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Fantasian è il Final Fantasy che volevo dai tempi del X

Il nuovo videogioco di Hironobu Sakaguchi, papà di Final Fantasy, è una lettera d'amore agli amanti dei JRPG che hanno segnato un'epoca.

Aveva deciso che sarebbe stato l’ultimo. Una sorta di canto del cigno. Quando Hironobu Sakaguchi provò a mettere in piedi l’idea che gli era venuta in mente, per un JRPG, si sentiva all’ultima spiaggia: così tanto, che decise di intitolarla Final Fantasy, “fantasia finale”. Sappiamo tutti com’è andata.

Fantasian

Piattaforma:
APPLE
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
2 Aprile 2021
Sviluppatore:
Mistwalker
Distributore:

Dopo essersi ritagliata un grande spazio già nell’epoca delle due dimensioni, la saga dell’allora SquareSoft trovò la consacrazione dell’enorme pubblico in quella del 3D: Final Fantasy VII fu un vero e proprio apripista per milioni di persone e sfidiamo chiunque dei nostri lettori che già videogiocavano negli anni Novanta a non ricordare, precisamente, quale sia stato il suo primo approccio con la Fantasia Finale.

È passata davvero tanta acqua sotto i ponti, da allora. Sappiamo che Sakaguchi ha trovato la sua strada nell’indipendente Mistwalker – e anche il compositore storico del franchise, il leggendario Nobuo Uematsu, continua a musicare i videogiochi che hanno bisogno del suo talento, ma non i recenti episodi di Final Fantasy, che hanno guardato altrove, in Square Enix.

Da quando Sakaguchi ha iniziato a percorrere un sentiero diverso da quello di Cloud, Squall, Tidus, Yuna e compagni, ha giocato molto con il fatto di essere il papà di Final Fantasy: lo ha fatto, ad esempio, dando luce a un videogioco chiamato The Last Story (“L’ultima storia”) e lo ha fatto di nuovo, pochi giorni fa, quando ha fatto il suo debutto la prima metà di Fantasian (la seconda arriverà più avanti nell’anno). Il richiamo a Final Fantasy è lapalissiano fin dal titolo, ma mettere le mani sul gioco su Apple Arcade ci ha detto molto di più: quello che abbiamo davanti è un JRPG che grida Final Fantasy a ogni respiro. Molto più di quanto di recente non abbia fatto Final Fantasy stesso.

 

Una fiaba classica e moderna

Quando Leo riprende i sensi, ha dimenticato tutto. Il giovane protagonista di Fantasian ha il suo la narrativo in uno schema piuttosto comune dello storytelling, quello dell’eroe che deve recuperare i suoi ricordi e che, nel farlo, dovrà trovare la sua via, oltre che lasciarsi guidare da chi è disposto ad aiutarlo. Lo spunto proposto dal videogioco di Sakaguchi, anche in questo, rimanda molto a Final Fantasy: i personaggi, da Leo agli altri comprimari, vi ricorderanno senza mezzi termini molti di quelli che avete amato nelle fantasie finali, al punto che vi metteranno addosso un pacifico senso di familiarità – nonostante non li abbiate mai visti né sentiti prima.

Il fatto che Leo in alcuni momenti possa richiamare un po’ Squall, un po’ Cloud e un po’ Gidan è però solo la punta dell’iceberg: nell’intero mondo definito da Fantasian si registra quella sovrapposizione di classico e moderno che ha caratterizzato la saga principe di Sakaguchi. Tra regnanti che devono misurarsi con l’umiltà come in Final Fantasy IX, protagoniste predestinate dall’animo gentile come in Final Fantasy X, un mondo in cui tecnologie e decadenza vanno a braccetto come in Final Fantasy VII, chiunque conosca a menadito gli episodi più fortunati del franchise JRPG per eccellenza rivedrà l’impronta di chi ha definito un genere.

Fantasian è il nuovo gioco di Hironobu Sakaguchi

Conscio di dover recuperare i suoi ricordi, Leo partirà così a seguire le tracce a sua disposizione e, nel farlo, sarà al centro di snodi narrativi che osano anche inventare: al di là dell’atmosfera à la Final Fantasy, infatti, Fantasian – ed è solo la prima volta che lo diremo – riesce ad emergere per una personalità tutta sua, in cui conscio del budget a disposizione ma anche della volontà di svecchiare un approccio classico, propone delle novità che lo rendono unico.

