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Fu una provocazione di Sony a convincere Microsoft a lanciare Xbox

Un interessante retroscena raccontato dagli uomini cardini del progetto Xbox, che compie 20 anni nel 2021

Xbox compie 20 anni nel 2021 e Bloomberg ha pensato bene di celebrare la ricorrenza con un lungo articolo in cui intervista alcuni degli uomini cardine del lancio della prima console di Microsoft, da technology officer Seamus Blackley (da tanti ritenuto proprio il creatore della piattaforma) all’allora CEO fresco di nomina Steve Ballmer.

Uno dei molteplici aneddoti trapelati dall’articolo è la reale motivazione per cui il gigante di Redmond, al tempo attivo nel campo dei PC, decise di entrare nel gaming.

A quanto raccontato dagli esponenti del team Xbox, l’innesco fu costituito da una dichiarazione di Sony, che al tempo fece sapere di puntare ad avere con PlayStation 2 «un competitor del PC», un prodotto che avrebbe «ridefinito il mondo dei computer».

«Avevo fatto visita alla mia ragazza che era tornata a Boston. Sul volo di ritorno, iniziai a pensare, ora  PlayStation ha appena annunciato PlayStation 2. Avevano pubblicizzato che avrebbe avuto Linux, e che sarebbe stata un competitor del PC», ha raccontato Blackley.

«Penso ci fosse stato qualche errore di traduzione, o non avevano capito che sarebbe stata una cattiva idea provocare Microsoft in questo modo», ha aggiunto, ricordando come, partendo dalla consapevolezza che i giochi console venissero sviluppati su PC, la sua idea fosse «semplicemente fare un PC in una console».

Kevin Bachus, responsabile delle relazioni third-party, ha aggiunto che «il fatto che Sony dicesse “PlayStation 2 ridefinirà il mondo del computer” attirò l’attenzione all’interno di Microsoft».

«Sony aveva deciso di iniziare a mostrare una visione del futuro, che era una casa senza un PC al suo interno», ha commentato il primo head of Xbox, Rick Thompson.

«Quello che Sony stava mostrando era tre o quattro PlayStation in ogni casa e zero computer. Non puoi dire questo a Steve Ballmer. Quell’uomo è guidato dallo giocare in difesa. E i ragazzi di Windows pensavano “questo non va bene”».

Ballmer, chiamato in causa, ha menzionato come la filosofia originale di Bill Gates fosse portare un PC in ogni casa, quando i PC erano ancora attrezzi giganteschi che richiedevano una (gigantesca, pure lei) stanza riservata esclusivamente a loro.

«L’intera teoria di un computer su ogni scrivania, in ogni casa, Windows dappertutto, ero totalmente coinvolto in questa cosa», ha sottolineato.

Fu così, in sostanza, che l’ambizione di Sony le si ritorse contro, o almeno quella visione – poi rapidamente abbandonata nel mezzo della generazione di PlayStation 3 – trascinò nell’agone un competitor che vi sarebbe rimasto per 20 anni e una storia ancora da scrivere.

Curiosamente, l’ex Phil Harrison rivelò che comunque la casa giapponese non vedeva affatto Microsoft come una minaccia, al punto che la generazione di successo di Xbox 360 colse i vertici a Tokyo del tutto impreparati – e quella fu una delle ragioni del flop della prima metà del ciclo vitale di PS3.

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