Draw Chilly, compagni in purgatorio ed heavy metal – recensione

Un gioco che non si prende troppo sul serio, neanche quando avrebbe dovuto

Recensione
A cura di Valentino Cinefra - 18 Novembre 2019 - 10:15

Certo non è facile, oggi, distinguersi nella scena dei videogiochi indipendenti. Quella che una volta era una distesa inesplorata tutta da colonizzare è, al momento, una terra arida che ha probabilmente dato tutto quello che poteva in termini di risorse. Per questo una prima occhiata a Draw Chilly restituisce per forza di cose l’idea di qualcosa di già visto.

Grafica pixel art, umorismo sopra le (tante) righe, musiche orecchiabili che siano chiptune, 8-bit o con una vaga sonorità metal, gameplay frenetico in grado di catturare l’attenzione dopo i primissimi secondi del trailer. C’è tutto quello che oggi vediamo in buona parte degli indie che escono ogni giorno sul mercato.

Al di là di un’idea tutto sommato carina, Draw Chilly si rivela purtroppo un titolo abbastanza povero, una produzione che si affida ad un gameplay molto semplice che, però, non riesce ad essere abbastanza accattivante.

draw chillyScimmie comuniste e contratti infernali

Partiamo dal presupposto narrativo, assolutamente accessorio visto che Draw Chilly è un videogioco completamente votato all’arcade, che ha del trascendentale – se vogliamo. Il protagonista è Vladimir, un meccanico finito nell’aldilà dopo essere stato ucciso dalla macchina lanciata da Elon Musk nello spazio che è tornata a schiantarsi sulla Terra, il quale con una squadra di meccanici coraggiosi combatte delle scimmie cercando di riportare all’Inferno, dove erano destinate, delle creature (banalmente, i boss) finite al Purgatorio.

draw chillyEcco, uniteci una serie di ammiccamenti alla Russia comunista tra canzoncine remixate in 8-bit con misto di schitarrate heavy metal, l’idea dei meccanici “compagni” che collaborano, delle scimmie vestite da bolscevichi e il calderone del delirio è servito.

Cos’è Draw Chilly però, per i comuni mortali dotati di senno? Fondamentalmente un titolo action con elementi roguelike. L’idea è che Vladimir debba accomodarsi a bordo di un macchinario che sale per il Purgatorio alla ricerca dei boss, che appariranno dopo aver preso a ceffoni un considerevole numero di scimmie per ogni livello. Si raccolgono dei punti esperienza (i quali sono rappresentati da pulcini da raccogliere, non fate domande) che permettono di salire di livello, infliggere più danni ed assorbirne di più, mentre i compagni meccanici opereranno la struttura di risalita e vi daranno una mano nei combattimenti.

Nel mentre, Vladimir può scatenare una serie di power-up incredibili. Si passa da un verme che sputa una sostanza rosa che rallenta i nemici e velocizza il protagonista, fino alla possibilità di lanciare un taxi (ancora, non fate domande) agli avversari.

draw chillyStakanovisti action

Se avete dimestichezza con i videogiochi action avrete probabilmente presente l’iconica “sequenza dell’ascensore” che si ripropone in ognuno di questi titoli, dove i nemici arrivano a frotte e bisogna sconfiggerli in uno spazio ristretto. Draw Chilly è esattamente tutto questo per tutta la sua durata.

Il gameplay è estremamente limitato perché non si può saltare ad esempio, ma solo schivare, evocare i power-up di cui sopra, e colpire i nemici con un solo tasto e un solo pattern di attacco. L’azione di gioco è frenetica e confusionaria (non sempre nell’accezione positiva), perché è possibile ottenere anche l’aiuto dei Cavalieri dell’Apocalisse che come una sorta di ultimate scateneranno la loro potenza una volta che uno strano macchinario accumulerà la sua carica massima in maniera del tutto automatica.

draw chilly

C’è anche tanto umorismo metareferenziale per quanto riguarda il mondo dei videogiochi – e forse un po’ troppo, con delle battute che forse hanno fatto il loro tempo e risultano fin troppo banali (ma il gioco è completamente tradotto, se non altro).

Non basta però a non sentirsi esausti dopo pochissime ore di gameplay, perché a Draw Chilly bastava veramente qualche opzione di gameplay in più per essere più appassionante. Ci sono anche le modalità Sopravvivenza e Infinita ma, onestamente, l’attrattiva è molto poca considerato che già la modalità Storia risulta poco entusiasmante. In quest’ultimo caso il titolo prova anche a raccontare qualcosa tra flashback ironici e dialoghi surreali, ma è difficile riuscire ad appassionarsi.

+ Completamente delirante
+ Accompagnamento sonoro orecchiabile
+ Chiunque l’abbia scritto è un adorabile cretino
- Gameplay troppo scarno
- Azione di gioco confusionaria
- Forse la pixel art ha fatto il suo tempo?

5.9

Draw Chilly è un gioco caotico, sconclusionato e probabilmente ubriaco fradicio. I primi istanti promettono di regalare una buona struttura da action arcade, ma il titolo sfodera fin da subito tutte le sue carte (che sono poche) per poter garantire un’esperienza duratura ed accattivante. Peccato, perché c’è abbastanza stile per quanto riguarda l’estetica e la costruzione di una narrazione completamente delirante. C’è un certo gioco molto famoso, in questi giorni, che è accusato di essere poco divertente da una parte del pubblico. Ecco, quando i videogiochi sono troppo divertenti come in questo caso è un problema, però.




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