Una di queste, per rimanere nell’ambito di come ci viene raccontato il suo mondo, è ad esempio rappresentata dalla narrazione per testi e illustrazioni, che somiglia quasi a una visual novel. In alcuni momenti, quando Leo recupererà dei ricordi, il gioco sbloccherà dei capitoli con testi che si animeranno sullo schermo per raccontarci dei dettagli e dei dialoghi, mentre delle illustrazioni molto suggestive faranno da sfondo.

La meccanica funziona, a patto di non essere videogiocatori che vanno di corsa (e, in tal caso, ci chiediamo perché stiate leggendo di un JRPG a turni) e permette di apprezzare come Mistwalker abbia tratteggiato in modo dettagliato non solo i suoi protagonisti, ma anche le loro gestualità: quello che non può essere fatto con delle cut-scene moderne, in un videogioco privo di qualsiasi doppiaggio e dove le caselle di testo tradizionali la fanno da padrone assolute, viene raggiunto con queste schermate da video-romanzo. E il coinvolgimento ne giova.

Nomi che parlano da sé

Giocare a Fantasian: svecchiare rispettando la tradizione

Non è solamente nel definire i suoi personaggi e il suo universo, che Fantasian è un grande e riuscito omaggio ai Final Fantasy che furono: è anche nel sistema di gioco. Come i JRPG classici, il titolo si divide in fasi in cui sarete in dei dungeon, fasi di esplorazione in delle città, scorrazzate su aeronavi e perfino la tradizionale mappa del mondo in cui gironzolare mentre si incappa in scontri casuali.

Mentre nel menù potrete vedere un riepilogo della storia e vi sarà ricordato l’obiettivo da raggiungere per portare avanti la storia, potreste anche intrattenervi con piccole missioni secondarie abbastanza sbrigative, utili a scoprire piccoli dettagli aggiuntivi sull’universo di gioco e a ottenere delle ricompense extra. A tutto questo, si somma il fatto che sia previsto (ovviamente) un sistema di commercio, proprio come in qualsiasi altro JRPG: comprerete e venderete equipaggiamenti, dovrete dotarvi di oggetti per curare gli status, recuperare gli HP, incrementare gli MP, vi doterete di armi migliori per ciascuno o di accessori per potenziare delle specificità.

La schermata del menù di Fantasian, con la mappa del mondo

Fantasian è, insomma, un JRPG classico in tutto e per tutto, e vuole esserlo anche nei combattimenti a turni. Mentre, per tentare di aprirsi a un pubblico sempre più ampio e votato all’azione, il filone di Final Fantasy ha ibridato sempre di più la sua formula – trovando un’ottima soluzione con Final Fantasy VII Remake – Fantasian è unicamente, brutalmente e convintamente un gioco di ruolo a turni tradizionale. Così tradizionale, che i suoi turni sono statici, come in Final Fantasy X: niente barra che si riempie su schermo, ma indicatori in basso a destra che, come nel CTB dell’avventura di Tidus, mostrano i turni così come sono previsti, uno dopo l’altro, permettendovi di pianificare la vostra strategia passo passo e consci che non sarete scavalcati finché non agirete.

La UI minimale del combat system assolve perfettamente al suo compito: la schermata è pulita, i turni sono subito leggibili, così come gli HP, gli MP e gli status dei personaggi del party, mostrati in alto a sinistra. Sorprendentemente efficace anche il menù delle azioni di battaglia, ridotto ad Attacca e all’ultima azione selezionata tra le scelte più ampie – che spaziano tra magie, abilità uniche e oggetti. Ogni cosa è raggiungibile con pochi pulsanti (o tap, se usate il touchscreen) e dopo pochissimi minuti saprete già dove trovare tutto ciò di cui potreste aver bisogno.

Il combat system di Fantasian è intelligente e la UI è chiara fin dal primo istante

Il punto di forza dei combattimenti è, però, non solo la turnazione strategica, ma l’importanza della disposizione sul campo di battaglia. Quando vi ritroverete trasportati in un combattimento casuale, infatti, potreste avere davanti dei mostri disposti in orizzontale, o a ventaglio, o in qualsiasi altro tipo di formazione. Questo dettaglio non è secondario, ma va di pari passo con le unicità dei personaggi.

