Hearthstone – Operazione Apocalisse, il verdetto

Recensione
A cura di Gianluca Arena - 21 Agosto 2018 - 0:00

Altra estate, altra espansione di Hearthstone, stavolta intitolata Operazione Apocalisse, con al centro una delle figure storiche del gioco di carte di Blizzard, quel mattacchione di Dr. Boom.
Ma, a ben vedere, oltre alla curiosità per le modifiche che potrebbero aver toccato il meta e per le nuove meccaniche introdotte, il folto pubblico del gioco di carte più amato al mondo si interroga sulla direzione che esso intraprenderà dopo le dimissioni di Ben Brode, che, per la prima volta dal lancio del titolo, non si è occupato di questa espansione.
Dopo avervi offerto una panoramica delle carte più promettenti al lancio, oggi, a due settimane di distanza, siamo pronti ad offrirvi uno spaccato del metagame.
Hearthstone – Operazione Apocalisse, il verdetto

Aggiungere invece che stravolgere

Come anticipato nel nostro precedente articolo, le vere novità di questa espansione sono due, ovvero la nuova meccanica Magnetismo e la presenza di magie leggendarie di classe, decisamente potenti ma finora poco utilizzate dalla community.
Magnetismo consente a due robot di unire le loro statistiche di attacco e difesa (oltre a tutte le abilità possedute), così da creare delle super creature di grandissima efficacia, che hanno la sola pecca di risultare molto vulnerabili al silenzio e alla rimozione singola, visto che, in quel caso, entrambi i servitori utilizzati per dar vita al “Frankenstein” potenziato vanno persi.
Cionondimeno, si sono visti un paio di archetipi interessanti legati ai robot, su tutti il Mech Paladin (che, a oggi, ci sembra quello più efficace in assoluto) e il Control Warrior, sia nella sua variante basata sull’acquisizione di armatura sia in quella semi-aggro con numerosi robot di piccolo e medio corpo.
Come fu nell’ormai lontano 2014, i mazzi a tema robot si rivelano semplici da utilizzare e decisamente user friendly soprattutto per quanti volessero avvicinarsi al card game di Blizzard con questa espansione: d’altro canto, il divertimento nell’utilizzarli (a chi non piacciono le esplosioni?) non corrisponde ad una loro efficacia nel meta, che finora è stato lesto a trovare contromisure adeguate, anche a fronte di carte decisamente potenti come il Dottor Boom.
Un’altra novità più sfiziosa che efficace è al momento rappresentata dal mazzo hunter legato alle bombe, che ne evoca in gran numero per poi potenziarle e scagliarle contro l’avversario,  pulendone la board e arrecando notevoli danni: l’impressione è che, più che rinnovare profondamente meccaniche e meta, Operazione Apocalisse si sia “accontentata” di riproporre vecchie carte (è tornato anche il Segatronchi, per la cronaca) e offrire archetipi divertenti ma dalla scarsa profondità, che al momento di redigere questo articolo faticano a posizionarsi sui gradini più alti della ladder.
Hearthstone – Operazione Apocalisse, il verdetto

