In che modo i videogiochi hanno migliorato la tua salute mentale? Le risposte dei giocatori

La sviluppatrice e autrice Emily Grace Buck pone il quesito sui social: vediamo cosa hanno risposto i videogiocatori di tutto il mondo

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A cura di Stefania Tahva Sperandio - 27 Settembre 2019 - 20:54

Spesso sentiamo parlare delle accuse rivolte ai videogiochi che, secondo alcuni, spingono le dita degli assassini su grilletti che non hanno niente di virtuale. Ne abbiamo parlato, purtroppo, tristemente di recente, quando il Presidente Donald Trump ha di nuovo puntato il dito su questo mezzo di comunicazione interattivo, in seguito alle ennesime stragi armate che hanno scosso gli Stati Uniti d’America.

Così, mentre gli studi scientifici hanno sempre bocciato sospetti come quelli dell’inquilino della Casa Bianca, l’autrice e sviluppatrice Emily Grace Buck, ex Telltale Games e oggi al lavoro su Waylander, ha chiesto semplicemente ai videogiocatori: «raccontami di un’esperienza di gaming che pensi abbia avuto un impatto positivo sulla tua salute mentale.»

In che modo i videogiochi hanno migliorato la tua salute mentale? Le risposte dei giocatori

Le risposte che sono arrivate da tutto il mondo ci raccontano tantissime storie di persone che hanno trovato un alleato prezioso proprio nell’intrattenimento videoludico – ovviamente, usato con moderazione e non al posto di terapie, laddove sono necessarie.

Shinobi602, celebre insider ed esperto dell’industria, racconta che ad aiutarlo sia stato «giocare a Shenmue sul mio Dreamcast quando i miei genitori stavano affrontando un divorzio incasinato. Era davvero difficile, per un preadolescente. Adoravo perdermi nel mondo di Shenmue per la prima volta, mi portava la testa altrove. Penso sia per questo che custodisco gelosamente il ricordo di questo gioco.»

Un’altra giocatrice racconta: «Stardew Valley mi ha trasmesso la sensazione di guadagnare davvero delle cose, mentre lavoravo in un posto dove avevo ‘ricominciato daccapo’. Era una sensazione di cui avevo disperatamente bisogno, mentre nella vita reale ero bloccata davanti ai miei fallimenti.»

I ricordi e i racconti dei giocatori continuano. Uno racconta che «Everybody’s Gone to the Rapture mi ha aiutato a superare la perdita di una persona cara.» Un’altra, invece, racconta «finire Kingdom Hearts II dopo l’anno peggiore della mia vita mi ha fatto ritrovare la speranza e la felicità, un ritorno a casa». E ancora: «giocando a Life is Strange: Before the Storm mi sono reso conto che le problematiche del personaggio principale erano così affini a quelle di un mio caro amico. Questo mi ha aiutato a capire il suo stato mentale e ad aiutarlo nella realtà.»

Un altro giocatore rivela «giocare Undertale durante uno dei periodi peggiori della mia depressione mi ha fatto sentire come se avessi sbloccato i miei sentimenti. Ho ancora molta strada da fare, ma almeno ha sbloccato qualcosa.» E ancora: «What Remains of Edith Finch. Era facile rivedersi nella storia di Lewis. Mi piaceva lui, mi piaceva ritirarmi in un mondo di fantasia perché la vita reale era diventata troppo dura, da sopportare. Vedere Lewis mi ha consentito di capire quanta strada avessi fatto, rispetto ad allora. Mi sono anche fatta un tatuaggio del logo del gioco, per ricordarmi di non tornare mai più indietro.»

Un altro giocatore, ancora: «giocare Firewatch dopo un brutto addio sentimentale. Mi ricordo che vedere il sole sorgere in quello scenario incredibile mi fece sentire davvero felice, per la prima volta in tanti mesi. È stato meraviglioso.»

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Un’altra testimonianza racconta: «è stato Gris. È un gioco in cui giochi a tutti gli effetti tra le fasi del dolore, ed è fatto meravigliosamente. Mi ha ricordato delle mie difficoltà nell’affrontare il dolore. E il finale è così bello che mi ha commosso.»

E ancora: «quando avevo quindici anni, a gennaio 2015, ero stato mutilato dall’ansia, al punto che mi rifiutavo di andare a scuola, ero sempre da solo e vittima dei bulli. Giocare Persona 4 Golden mi fece sentire come se avessi un vero gruppo di amici. Mi diede fiducia, mi incoraggiò a incontrare le altre persone, a farmi delle amicizie, e lo feci.»

Come potete immaginare, i commenti sono davvero tantissimi e potete leggerli nel thread e nel profilo di Emily Grace Buck. Vogliamo quindi porre a voi il quesito: è mai capitato che i videogiochi vi aiutassero a superare dei momenti difficili della vostra vita? Raccontatecelo nei commenti, se vi va.




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