Alcune tipologie di attacco, infatti, hanno un efficacia su una determinata area. Leo, per fare un esempio, può colpire più nemici se sono piazzati uno dietro l’altro. Un membro del party può lanciare magie che, seguendo una traiettoria curva che definirete voi, possono colpire i nemici anche schivando magari l’ostacolo di uno che, messosi davanti, gli fa da scudo. Altri membri del party attaccano invece tutti coloro che sono entro una certa circonferenza – e così via.

Questo dettaglio fondamentale fa in modo che Fantasian, pur proponendo un combat system estremamente tradizionale, vada a puntellare e aggiungere profondità a logiche estremamente rodate, spingendovi a non premere semplicemente Attacca in modo compulsivo. Vi ritroverete a studiare la disposizione dei mostri, a curvare le vostre magie, a risparmiare un attacco orizzontale di Leo (che consumerà MP) se non sarete soddisfatti dal numero di nemici allineati che riuscirà a colpire.

Attivando il Dimengeon, potrete affrontare i mostri solo quando lo deciderete voi

È evidente fin dai minimi dettagli come il gioco di Mistwalker sia pensato per chi ama i JRPG classici, ma anche per chi vuole avvicinarsi al loro approccio a turni trovandoci qualcosa di nuovo e di diverso. E se a dimostrarlo non basta il modo in cui viene gestito il campo di battaglia, la maggior prova è rappresentata dal Dimengeon – un’abilità Incontri 0 controllata dal giocatore che permette di accumulare i nemici per sfidarli tutti insieme.

Combattimenti casuali, ma a modo mio

Dopo qualche ora di gioco, Fantasian vi offrirà la possibilità di utilizzare il Dimengeon. Senza fare spoiler, possiamo dirvi che si tratta di un dispositivo che disattiva gli incontri casuali, evitandovi magari di finire in un combattimento ogni dieci passi, come succedeva nei Final Fantasy tradizionali. Questo, però, non significa rinunciare al grinding, tutt’altro.

Con il Dimengeon attivato, infatti, i mostri che avreste incontrato nello scontro vengono “isolati” in una dimensione-altra, dove si accumulano: una volta che saranno in numero che riterrete sufficiente potrete decidere di sfidarli in un’unica battaglia (o si attiverà da sola se ne radunerete trenta, il limite massimo). Questo significa che quelli che sarebbero stati magari cinque, sei o sette scontri – con rispettivi caricamenti, schermate di fine battaglia e ritorni alla mappa – vengono così compressi in una sfida sola, attivabile a vostra discrezione, dove arraffare tutti i punti esperienza in un’unica soluzione.

Fantasian in uno scorcio

Si tratta, senza giri di parole, di una delle migliori soluzioni di ammodernamento degli scontri casuali a cui abbiamo assistito di recente: permette di tenere invariati i combattimenti, ma mette nelle mani del giocatore il potere decisionale, senza però consentirgli di bypassare del tutto la sfida e fornendo perfino un contesto narrativo alla cosa.

I punti esperienza sono ovviamente fondamentali per lo sviluppo dei personaggi: il sistema di miglioramento del party è molto basilare, con ogni protagonista che apprende abilità in automatico via via che aumenta di livello, ma verso la fine dell’avventura (ossia, a circa una ventina di ore di gioco) abbiamo sbloccato un sistema di sviluppo che richiama tantissimo la Sferografia di Final Fantasy X. Considerando che il gioco lascia poco tempo per giostrarcisi, ci aspettiamo che sia approfondito nella sua seconda metà, che verrà pubblicata più avanti nel corso del 2021.

Com’è giocare Fantasian su Apple Arcade?

C’è un curioso paradosso che coinvolge Fantasian: come abbiamo detto, parliamo di un gioco che omaggia l’amore verso i JRPG classici, ma sono molti i cultori del genere che normalmente non giocherebbero su Apple Arcade, piattaforma dove il titolo di Mistwalker è uscito (per ora) in esclusiva. Com’è, quindi, giocare un titolo di questo genere su dispositivi Apple?

