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Dead Space | Anteprima – Abbiamo visto da vicino il remake

Abbiamo visto in anteprima dei nuovi filmati di presentazione del remake di Dead Space, che hanno approfondito le principali novità che vedremo a gennaio. Siamo pronti a raccontarvi tutto sull'operazione di restauro targata EA Motive.

Il remake di Dead Space è solo l’ennesimo che nel corso degli ultimi anni il mercato sta ricevendo, tra il grande giubilo di alcuni fan contenti e le immancabili titubanze un po’ scomposte da parte di chi (a torto o ragione decidetelo voi) è stufo di simili operazioni. L’abbondanza di remake e remastered segna in modo chiaro non tanto la mancanza di linfa creativa da parte degli sviluppatori, quanto il bisogno di andare sul sicuro.

Piattaforma:
PC, PS5, XSX
Genere:
survival-horror
Data di uscita:
27 Gennaio 2023
Sviluppatore:
EA Motive
Distributore:
Electronic Arts

Il discorso è un po’ più complesso di così e comprende una scala di grigi e una serie di questioni legate soprattutto alle necessità economiche delle aziende. Di fatto, per produrre giochi nuovi che devono prendersi dei rischi importanti a fronte di investimenti da capogiro, c’è bisogno di spalle forti per attutire l’eventuale contraccolpo negativo.

Ecco dunque che anche le major sfruttano i grandi nomi per avere guadagni certi affinché si possa investire su nuove IP o su seguiti di franchise non sempre di primissima fascia. Dead Space è un marchio molto forte e di grande richiamo, ma il beffardo destino ha voluto che un mese prima fosse preceduto dal suo seguito spirituale: quel The Callisto Protocol che è pronto a coglierne l’eredità e a strappargli a forza lo scettro di mano.

Dead Space, il ritorno

Le numerose presentazioni di EA Motive – lo diciamo fin da subito – non ci avevano convinto granché. Attenzione: non stiamo parlando della qualità del gioco, ma di quell’irrefrenabile bisogno da parte degli sviluppatori di sentirsi dire dalla community se stessero facendo bene o meno, al punto che il remake di Dead Space sembrava fosse quasi pronto per diventare a tutti gli effetti un gioco on demand, con buona pace dell’autorialità che va allegramente in malora.

L'USG Ishimura sarà interamente interconnessa e con meno limitazioni.

A ben vedere, e soprattutto dopo la presentazione a cui abbiamo assistito, la sensazione trasmessa agli utenti di sentirsi quasi inadeguati era in verità profondo rispetto per l’opera originale creata della defunta Visceral Games. E questo lo si evince anche da certe dichiarazioni che vogliono subito togliere le castagne dal fuoco ardente delle classiche discussioni social di poco conto. No, Dead Space non è una remastered, ma un remake (potete anche già trovarlo su Amazon).

Chiaramente non dobbiamo aspettarci una rivoluzione o chiavi di lettura diversificate o aggiunte che vadano in qualche modo ad alterare l’essenza di Dead Space. Al contrario, l’intenzione degli sviluppatori è di potenziare quella visione, riportarla all’attenzione di tutti col favore della modernità e rendere ancora più indimenticabile il primo capitolo.

Il modo in cui EA Motive ha letteralmente sezionato i comparti dell’opera, spiegando nel dettaglio in quale modo stesse lavorando, è sembrato quasi un omaggio al cuore del gameplay di Dead Space: lo smembramento.

Possiamo davvero vederla così, perché oltre ad averci offerto una panoramica di gioco in anteprima, il team di sviluppo ha voluto mettere in risalto alcuni dei punti cruciali dell’esperienza di gioco finale. E si tratta di dettagli non da poco, che andranno a impreziosire in modo piuttosto evidente ogni aspetto di Dead Space, dal comparto grafico fino ad arrivare al gameplay puro. Com’è facile immaginare, l’effettistica, l’atmosfera e la realizzazione tecnica non sono elementi di poco conto per un survival horror che non è mai voluto scendere a compromessi.

Gli sviluppatori puntano molto su nebbie volumetriche ed effettistica di grande impatto.

Il remake di Dead Space è stato ricostruito interamente usando il potente e versatile Frostbite Engine, che ha permesso di far fare al gioco un passo in avanti tutt’altro che trascurabile. Se la memoria di tutti può in effetti fare cilecca, restituendo ricordi ben diversi e più dorati rispetto a quanto i fatti indicassero in modo piuttosto chiaro, è proprio grazie ad alcune immagini comparative che ci siamo resi conto delle enormi differenze tra l’originale e questo remake.

Attraversare i corridoi della Ishimura con nebbie volumetriche nascondono volutamente i pavimenti e tutto ciò che potrebbe strisciare nei paraggi, pronto ad attaccarci, aumenta a dismisura un senso di tensione già assai elevato. Le luci al neon incerte, i particellari, una sensazione di maggiore claustrofobia e le pareti più rinforzate e spesse, quasi come fossero l’involucro indistruttibile di una prigione inespugnabile orbitante, rendono l’avanzamento ancora più compassato e guardingo.

