Games Workshop ha chiuso l’esercizio terminato il 31 maggio 2026 con ricavi e utile ante imposte ai massimi, ma la reazione del mercato si è concentrata sui costi futuri e sulla flessione delle licenze. I ricavi complessivi sono saliti da 617,5 a 659,7 milioni di sterline, mentre l’utile ante imposte ha raggiunto 275,7 milioni, contro i 262,8 milioni dell’anno precedente. Reuters riferisce che le azioni hanno perso fino al 6,5% dopo la pubblicazione dei risultati.
La crescita è stata sostenuta soprattutto dal business principale, che comprende miniature, giochi e pubblicazioni legati agli universi di Warhammer 40,000 e Warhammer: Age of Sigmar. Questo segmento ha generato 626,8 milioni di sterline, in aumento del 10,9% rispetto ai 565 milioni precedenti. L’utile operativo è passato da 211,8 a 245,1 milioni, con un margine del 39,1%.
Il quadro cambia sul fronte delle licenze, scese da 52,5 a 32,9 milioni di sterline. Games Workshop attribuisce il confronto sfavorevole al contributo ottenuto nell’esercizio precedente con il lancio di Warhammer 40,000: Space Marine 2. Le produzioni interattive mantengono comunque un peso dominante: l’85% delle royalty registrate nel 2025/26 deriva da licenze destinate a giochi per PC e console.
Sui risultati futuri peseranno soprattutto i nuovi dazi statunitensi. Games Workshop ha sostenuto circa 12 milioni di sterline di costi tariffari durante l’esercizio, riuscendo a recuperarne 7,8 milioni. Per il 2026/27 la società prevede altri 13 milioni di sterline di spese legate ai dazi. Nel commento ai conti, Kevin Rountree ha inserito questa pressione in un’attività fortemente esposta ai mercati internazionali: il 79% delle vendite del business principale viene realizzato fuori dal Regno Unito.
Un’altra area sotto osservazione riguarda la disponibilità della plastica impiegata per le miniature. Per ridurre i rischi derivanti dalle tensioni sulle forniture, Games Workshop aumenterà temporaneamente di circa 2 milioni di sterline le scorte di materie prime. La produzione resta al centro degli investimenti: nell’esercizio sono stati destinati 21,9 milioni allo studio Warhammer e altri 7,6 milioni agli stampi, in prevalenza per nuove miniature di plastica.
La società ha concluso l’anno con 598 negozi propri distribuiti in 24 Paesi, una rete che accompagna la crescita delle vendite internazionali e del business principale. I risultati ufficiali mostrano quindi un’attività centrale in espansione, mentre le indicazioni per il nuovo esercizio comprendono maggiori costi tariffari, più scorte e ricavi da licenze ancora lontani dal livello raggiunto con Space Marine 2.