Nel nostro caso, abbiamo recensito il gioco su un iPad standard da 9,7″ del 2019, dove non abbiamo riscontrato problemi di sorta – all’infuori di piccoli rallentamenti in alcune sequenze filmate. Il giocatore ha la scelta di giocare con touchscreen o con controller, pienamente supportato. Nel primo caso, Mistwalker è stata abile ad adattare l’esplorazione, eseguibile facendo tap sullo schermo per far spostare Leo nel punto indicato, e le traiettorie dei combattimenti al tocco dei giocatori; nel secondo, vi basterà un controller Xbox con delle pile, che sarà riconosciuto dal dispositivo Apple attraverso Bluetooth.

Nonostante il supporto hardware possa sembrarvi inusuale (ma potete giocare anche su Mac, oltre che su iPhone), quindi, l’interazione risulta comoda e, armandovi di un controller, non sentirete nessuna differenza con qualsiasi altra piattaforma a cui siete abituati. Merito, vale la pena sottolinearlo, degli sviluppatori, che sono stati abili, lato design, nell’immaginare interazioni che potessero adattarsi senza rinunce tanto al touchscreen quanto agli stick analogici e ai pulsanti.

Artisticamente parlando

Chiudiamo la nostra disamina parlando di due elefanti nella stanza di Fantasian: la direzione artistica e la colonna sonora. Per quanto riguarda la prima, Mistwalker ha spiegato di essersi servita di veri artisti per realizzare dei diorama (oltre 150) per rendere realtà gli scenari del gioco. Lo sforzo è apprezzabile e permette di godersi scorci davvero ricchissimi di dettagli, in una commistione di realtà e modelli poligonali che ci ha rimandato soprattutto a delle cartoline da Final Fantasy VIII.

L'uso dei diorama per realizzare gli scenari è molto suggestivo

Apprezzabile anche il character design che, pur privato di un Yoshitaka Amano o di un Tetsuya Nomura, ha più di un rimando a quest’ultimo, sebbene lo stile in alcuni casi richiami quasi Fire Emblem.

Per quanto riguarda la colonna sonora, invece, il genio di Nobuo Uematsu rimane invariato nonostante gli anni passati. Il timore che Fantasian potesse essere un gioco abile a nascondersi dietro a grandi nomi che in realtà erano più marketing che altro scompare fin dalla schermata iniziale: non parliamo della colonna sonora di Final Fantasy X, sia ben chiaro, ma le composizioni di Uematsu per Fantasian portano il suo riconoscibile stile, vi entrano in testa nel giro di un minuto e pongono il giusto accento tanto sui momenti più drammatici tanto su quelli in cui la leggerezza vi strapperà più di un sorriso.

Gioco recensito su: iPad 9,7″ 2019

Se volete misurarvi con altri giochi di ruolo, vi raccomandiamo di mettere le mani su Bravely Default 2, su Final Fantasy VII Remake e su Octopath Traveler.

Fantasian

Piattaforme: apple
Ci riserviamo di giocare anche la seconda parte prima di assegnare una valutazione numerica ma, se dovessimo esprimerne una dopo questa prima metà, allora con Fantasian saremmo dalle parti del 9. Seppur proponendosi come particolarmente lineare e con alcuni dialoghi migliorabili – ma pienamente nei canoni di quello che abbiamo visto nei JRPG dei tempi andati – Fantasian non si accontenta della fama di essere "il nuovo gioco di Sakaguchi", prendendo ciò che ha reso celebre Final Fantasy e mettendosi sulle spalle il rischio di ammodernarlo nelle meccaniche chiave. Il risultato è un gioco di ruolo a turni sorprendentemente moderno e rispettoso degli stilemi del genere nello stesso tempo, che esprime la grande confidenza con il mezzo maturata da Sakaguchi. Fantasian merita, allora, tutte le attenzioni di chi ama questo genere e non si trova a suo agio con le contaminazioni action a cui è andato incontro, perché troverà nel viaggio di Leo e dei suoi compagni le sensazioni, la pacatezza, l'aurea magica e disillusa al contempo che lo hanno fatto innamorare dei giochi di ruolo a turni nell'epoca d'oro di quella signora saga chiamata Final Fantasy.

Pro

  • Sistema di combattimento geniale in tutto e per tutto
  • La gestione dei combattimenti casuali dà nuova linfa al genere
  • Direzione artistica e colonna sonora accattivanti
  • Atmosfera e impostazione che faranno innamorare i nostalgici

Contro

  • Molto lineare e guidato per lunghissima parte
  • Sarebbe stato interessante avere un po' prima il sistema di sviluppo dei personaggi