Hearthstone Salvatori di Uldum, tiriamo le somme – Recensione

Il metagame è il giudice più severo

Recensione
A cura di DottorKillex - 10 Settembre 2019 - 11:37

Un mese è passato dal rilascio della nuova espansione di Hearthstone, Salvatori di Uldum, e, dopo avervi offerto a caldo una carrellata delle carte più promettenti, eccoci tornati sul luogo del delitto per analizzare a fondo i nuovi mazzi e l’evoluzione del metagame, assestatosi in maniera definitiva in questo lasso di tempo. In attesa della modalità single player, in arrivo a fine mese, siamo quindi pronti ad assegnare un fatidico numeretto all’ultima fatica di Blizzard.
Salvatori di Uldum

Sciamano, Stregone e Guerriero

Iniziamo questa disamina di Hearthstone, Salvatori di Uldum con gli unici due mazzi degni di nota per quanto riguarda la classe Sciamano, la quale, obiettivamente, era già estremamente potente prima di questa espansione e non necessitava, quindi, di ulteriori spinte. Uno ruota intorno alla quest di classe, Corrompere le acque, e la accoppia con l’odiatissimo Ciciazampa per creare un vortice infinito di gridi di battaglia affatto da trascurare. Non velocissimo, questo va detto, ma un mazzo capace di controllare il late game come pochi al momento.

L’altro, invece, è agli antipodi, per velocità e filosofia di gioco: con al centro una delle nuove leggendarie di classe, cioè Vessina, che assicura un +2 all’attacco degli altri minion finchè ci sono cristalli di mana in sovraccarico, questo mazzo punta tutto sulla rapidità d’esecuzione e sul gran numero di creature di piccola taglia presenti all’interno, dai murloc ai token. Difficile resistergli nei primi tre o quattro turni, ma il rischio è di finire la benzina attorno al sesto. Anche lo stregone può contare su due nuovi archetipi interessanti, l’uno legato alla quest e l’altro ad una delle nuove leggendarie di classe. Il primo punta forte sulla possibilità di pescare carte a ripetizione in combo con Mecha’thun, così da annichilire l’eroe avversario in un colpo solo a fine partita: è lento, come tutti i mazzi che comprendono la versione robotica del dio con i tentacoli, ma funziona. L’altra, invece, poggia sul grido di battaglia del Faraone Oscuro Tekahn, che rende i lacchè 4/4 per il resto della partita, per formare un piccolo esercito di servitori di buone dimensioni a costi molto contenuti: è fondamentale pescare la carta in questione, ma il mazzo risulta divertente anche se non troppo competitivo ai livelli più alti. Parecchi nuovi mazzi per il Guerriero, che sembra aver beneficiato dell’espansione come nessun’altra classe, almeno in termini di varietà: un nuovo Control, un Aggro mediamente rapido e un taunt.

Salvatori di Uldum 2

Il primo consta di una sola carta per mazzo, per sfruttare al meglio l’abilità della leggendaria Zefris il Grande, e poggia anche su Siamat e Armagedillo per sfiancare l’avversario e, nel contempo buffare i propri servitori all’inverosimile. Per il mazzo Aggro sono invece imprescindibili il grido di battaglie del Mercenario Giurasangue, che copia un servitore danneggiato, e la Mummia Irrequieta, che con Assalto e Rinascita è l’ideale per lanciarsi contro altre creature e magari far crescere a dismisura il Berserker in campo. Chiude il cerchio una riproposizione del Taunt tanto in voga durante lo scorso anno, rinforzata da Armagedillo, carta di rara potenza, e dal Custode delle Tombe, un servitore tignoso che arricchisce le board con grande facilità.

Sacerdote, Ladro e Druido

Dopo diverse espansioni in cui latitavano mazzi di alto livello, il Sacerdote trova nella nuova quest un’insperata ancora di salvezza: Attivare l’Obelisco consente di attingere ad un potere eroe di rara potenza, e la community ha pensato di sfruttare al massimo questa possibilità con due varianti di mazzo. La più gettonata ruota intorno a due carte, ovvero Catrina Muerte ed Infiltrato Convincente, ed è basata sul riportare quest’ultimo in vita decine di volte così da tenere sempre pulita la board fino al raggiungimento delle condizioni della quest. La seconda, forse meno forte ma decisamente più rapida, è associata invece ad un mazzo aggro, che sforna servitori a grande velocità facendo perno sul Gran Sacerdote Amet e la sua abilità.

