Naruto to Boruto: Shinobi Striker, la recensione

Recensione Video
A cura di Francesco Corica - 31 Agosto 2018 - 0:00

Sono passati ormai quasi 20 anni da quando Naruto, il famoso Ninja proveniente dal Villaggio della Foglia, prese per la prima volta vita dalla penna di Masashi Kishimoto: in tutti questi anni la serie è diventata un punto fermo dei manga ed anime “shonen” più di successo, riuscendo a piazzarsi al fianco di nomi come Dragon Ball e One Piece. Visto il target di riferimento di questo genere di manga, era ovviamente lecito aspettarsi una presenza costante anche nel mercato videoludico: dopo gli apprezzati fighting game della serie “Ultimate Ninja Storm”, Bandai Namco ha deciso di provare una nuova strada, sempre cercando di riporre l’attenzione su un’azione di gioco adrenalinica ma stavolta concentrandosi sui combattimenti multiplayer arena, dando la possibilità a tutti i giocatori di poter creare il proprio ninja con cui combattere. E’ con queste premesse che nasce Naruto to Boruto: Shinobi Striker, il cui sviluppo è stato affidato ai Soleil Game Studios.
Naruto to Boruto: Shinobi Striker, la recensione
Come già menzionato, viene dato grande spazio alla personalizzazione dell’avatar: possiamo modificare diversi aspetti del nostro ninja, come il taglio di capelli (in larga parte ispirato a personaggi storici della serie), colore, voce da utilizzare e anche da quale villaggio proveniamo, anche se ciò non ha alcun effetto sul gameplay e cambierà unicamente i nostri abiti iniziali ed il coprifronte indossato. Fatto ciò, verremo immediatamente proiettati a Konoha, che sarà a tutti gli effetti il nostro hub per accedere alle diverse funzioni del gioco. Non esiste un menù rapido per accedere velocemente alla funzione desiderata (come, per esempio, accade su Dragon Ball FighterZ) e dovremo fare velocemente l’abitudine con le varie opzioni presenti e chi le gestisce, non molte comunque e di cui parleremo a breve nel dettaglio.
L’Arena delle arti ninja VR del maestro Kakashi, che include missioni VR affrontabili sia in singolo che in cooperativa e il tutorial per apprendere le basi del gioco; la Biblioteca delle arti ninja di Sasuke, dove potremo scegliere con quale maestro VR addestrarci; il Negozio attrezzi ninja di Tenten, in cui potremo, oltre che acquistare e vendere oggetti, anche poter valutare le pergamene ottenute; la Taverna di Sakura, in cui potremo personalizzare ulteriormente il nostro avatar; e infine, ma non per importanza, la Magione dell’Hokage di Shikamaru e Naruto, dove poter affrontare i combattimenti online veri e propri.
Naruto to Boruto: Shinobi Striker, la recensione
Se abbiamo citato più volte la parola VR è perchè la “giustificazione” data alla presenza di famosi ninja del passato e del presente è proprio questo sistema virtuale di allenamento con cui che potremo far scontrare Naruto nella sua incarnazione di Shippuden contro personaggi provenienti da Boruto o dell’Organizzazione Alba, per esempio. Le missioni virtuali, oltre a consentirci di poter affrontare personalmente ninja del passato, sono particolarmente indicate per affinare ulteriormente le meccaniche di gioco e per provare l’equipaggiamento sbloccato; le missioni potrebbero inoltre darci accesso a nuovi maestri VR e a equipaggiamenti esclusivi, sotto forma di pergamene. Le pergamene funzionano in maniera simile alle “lootbox”, ma sono totalmente cosmetihe e non acquistabili utilizzando soldi veri: potremo ottenerle solo dopo aver completato missioni e combattimenti online. Una volta ottenute dovremo andare da Tenten, che ce ne rivelerà il contenuto: se dovesse trattarsi di un doppione potremo venderlo usando l’apposita opzione, in caso contrario dovremo tenercelo, che ci piaccia oppure no. Usando le monete in-game potremo anche acquistare alcune armi base (o anche esteticamente differenti) e nuovi costumi per il nostro personaggio, oltre a possibili nuove pergamene (ma solo dei tipi più semplici). Le missioni VR non sono però l’unico modo per sbloccare nuovi personaggi: i maestri potrebbero non solo insegnarci le loro mosse uniche (come il Rasengan), ma anche sbloccare automaticamente nuovi maestri utilizzabili non appena raggiunto il livello necessario (ad esempio potremo allenarci con Boruto non appena raggiunto il livello 2 con Naruto); in totale possiamo accedere fino a 20 maestri VR (Naruto, Sasuke, Sakura e Yamato sono disponibili fin da subito) ed è consigliato iniziare ad addestrarsi col ninja che rispecchia il nostro stile di combattimento.
Naruto to Boruto: Shinobi Striker, la recensione
L’avatar infatti potrà scegliere tra 4 diversi set, cambiabili a piacimento a ogni respawn: Attacco, A Distanza, Difesa e Cura, i cui ruoli sono facilmente intuibili dal nome. Possiamo equipaggiare il nostro ninja con un’arma, un attrezzo ninja (come i kunai o un sigillo paralizzante), due arti ninja, una tecnica della sostituzione (per riuscire ad uscire da una combo) e la tecnica suprema. Ovviamente, anche il tipo di attrezzi e tecniche utilizzare non sarà uguale per tutti, dunque il gioco incoraggia a giocare il più possibile per ottenere i set che saranno di maggior gradimento grazie all’addestramento ed alle pergamene; se poi avessimo voglia di ricreare il nostro ninja completamente da zero, cambiandone anche il sesso (normalmente fisso) senza perdere i progressi ci toccherà acquistare un sigillo remake ninja ed utilizzarlo alla Taverna, ma dato che non si tratta certo dell’acquisto più “economico” vi consigliamo di prendervi tutto il tempo che vi serve per creare al meglio il vostro avatar e dover evitare di utilizzarlo.
Passiamo infine al piatto forte della produzione, ossia le battaglie online vere e proprie: potremo scegliere se fare una partita veloce o se partecipare al campionato mondiale dei ninja (che rappresentano le battaglie “ranked”); durante i quick match e le ranked i server hanno retto per lo più stabilmente, ma è comunque ancora presente qualche errore con disconnessioni dagli avversari a partita appena iniziata. Non è dunque finito il lavoro per superare completamente i problemi già riscontrati durante le sessioni di beta, anche se dobbiamo dire che ci sono stati notevoli progressi da allora.
Naruto to Boruto: Shinobi Striker, la recensione