Aggiungiamo un altro dettaglio non da poco: durante le sessioni di backtracking, croce e delizia di gran parte dei survival horror ma anche pilastro che non accenna a crollare, ci potranno essere dei nemici che prima non avevamo incontrato. Un sistema di spawn dei nemici è stato implementato per rendere più imprevedibile ogni passaggio lungo le stesse aree, con apparizioni che dovrebbero essere casuali e che potrebbero dunque cambiare a ogni partita.

Gameplay

Nel remake di Dead Space, l’iconica e mastodontica Ishimura è stata resa interamente interconnessa, maggiormente esplorabile e dando decisamente meno l’idea che tutto il gioco fosse costruito a compartimenti stagni. Potremo stabilire quale sia la bontà di questi cambiamenti solo pad alla mano, ma già la sola idea di poterci spostare senza soluzione di continuità rende la progressione – almeno sulla carta – più moderna e in definitiva più vicina a quanto fatto con altri remake di peso come Resident Evil 2.

Sì è parlato anche dell’introduzione di alcuni “arricchimenti narrativi” senza tuttavia specificarne l’entità o l’effettiva portata, ma da quanto trapela pare si tratti solo di piccoli approfondimenti legati al vissuto dei personaggi. Dovrebbe essere dunque scongiurata l’alterazione della storia di base e di tutto ciò che ruota attorno ad Isaac Clarke.

Verranno aggiunte anche delle missioni secondarie, ma anche in questo caso non è emerso nulla di troppo chiaro. In virtù di alcuni spazi più espansi, riteniamo ragionevole pensare che alcune operazioni satellite possano essere svolte proprio in queste aree.

Miglioreranno anche le sezioni a gravità zero.

Oltre a un doppiaggio nuovo di zecca a ai miglioramenti audiovisivi, un altro dei pilastri di Dead Space che gli sviluppatori hanno voluto rivisitare è stata la meccanica dello smembramento. Tramite il cosiddetto “Necromorph Peeling System” EA Motive tenterà di offrire ai giocatori un ulteriore livello di tatticismo durante gli scontri a fuoco. Se il capitolo originale non aveva di fatto grandi problemi per quanto riguardava la precisione dei punti da colpire, col remake non ci si è voluti limitare alle principali giunture del corpo.

Si consideri infatti che adesso gli arti, le branchie e tutte quelle ributtanti parti del corpo aliene possono essere spezzate in molti più punti.  Si terrà anche conto dei tendini, dei muscoli, dei volumi carnosi e più in generale il sistema di danni correlato prenderà in considerazione una più vasta gamma di parametri, così da rendere più efficaci e risolutrici le azioni del giocatore.

In questo modo, Isaac potrà avvantaggiarsi ulteriormente degli handicap che provocherà con le sue armi, obbligando gli avversari a zoppicare, strisciare o a rendere meno efficaci o impossibili determinati loro attacchi.

Il sistema di smembramento è stato rivisto e offrirà maggiori possibilità tattiche durante i combattimenti.

Anche questo, sulla carta, può dare maggiori chance di gestire al meglio più nemici alla volta. Se il remake di Dead Space avrà più nemici su schermo, o più ondate con alieni diversificati in contemporanea, potranno essere messi a frutto tutti questi accorgimenti. In caso contrario, ci spiace dirlo, si tratterebbe solo di un inutile orpello che non sposterebbe di una virgola l’efficacia del gameplay già portato in gloria dal capitolo ideato da Glen Schofield e soci.

Tutto ciò, naturalmente, dovrà essere verificato il prossimo gennaio, quando il remake di Dead Space arriverà sul mercato. Assieme a quanto detto, EA Motive ha garantito (e solo in piccola parte mostrato) la presenza di ulteriori miglioramenti legati agli spostamenti in volo a gravità zero, che potrebbero rendere più fluide alcune delle manovre in passato considerato più macchinose. Si è anche parlato di nuovi puzzle, ma non sappiamo ancora quanto andranno a influire sull’esperienza finale o se la renderanno più complicata del previsto.

Piattaforme: pc, ps5, xsx
Arrivare sul mercato a un mese di distanza da The Callisto Protocol non sarà per nulla semplice, per molti motivi. Si tratta del remake di un survival horror certamente glorioso, ma dalla struttura vecchia, che subirà giocoforza il paragone col quello che vuole essere il suo diretto erede. EA Motive ha promesso estrema fedeltà all'opera originale e grande rispetto, con miglioramenti tangibili che potrebbero avvicinare l'iconico capitolo agli standard moderni. Basterà tutto ciò per fare centro ancora una volta?

Pro

  • Miglioramenti grafici importanti e per nulla trascurabili
  • Aggiunta di nuovi puzzle e arricchimenti narrativi...
  • Sistema di smembramento completamente rivisto...

Contro

  • ...Tutti da verificare
  • ... Ma siamo sicuri che non si tratti solo di un orpello?