo del Tengu è disponibile per tutti coloro che hanno già completato la campagna principale e hanno raggiunto un elevato livello (ben oltre il 100, per intenderci), consigliato per poter affrontare le nuove battaglie senza soccombere in pochi attimi. Dopo aver completato l’avventura di Nioh 2 e aver sbloccato il DLC, avrete la possibilità di fare un salto indietro nel tempo e tornare agli ultimi anni del periodo Heian, al tramonto del 1100, in cui incontrerete due personaggi storici realmente esistiti e qui reinterpretati per esigenze di copione e di adattamento ai toni fantasy del gioco: Minamoto no Yoshitsune e Benkei, due valorosi guerrieri che entreranno direttamente in contatto col vostro protagonista e condivideranno con lui una parte della breve avventura proposta da Il Discepolo del Tengu, facilmente completabile in meno di dieci ore per chi non ha avuto grandi difficoltà col gioco di base.

Dal punto di vista della narrazione, Il Discepolo del Tengu non si sforza granché per regalare ai giocatori un adeguato approfondimento sulle dinamiche storiche dell’epoca e sui collegamenti che le vicende di Nioh 2 hanno con un salto temporale così ragguardevole. Se considerate che Il Discepolo del Tengu mette a disposizione appena un paio di missioni principali dedicate alla storia, con un corollario di secondarie davvero di poco conto, ecco spiegato il motivo per cui questo contenuto appare come un’aggiunta blanda e poco soddisfacente, anche al netto dei personaggi testé menzionati che si rivelano essere ben caratterizzati e piuttosto importanti per come il racconto si dispiega e per come i successivi incontri s’insinuano nel tessuto di una trama piuttosto semplice e poco articolata.

Le altre novità

Benché Il Discepolo del Tengu non sia affatto immune da un importante riciclo, va detto che per questo contenuto specifico si nota quantomeno la volontà di variare un minimo le presenze degli Yokai, che si svincolano parzialmente da quelli presentati nella storia principale. Nel DLC, oltre ad alcune interessanti variazioni di nemici vecchi ma dotati di modifiche estetiche e al moveset, ne sono arrivati di nuovi. Taluni si sono rivelati piuttosto pericolosi, non sempre così prevedibili e studiati per essere approcciati in modo diverso dal solito.

Giudizio misto invece per i boss proposti: uno di essi è parso palesemente un re-skin più rifinito di Umi-Bozu, che nel primo Nioh era una sorta di blob acquatico gigantesco che faceva capolino tra i marosi in tempesta. Anche l’ambientazione della missione in questione, a ben vedere, non si discostava molto dall’idea di base già vista in passato, ma si notava senza dubbio una maggiore verticalità che trovava un’ulteriore applicazione nell’altra missione principale, che s’inoltrava in una fitta foresta di bambù.

Le altre boss fight, nonostante la presenza di alcune movenze e attacchi non di certo inediti, sono risultate perfettamente in media con l’avventura principale e senza particolari guizzi creativi o con nemici dotati di un’imponente presenza scenica. Oltretutto, come vuole la tradizione di Nioh (e del secondo capitolo), non mancano un paio di scontri che si ripropongono. E non mancano nemmeno nuovi trofei, i nuovi spiriti guardiani da scatenare nei momenti più concitati delle battaglie, le abilità ninjutsu e altre novità che vi lasciamo il piacere di scoprire. L’aggiunta più importante e più di peso nell’economia degli scontri contro gli yokai è senza alcun dubbio il Bo composito, una nuova arma davvero molto versatile che è in grado di essere dannatamente efficace a distanza ravvicinata e di dare ottime soddisfazioni anche a medio raggio.

Sebbene inizialmente avrete la sensazione che sia un’aggiunta di poco conto e che non possa essere in grado di rivaleggiare con le altre armi già presenti (o che addirittura non sia sufficientemente potente o adeguata per la missioni proposte da Il Discepolo del Tengu), in realtà vi basterà iniziare a potenziarlo e scoprire la quantità e (qualità) delle combo per capire quanto il Bo composito possa rivelarsi adatto a diverse situazione, anche miste. Tra colpi semplici, rapide combinazioni, attacchi in salto e ottime variazioni a seconda delle impugnature, il Bo è in grado di garantire grande affidabilità ed efficacia anche per chi è abituato a strumenti di difesa ben diversi come martelli e asce o come l’odachi, decisamente più orientate verso la forza e bruta e più devastanti.

In fin dei conti, da Il Discepolo del Tengu era lecito aspettarsi qualcosa in più. Così com’è, il DLC non riesce ad elevarsi dal suo status di more of the same e fatica a convincere i giocatori ad acquistare il contenuto a parte. La politica di Tecmo Koei ha un forte bisogno di rinnovarsi e di uscire dalla logica dei micro contenuti che non esaltano e non convincono. Dubitiamo che i prossimi due possano essere diversi o che possano in qualche modo rappresentare un punto di svolta, pertanto la speranza del cambio è rimandata alla prossima generazione, che sarà un banco di prova non solo tecnico, ma anche per quanto riguarda il futuro (assai sostenibile, visto le vendite) della serie, che deve urgentemente rinnovarsi e uscire con abilità da quel brutto tunnel fatto di ripetitività, riciclo e sforzi minimi che sono già diventati sin troppo evidenti già nel corso dell’avventura principale.

Se volete unirvi all’universo di NiOh 2 e ai suoi combattimenti spietati, potrete approfittare di uno sconto sulle pagine di Amazon.

+ L’aggiunta del Bo Composito
+ Nuovi yokai e abilità
+ Due missioni storia aggiuntive…
– … Poco approfondite e non soddisfacenti
– Contenuto pigro, con poche novità di rilievo

6.3

Il Discepolo del Tengu vi farà fare un salto temporale e vi porterà sul finire del periodo Heian, cercando di trovare un punto di raccordo tra Otakemaru e la leggendaria Sohayamaru. Tuttavia il DLC risulta essere un more of the same con appena due missioni dedicate alla storia e altre che fungono da riempitivi, un po’ come succedeva con gran parte dell’avventura di base. Dal supporto post-lancio di un gioco così amato, bisogna dirlo, ci aspettiamo molto di più di quanto fatto finora.