La guerra di Huawei e la pubblicità su WhatsApp | Le novità tech e social

Dal computer Apple-1 battuto a prezzo record all'idea di Huawei per sopperire all'addio di Android: vediamo le novità tech e social della settimana

SPAZIOTECH
A cura di Stefania Tahva Sperandio - 28 Maggio 2019 - 8:59

Dopo lo scossone tra gli Stati Uniti e Huawei che ha animato la scorsa settimana, non mancano le novità per la nostra rubrica SpazioTech. Tra gli argomenti caldi di questi giorni, la risposta del produttore cinese all’addio di Android e la curiosità legata al collezionista che ha acquistato un cimelio di casa Apple per una cifra da capogiro. C’è spazio, inoltre, anche per la pubblicità su WhatsApp.

Un nuovo aggiornamento per iOS

In settimana abbiamo assistito al lancio di un nuovo aggiornamento per iOS, arrivato così alla versione 12.3.1. Grazie a questo update, i possessori di iPhone e iPad hanno la possibilità di migliorare le performance dei loro device – con alcuni fix introdotti appositamente dalla Mela.

Il changelog non è particolarmente ricco e si concentra principalmente sulla correzione di bug noti e sulla gestione dei messaggi arrivati da mittenti sconosciuti (leggasi: la possibilità di segnalare i messaggi sgraditi in caso vi ritroviate bombardati da pubblicità).

Potete già scaricare l’aggiornamento accedendo alle impostazioni generali del vostro dispositivo.

Ecco Xiaomi Redmi K20

Nei giorni scorsi sono arrivate dalla Cina le prime foto per Xiaomi Redmi K20, il prossimo terminale del produttore cinese – di cui scopriremo a ore tutti gli asset e i dettagli ufficiali. Lo smartphone della compagnia del Dragone dovrebbe avere una tripla fotocamera posteriore, supportata da un AMOLED da 6,39″, processore Qualcomm Snapdragon 855 octa-core. Il tutto, animato da 6 o 8 GB di RAM e una batteria da 4000 mAh.

Nel design, fari puntati soprattutto sulla fotocamera a scomparsa anteriore – che non necessita né del notch né del buco sul display per farsi spazio.

In attesa dei dettagli ufficiali, le specifiche sembrano promettere comunque molto bene, anche considerando che Xiaomi si fa sempre notare per i prezzi economici e accessibili.

Roba da collezionisti

Tra le curiosità di cui abbiamo parlato in settimana c’è anche la cifra spesa da un collezionista, che ha scelto di rimanere anonimo, per portarsi a casa un raro esemplare originale di Apple-1. Il computer, datato 1976, è uno dei primissimi elaborati dalle menti di Steve Jobs e Steve Wozniak ed è stato portato a casa per una cifra corrispondente a qualcosa in più di 419.000€.

Il nuovo proprietario è l’ennesimo che ha deciso di portarselo a casa e indubbiamente ha fatto un investimento, considerando che questi pezzi da collezione sembrano avere parecchio mercato: solo questo esemplare di Apple-1 ha cambiato almeno tre proprietari, passando da privati cittadini a organizzazioni no-profit, fino ad arrivare all’odierno acquirente.

Se doveste avere in casa qualche cimelio che testimonia i primi anni dell’informatica aperta al grande pubblico, insomma, tenetelo con cura maniacale, perché potrebbe farvi diventare ricchi.

Huawei con le unghie e con i denti

Dopo le discussioni della scorsa settimana, che ci hanno rivelato la rottura tra Stati Uniti e Huawei, il produttore cinese di smartphone – che ha il secondo mercato al mondo nel settore – ha deciso di non gettare facilmente la spugna. Google ha fatto sapere che sospenderà il supporto agli smartphone Huawei, il che significa che non potrà più avere il firmware “ufficiale”, ma solo quello open source, non supportato.

huawei logo

A fronte di questa mossa, la compagnia cinese ha deciso di correre ai ripari lavorando a un sistema operativo autonomo, del quale dotare i suoi futuri smart device. L’idea di Huawei è quella lanciarlo entro l’autunno o comunque non più tardi della primavera 2020. Sarà ovviamente importante che le applicazioni siano ottimizzate per questo OS – per evitare il ripetersi di alcuni problemi che, in passato, riscontrarono ad esempio gli utenti su Windows Phone, che si ritrovarono con alcune applicazioni anche di largo uso con feature obsolete rispetto alle controparti su Android e iOS.

Basterà la mossa di Huawei a limitare i danni? Le parti in causa riusciranno a trovare un accordo che si metta alle spalle la rottura?

La pubblicità su WhatsApp

Se ne era parlato qualche tempo fa ed è tornata più di moda che mai: stiamo riferendoci alla pubblicità su WhatsApp, che sembra ormai pronta a diventare una cosa concreta. Dopo le discussioni dei mesi scorsi, è stato confermato che la vedremo esordire nel corso del 2020, ma rigorosamente all’interno degli Stati.

Se anche voi non siete tra gli utenti abituali di questa feature, si tratta essenzialmente del corrispondente di WhatsApp delle Storie di Instagram: contenuti che possono venire visualizzati per ventiquattro ore e che, tra uno e l’altro, mostreranno anche dei video o delle immagini promozionali, in mezzo ai post dei vostri contatti.

whatsapp

L’idea è insomma quella di limitare le pubblicità a queste schermate: non aspettatevi che compaiano dei banner nel bel mezzo delle conversazioni. Nonostante la cosa sembri destinata a essere abbastanza discreta, gli utenti per il momento si sono espressi in modo diviso: alcuni preferirebbero la possibilità di acquistare nuovamente l’app una-tantum per non vedere la pubblicità (come ai tempi in cui costava 0,79€ e poi 0,89€), altri semplicemente non gradiscono l’idea e minacciano di passare a concorrenti come Telegram.

Vedremo se effettivamente il lancio della pubblicità su WhatsApp creerà un malcontento tangibile o se si tratta semplicemente di rumore legato alla paura che i banner e i contenuti promozionali possano prima o poi invadere l’app di messaggistica.

Ci sono due argomenti molto dibattuti, nello SpazioTech della settimana: il destino di Huwei e le polemiche relative alla pubblicità in arrivo su WhatsApp. In entrambi i casi, gli scenari che si aprono sono molteplici e spinosi e, sul fronte Huawei, bisognerà vedere in che modo evolverà soprattutto la situazione politica tra Stati Uniti e Cina.




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