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Frostpunk: anche su console il gelo ci attanaglia – Recensione

Che fretta c'era, maledetta primavera

Non ci bastava aver sviscerato Frostpunk, uno dei city builder migliori (e più peculiari) dello scorso anno, nella sua versione PC: in concomitanza dell’arrivo del prodotto 11 bit studios anche su console, abbiamo perso un’altra ventina di ore nel tentativo di prendere le decisioni giuste per la popolazione della nostra città.
Quello che segue è il resoconto di quanto accaduto.

La dura vita del sindaco

Frostpunk

Piattaforma:
PS4, XONE
Genere:
gestionale, simulazione
Data di uscita:
11 Ottobre 2019
Sviluppatore:
11 bit studios
Distributore:

Lontano anni luce dai canoni imposti da prodotti come Tropico o Cities Skyline, Frostpunk è un inconsueto ibrido tra un city builder, di cui mantiene l’ossatura e un buon numero di meccaniche di gioco, e un survival, con condizioni estreme a cui far fronte dal punto di vista tanto del meteo, quanto della scarsità di risorse.
Ambientato in un futuro a tinte fosche, non così distante da quello che potrebbe aspettarci a dar retta a Greta Thunberg, l’ultima fatica dei creatori di quel gioiellino che risponde al nome di This war of mine mette il giocatore in una posizione più scomoda di chi era seduto sul trono di spade nella famosa serie HBO.

A capo di un manipolo di sopravvissuti alla nuova era glaciale che ha investito il pianeta, diretta conseguenza dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici causati dall’umanità, sempre più avida e ingorda, saremo chiamati a far tesoro di quel poco che la natura è ancora disposta a darci, tra temperature polari, mancanza di selvaggina e impossibilità di coltivare qualsivoglia frumento.

Dai creatori di un prodotto moralmente complesso come il già citato This war of mine, poi, non ci si poteva attendere altro che un gioco capace di mettere il giocatore dinanzi a scelta assai complicate, le cui implicazioni morali lo perseguiteranno per ore anche a console spenta: Frostpunk gioca bene le sue carte anche in questo campo, principalmente in due modi.
In primis, personalizzando quasi tutti gli abitanti della sfortunata comunità che andremo a dirigere, evidenziando bene i bisogni, le debolezze, i familiari e le richieste di ognuno dei poveri disgraziati invischiati nella nostra stessa situazione. Secondariamente, rendendo “sbagliate” anche le decisioni apparentemente inoppugnabili.

Proprio come il buon Daniele Spelta un anno fa, abbiamo tentato di prendere decisioni che fossero il più possibile ecumeniche, come vietare il lavoro minorile, concedere giorni di riposo ai lavoratori o dare precedenza a donne e bambini nella distribuzione del cibo, ma questo non ci ha salvato dal baratro. Senza la manodopera aggiuntiva garantita dai minorenni, infatti, sono venute presto a a mancarci le braccia sufficienti per portare a termine progetti essenziali per la comunità, così come non hanno tardato le proteste dei lavoratori di sesso maschile quando, al termine di una dura giornata in miniera, si sono ritrovati dinanzi gli scarti di donne e bambini come cena.
Preparatevi, insomma: qualsiasi decisione prenderete, sbaglierete. Non ce ne sono di giuste – solo di meno sbagliate di altre.

Decisioni sanguinose

In questa edizione per console, il team polacco ha scelto di riproporre immutato il livello di sfida, decisamente elevato per il genere, senza annacquare la difficoltà in alcun modo per il pubblico di Sony e Microsoft: abbiamo gradito questa scelta, che, se da un lato potrebbe togliere appeal agli occhi del grande pubblico, dall’altro non monca il gioco di una delle sue caratteristiche fondanti.

Come su PC, il peso di ogni decisione graverà consistentemente sull’andamento di ogni partita, rendendo un fallimento assai più probabile di una vittoria, frustrando, probabilmente, i giocatori meno pazienti ma affinando le capacità strategiche e gestionali di quelli che non si lasciano abbattere dalle difficoltà. Le variabili da tenere in considerazione, infatti, sono decine: lo spazio attorno al reattore principale, fonte di energia e di calore, è limitato, e costruendo a raggiera a partire da esso, si arriverà, inevitabilmente, ad un punto in cui le nuove strutture non saranno sufficientemente riscaldate per permettere di abitarle.
Allo stesso modo, l’esplorazione dei territori limitrofi, necessaria per il reperimento di nuove risorse e di nuova forza lavoro, avverrà solamente al costo della creazione di una carovana, che andrà a togliere risorse alla comunità e che, potenzialmente, potrebbe portare altre bocche da sfamare in città.