Sperimentazioni

Nonostante una certa pigrizia nell’introduzione di dinamiche realmente innovative, non mancano, per i giocatori più interessati allo spasso che al Legend, una serie di mazzi intriganti, tra cui è impossibile non citare una variante del Mill Rogue che utilizza il Pogo Robot (creatura che guadagna +2/+2 per ogni suo esemplare precedentemente giocato) in combinazione con Elekk Reale e Aracnomante Fal’dorei, creando un loop in cui pescare più carte possibili nella speranza di rievocare decine di volte lo stesso servitore potenziato (abbiamo giocato contro versioni 40/40 dello stesso…), e, contemporaneamente, riempire la propria board di ragni 4/4 evocati a costo zero.
Ci hanno convinto molto meno, ma rimangono pur sempre delle valide alternative all’attuale meta, i mazzi a tema Robo’thun (leggendaria decisamente particolare e utilizzabile solamente in mazzi ad essa dedicati) e il Malygos Rogue, che va per la maggiore negli ultimi giorni ma può essere facilmente combattuto con un uso intelligente dei servitori che silenziano e dei segreti.
Chi fosse interessato ad un mazzo a base di demoni troverà che lo Stregone offre soluzioni nuove, come se già non fosse abbastanza forte prima: ci sono carte che offrono +2/+2 ad un servitore in mano al costo di un solo mana, demoni che evocano una loro copia come grido di battaglia ed altri il cui rantolo di morte potenzia tutti i demoni nella mano del giocatore, per non parlare della magia di classe, che al costo di sei mana evoca copie di tutti i demoni sulla board.
Insomma, oltre al classico (e a tratti ancora imbattibile) Zoolock, questa classe può offrire varianti anche a quanti preferiscono discostarsi dai mazzi in voga per provare qualcosa di personale, esattamente come il mago, che, sebbene confermi i suoi mazzi più riusciti, prova a proporre timidamente delle alternative a base di robot o con una continua pesca di carte grazie alla leggendaria gratuita, Luna, magari a costo ridotto, grazie a Galassia Portatile.
In ogni caso, una fotografia del meta a quindici giorni dall’esordio delle nuove carte rivela che, almeno per adesso, le tipologie di mazzo non sono cambiate poi tanto, e, piuttosto, la maggior parte dei giocatori ha optato per piccoli aggiustamenti a mazzi preesistenti, che hanno beneficiato in maniera sensibile di aggiunte mirate e ponderate.
Ci rendiamo conto che stravolgere il metagame di un titolo che è sul mercato da quasi cinque anni ormai non dev’essere operazione semplice, ma espansioni riuscite come i Cavalieri del Trono di Ghiaccio e i Sussurri degli Dei Antichi hanno dimostrato che Blizzard può fare di più da questo punto di vista.
Hearthstone – Operazione Apocalisse, il verdetto

Sempre con stile

Chi scrive, in seguito all’apertura di oltre centocinquanta buste, ha modificato radicalmente solo tre mazzi su diciotto, testimonianza di come il lavoro di Blizzard con Operazione Apocalisse sia incrementale e non rivoluzionario: per questo, nonostante ci sia piaciuta la nuova keyword e troviamo molto spassose le nuove carte a tema robot, non ci sentiamo di promuovere a pieni voti questa ultima tranche di carte, in attesa dell’uscita delle avventure PvE, sicuramente non fondamentali nell’economia del meta ma gradite aggiunte per permettere ai giocatori di racimolare qualche risorsa in più.
Dal punto di vista artistico, invece, le lodi per Blizzard e la sua squadra di artisti si sprecano:come quasi tutte le espansioni che l’hanno preceduta, anche questa dedicata al folle Dottor Boom si fregia di illustrazioni di ottima fattura, di una localizzazione italiana riuscitissima (anche se sempre un pelino inferiore a quella inglese) e di effetti sonori di tutto rispetto, che concorrono a creare un pacchetto affascinante tanto sugli schermi casalinghi del PC (non scuotete la testa, lo sappiamo che ci giocate nei ritagli di tempo al lavoro!) quanto su smartphone e tablet.

Magnetismo è una keyword interessante…
Molti mazzi divertenti…
Valori produttivi in linea con gli standard cui Blizzard ci ha abituato


…ma facilmente contrastabile
…ma inadatti al meta
Poche novità nel complesso


7.0

Pur non potendo essere annoverata nella cerchia delle migliori espansioni fin qui rilasciate per Hearthstone, Operazione Apocalisse propone mazzi e combo divertenti, che probabilmente non incontreranno i favori della community più competitiva ma che permetteranno a tanti neofiti e ai numerosissimi giocatori occasionali di spassarsela per una mezz’ora al giorno.
Certo, da Blizzard ci aspettiamo di più, a partire dai contenuti single player che dovrebbero arrivare in queste ore, e speriamo vivamente che a partire dal prossimo set di carte aggiuntive riprenda quella spinta innovatrice che ha fatto del card game della casa di Anaheim il più amato della rete negli ultimi quattro anni.

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