In totale vi sono 4 diversi tipi di modalità (sarà il gioco a decidere in quali tipi di mappe andremo ad ogni evento e non vi è dunque modo di fare una scelta manuale): Bandiera, Base, Combattimento e Barriera. Se è facilmente intuibile di cosa trattino le prime tre modalità (cattura la bandiera, controllo basi, deathmatch a squadre), l’ultima ha bisogno di qualche spiegazione in più: il team offensivo dovrà sbloccare i sigilli per poi sconfiggere il boss di quella mappa, mentre il difensivo dovrà proteggere le proprie zone.

In quanto a strategie negli scenari dovremo saltare continuamente da una piattaforma all’altra e correre tra le pareti (il kunai con filo, accessibile a tutti i ninja, ci verrà in nostro aiuto in quanto è utilizzabile per trasportarsi velocemente da un posto all’altro), il che incoraggia spesso il combattimento a mezz’aria: la strategia ed il gioco di squadra saranno fondamentali per non ritrovarsi da soli contro tutti o per non avere le spalle al muro a causa di una migliore coordinazione dell’altro team. Consigliamo vivamente di utilizzare l’opzione per agganciare il bersaglio prima di utilizzare le proprie mosse base (utilizzabili solo con due pulsanti, quindi con molto button-mashing) e le arti ninja, in quanto la telecamera continua a riscontrare gli stessi problemi già avuti durante la beta.
E’ possibile utilizzare anche i maestri stessi durante le partite online, ma la scelta non potrà essere cambiata a partita iniziata e potrete sfruttare unicamente l’equipaggiamento predefinito. Il gioco chiaramente incentiva a utilizzare gli avatar ed è il motivo per cui il roster appare molto ristretto, anche se, stando al season pass disponibile nello store, ne verranno aggiunti altri. Utilizzare un personaggio storico può comunque essere una buona idea per capire se valga la pena sbloccare o no una determinata mossa. Il maestro ci darà inoltre una mano durante le missioni VR, se sceglieremo di affrontarle in solitaria: purtroppo l’intelligenza artificiale amica non è sempre al meglio e non potremo fare molto affidamento su di loro. Per quanto possa essere affascinante l’idea di affrontare Kurama insieme ad Itachi è meglio cavarsela con le proprie forze o, meglio ancora, con altre persone online. Un’ulteriore avviso nel caso vogliate comunque cavarvela da soli: il gioco la tratterà comunque come se fosse una partita online, quindi non avrete modo di sospendere la partita. 
Una nota finale va sicuramente spesa per il comparto tecnico che grazie ad un cel-shading gradevole e riesce a rievocare lo stile dell’anime, per quanto il dettaglio rimanga abbastanza scarso. Qualche piccola sbavatura della telecamera e delle animazioni può poi essere notata durante i combattimenti più intensi (in particolare durante le missioni VR con ondate di nemici) ma nulla di preoccupante e che interrompa l’azione di gioco, sempre fluida ed a 60 fps.

Buona personalizzazione dell’avatar
Stile grafico gradevole
Combattimenti veloci ed adrenalinici


C’è ancora qualche leggero problema coi server
Gestione della telecamera da migliorare
Nelle missioni single-player IA alleata spesso non pervenuta


6.5

Creare il proprio ninja, combinando diverse tecniche ed accessori ed usarlo per combattere online risulta decisamente divertente: purtroppo c’è ancora qualche problema a livello di server, che potrà essere risolto in breve tempo, e nella gestione della telecamera. Naruto to Boruto: Shinobi Striker è un esperimento coraggioso ed un titolo che punta esclusivamente ai combattimenti online, offrendo dunque poco e nulla agli amanti del single player. Se siete dei fan del genere Arena e della serie, allora al giusto prezzo sarà in grado di garantire tante ore di divertimento, altrimenti fareste meglio a guardare altrove ed aspettare un capitolo più in linea con la tradizione della serie.




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