In più di una situazione, giocando a Frostpunk la nostra mente è volata ad un altro titolo tanto difficile quanto appassionante, appartenente (ma solo apparentemente, in realtà) ad un genere diverso: The Banner Saga. Qui, come nel prodotto Stoic, è tangibile la sensazione di essere dinanzi a bivi fittizi, in cui, di fatto, ognuna delle scelte conduce alla rovina, con l’unica differenza insita nella velocità con cui si arriva a situazioni irreparabili. Si impara presto a non sottovalutare nulla, come abbiamo scoperto a nostre spese, quando abbiamo visto crollare i due indicatori fondamentali (Speranza e Malcontento) per aver gestito male lo smaltimento dei cadaveri, o quando abbiamo perso decine di abitanti per aver sottovalutato i rischi di una spedizione in territorio sconosciuto.

Tutte le considerazioni fatte sul gameplay del prodotto in sede di recensione della versione PC sono valide anche per le console e, considerando i tagli ed i compromessi a cui gli strategici ed i city builder sono spesso stati costretti nel passaggio da mouse e tastiera ai gamepad, questa rappresenta, di per sé, già un’ottima notizia.

La soluzione maggiormente adottata è quella dei menu a raggiera, ormai largamente impiegata negli strategici su console, che consente di tenere sempre sotto controllo la situazione anche impugnando un pad: durante le nostre ore di test su Xbox One X non abbiamo mai avvertito particolarmente né la mancanza del puntatore del mouse né quella degli input tramite tastiera.

Buon lavoro

A conti fatti, con un’unica eccezione, possiamo dirci soddisfatti del lavoro di porting operato da 11 bit studios, che è riuscita nell’intento di trasportare tutto ciò che c’era di buono nella versione PC anche su console, nonostante un sistema di controllo radicalmente differente. Come detto, la soluzione adottata è quella dei menu circolari a scomparsa, che, unitamente alle ridotte dimensioni della mappa di gioco, riescono ad offrire sempre tutte le informazioni necessarie per progredire lungo la campagna.

La presenza di tutti gli aggiornamenti fin qui rilasciati su PC (compresa la traduzione in lingua italiana per i testi a schermo) e di tutti e tre gli scenari aggiuntivi successivi alla campagna principale mettono, di fatto, l’utenza console alla pari con quella PC, senza mancanze di alcun tipo.
La qualità grafica e, soprattutto, quella sonora, con la magnifica colonna sonora firmata da Piotr Musial (medesimo autore di quella del pluri-citato This war of mine), sono state salvaguardate dal buon lavoro di porting operato dal team di sviluppo, ed è per questo motivo che, pur segnalandolo, non riteniamo giusto che l’unica problema riscontrato in sede di recensione impatti sulla votazione finale, in linea con quella PC: stiamo parlando dei due crash che ci hanno inopinatamente rispedito alla dashboard di Xbox One durante le circa diciotto ore di gameplay, apparsi del tutto randomici (cioè non ripetuti nei medesimi punti) e inattesi: vista la cura riposta nel confezionamento di questa versione per console, siamo sicuri che il team di sviluppo non mancherà di risolvere la situazione con una patch tempestiva.

+ Ogni decisione pesa
+ Buon livello di sfida
+ Porting da PC di ottima qualità
+ Colonna sonora perfetta per il mood generale
– Poco rigiocabile e non troppo longevo
– Qualche crash di troppo

8.0

Anche su console, Frostpunk si conferma un prodotto difficile, punitivo ma anche molto ben realizzato ed estremamente soddisfacente. Fatichiamo a consigliarlo indistintamente a tutti i possessori di Xbox One e PlayStation 4 perché appartenente ad un genere di nicchia, peraltro declinato in una maniera unica ed impervia, eppure ogni appassionato di strategia e di sopravvivenza dovrebbe darci un occhio. La raccomandazione è figlia anche alla qualità del lavoro di porting, che, nonostante il cambio di sistema di controllo, non presenta problematiche particolari. Siate pronti a prendere decisioni difficili e a maledire il freddo e lo scorrere del tempo.