Il Pilastro recensione | Il secondo DLC di Shadow of the Tomb Raider

Come già spiegato nei precedenti articoli dedicati all’ultima avventura di Miss Croft, Shadow of the Tomb Raider prevede un ricco (almeno numericamente) supporto post-lancio, con ben sette DLC in uscita a cadenza mensile. Dopo la prima mini espansione, che prendeva il nome de La Forgia, Lara dovrà stavolta cambiare luogo e affrontare le intemperie che la attendono in The Pillar (o Il Pilastro, se preferite). Pensate che questo secondo DLC sia più corposo del precedente? Vi sbagliate di grosso: dura ancora meno.

Il Pilastro Shadow of the Tomb Raider Cover

Pillar of Wind

La strategia di Square Enix, prima ancora che di Eidos Montreal, è ormai chiara a tutti: i giochi pubblicati devono essere accompagnati da un gran numero di DLC, e poco importa se si tratta di contenuti tagliati al gioco completo. La sensazione, anche per quanto riguarda Shadow of the Tomb Raider, è esattamente questa: al momento, coi due contenuti scaricabili, non c’è nulla di davvero imperdibile, e l’idea che le tombe sarebbero potute rimanere all’interno del gioco principale non riesce proprio ad abbandonarci.

Come ne La Forgia, Lara dovrà recarsi nel punto segnalato nella mappa per dare inizio alla missione extra e addentrarsi nella nuova tomba. Una tomba profondamente diversa da quella precedente, che cambia le carte in tavola sia per quanto riguarda l’approccio all’esplorazione, sia perché ospita al suo interno i cultisti e i soldati de La Trinità. Da ciò si evince che ne Il Pilastro, soprattutto nella parte finale, c’è più spazio all’azione e decisamente meno alla contemplazione dell’area (essenziale per capire cosa fare e verso quale direzione muoversi).

Il Pilastro Shadow of the Tomb Raider 2

Anche questa volta consigliamo di disattivare tutti gli aiuti, soprattutto quelli ambientali, altrimenti rischierete sul serio di completare tutto in appena tre quarti d’ora. Sul serio: Il Pilastro non riesce nemmeno ad arrivare all’ora di gioco totale, lasciandovi con l’amaro in bocca e la sensazione pressante che questa proposta “a spizzichi e bocconi” non sia esattamente stata la scelta più felice per dare il meglio agli utenti. Se siete in possesso del Season Pass, avrete a disposizione questo e tutti gli altri contenuti in arrivo, altrimenti dovrete sborsare cinque euro per ciascuno: visto l’andazzo, giudicate voi se il valore economico è commisurato a quello dell’offerta.
Al di là di ciò, siamo curiosi di capire se tutti gli altri DLC saranno su questa falsariga.
Per il momento, sono gli elementi a determinare la natura delle tombe: se ne La Forgia era il fuoco il vero protagonista, con la zona da esplorare semi sommersa dal magma, ne Il Pilastro è il vento a dominare la scena.

A ogni Tomba il suo Tesoro

La tomba de Il Pilastro si presenta con un’alternanza tra le classiche arrampicate miste (ossia con uso della piccozza e del rampino, assieme ai consueti lanci nel vuoto prima di trovare il giusto appiglio), gli enigmi ambientali e i conflitti a fuoco. Se per le prime segnaliamo le ormai canoniche soluzioni viste nel gioco di base, il discorso cambia per i puzzle da risolvere. Questi ultimi sono infatti legati non solo ai montanti da agganciare con le frecce provviste di corde (utili a spostare elementi degli scenari per riuscire ad avanzare senza trovarsi di fronte dei blocchi), ma anche alle bizze delle intemperie.

Il Pilastro Shadow of the Tomb Raider 1

Giusto per fare degli esempi, vi capiterà di dover dosare la corsa e scegliere il momento propizio per arrivare da un punto all’altro mentre state in equilibrio, prestando attenzione a non farvi investire dalle violente sferzate di vento. Ci sono anche delle varianti a questa formula, come ad esempio delle strutture fisse che offrono riparo e dei teloni semoventi da seguire, al fine di scampare alla furia eolica.
Il Pilastro non è una tomba solo al chiuso, e anzi è costituita da una discreta percentuale di zone all’aperto, dove un acquazzone e dei lampi fanno da corredo a quanto descritto poc’anzi.

Lo scopo di Lara, in questo DLC, è quello di recuperare un antico scudo, missione commissionatavi da un personaggio già incontrato nella seconda metà di Shadow of the Tomb Raider. Narrativamente è davvero tutto qui, e non basta l’apparizione finale di un noto antagonista per risollevare le sorti di una storia pressoché nulla, che è in fondo costituita dalla sola premessa utile a lanciarvi all’interno della tomba. In questo DLC avrete a disposizione il nuovo Arco del Giuramento e un nuovo vestito da battaglia chiamato Shinci Chiqa, assieme all’abilità da sbloccare “mille occhi”: davvero troppo poco. Deludenti anche le ondate nemiche che chiudono la sezione di fuga, con la possibilità di occultarvi col fango che difficilmente utilizzerete, preferendo una ben più efficace sventagliata di proiettili per poi tornare dove tutto è cominciato e assistere agli esiti del vostro ritrovamento.

+ La struttura della tomba è ben curata
+ Il vento è l'elemento che domina la nuova sfida, e ciò si riflette positivamente su tutto l'approccio al DLC
- Dura meno di un'ora
- Contenuti di gioco sin troppo poveri, insoddisfacenti
- Storia sostanzialmente nulla

5.6

Il Pilastro è una vera delusione ed è persino più breve (e più semplice) de La Forgia. Se gli altri cinque DLC di Shadow of the Tomb Raider seguiranno questa tendenza, non c’è da stare allegri per il supporto post-lancio deciso da Square Enix.