Hearthstone Salvatori di Uldum, tiriamo le somme – Recensione

Le abbiamo giocate entrambe, e preferiamo la prima, ma si tratta perlopiù di una questione di gusti e di strategie. Poco da segnalare per quanto concerne il Druido, capace di proporre solamente un paio di nuovi mazzi basati sulla nuova quest legata alla carta Esprimere il Potenziale: essenzialmente si tratta di mazzi midrange abbastanza fragili durante i primi turni ma potenti a partire dal quarto o quinto, capaci di ribaltare le sorti di una partita apparentemente compromessa.
Assai più gettonata, al momento, è invece la quest del Ladro, attorno alla quale si sono sviluppati un paio di mazzi simili ma nondimeno interessanti:uno poggia sui lacchè e su Re Del Furto Cobaldo, così da accoppiare ad un’arma di media potenza anche gli effetti benefici garantiti da questa leggendaria, mentre l’altro risulta una variante del vecchio mazzo basato su Spionaggio Accademico. L’obiettivo è raggiungere quanto prima i requisiti della quest e poi giocare con carte delle altre classi a basso costo per il resto della partita. Un mazzo tempo di discreta fattura.
Parliamo comunque di versioni aggiornate di mazzi già ampiamente giocati negli scorsi mesi, e questo conferma come, nonostante l’introduzione di nuove keyword ed il ritorno di volti noti assai amati tra i fan di lunga data del card game Blizzard, Salvatori di Uldum fatichi a smuovere con decisione il metagame ad oltre un mese dal lancio.

Hearthstone Salvatori di Uldum, tiriamo le somme – Recensione

Cacciatore, Mago e Paladino, i dimenticati

Calma piatta anche più accentuata per quanto concerne il Cacciatore ed il Mago, le cui nuove missioni non hanno scaldato i cuori della community: a parte l’aggiunta della Iena Alfa a tutti i mazzi Secret già in uso per quanto riguarda il primo, l’impatto delle altre carte de I Salvatori di Uldum è stato pressoché nullo per tutte e due questa classi. Chiude il cerchio il Paladino, che ha sì visto un fiorire di mazzi murloc legati alla nuova carta epica Pesci in Faccia (8 mana, evoca sette murloc dal mazzo), ma ha visto quasi ignorata la quest di classe, sicuramente potente m altrettanto lenta.
Come si può vedere, quindi, il peso della nuova espansione all’interno dell’economia di gioco è alquanto difforme di classe in classe, il che, se da un lato non giova particolarmente all’appeal delle nuove buste, aiuta a risolvere cronici problemi di bilanciamento tra classi estremamente potenti ed altre che, invece, sono state a lungo bistrattate, tanto dal team di sviluppo quanto dalla community.

+ Le quest sono interessanti
+ Buona interazione con le carte della precedente espansione
+ Corposa modalità single player in arrivo
- Pochi dei nuovi mazzi stabilmente nel meta
- Nuove keyword "solo" buone
- Tre classi dimenticate o quasi

7.2

Dopo lo scossone rappresentato dalla prima espansione di questo 2019, con Hearthstone Salvatori di Uldum Blizzard sembra tirare un po’ il fiato, accontentandosi di reintrodurre le quest e una manciata di volti noti per puro fanservice. Pur posizionandosi al di sopra di quanto visto durante lo scorso anno, quindi, quest’ultima espansione non riesce a bissare il successo de L’ascesa delle ombre, che rimane, ad oggi, il punto di riferimento anche per il metagame, smosso solo in parte dal centinaio abbondante di nuove carte.

In attesa della terza ed ultima espansione dell’anno e della corposa modalità per giocatore singolo, allora, il giudizio non può che essere discreto ma non eccellente.




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