Castlevania Anniversary Collection, come rendere omaggio ad una saga bella e maledetta

Preparate i paletti per la Castlevania Anniversary Collection

Recensione
A cura di DottorKillex - 24 Maggio 2019 - 8:25

A seguito del mezzo disastro della recente compilation dedicata ai classici da sala, che sulle nostre pagine non è riuscita a raggiungere nemmeno la sufficienza, avevamo paura del trattamento che Konami avrebbe riservato alla Castlevania Anniversary Collection, raccolta di otto titoli a tema vampiresco. Con il senno di poi, ci sbagliavamo (anche se non del tutto), e, fortunatamente, i fan della famiglia Belmont avranno di che gioire.

Castlevania Anniversary Collection, come rendere omaggio ad una saga bella e maledetta

Sangue e fruste

Invece del sette, numero tradizionalmente fortunato nella cultura giapponese, Konami sembra particolarmente affezionata al numero otto, visto che, come nella raccolta dedicata agli sparatutto arcade di cui sopra, anche questa volta ha selezionato otto titoli dalla lunga storia del franchise per intrattenere i suoi fan, con particolare attenzione alle radici del brand, così da non sovrapporsi a Castlevania Requiem, pubblicato alla fine dello scorso anno sulle medesime console su cui esce questo nuovo prodotto, e cioè PC, PS4, Xbox One e Switch (versione oggetto di questa recensione).
L’offerta contenutistica comprende la trilogia originale, pubblicata su Nes (o Famicom, o semplicemente Nintendo, com’era conosciuto da noi) tra il 1987 e il 1990, e già disponibile sui canali Virtual Console di Nintendo, i due spin-off dedicati al Game Boy, ovvero Castlevania The Adventure e Castlevania II Belmont’s Revenge, e i due episodi a sedici bit, Super Castlevania IV, pubblicato su Super Nintendo nel ’91, e Castlevania Bloodlines (The New Generation in Europa, Mega Drive, 1994).

Castlevania Anniversary Collection, come rendere omaggio ad una saga bella e maledetta

Chiude il cerchio la scelta più bizzarra ed inaspettata, l’inclusione di Kid Dracula, spiritoso spin-off della serie principale finora mai uscito dai confini giapponesi, entro i quali vide la luce nel 1990 in esclusiva su Famicom.
A differenza della discutibile selezione di titoli operata per la precedente raccolta, in quest’occasione Konami ha dimostrato di conoscere i punti forti della serie e di sapere cosa i fan si aspettavano, includendo titoli che, per una ragione o per l’altra, costituiscono dei valori aggiunti per il pacchetto. I due episodi per Game Boy, ad esempio, che pure risultano arcaici in alcuni aspetti del gameplay, sono estremamente godibili sotto altri punti di vista, Kid Dracula rappresenta una novità assoluta per l’occidente e, soprattutto, procurarsi oggi una cartuccia originale del titolo per Mega Drive costa quasi dieci volte tanto rispetto ai venti euro richiesti per il download di questa raccolta.

La selezione, quindi, ci ha soddisfatto, e con essa il lavoro svolto sull’emulazione, non a caso firmato dai veterani di M2, una vera e propria autorità nel campo della di vecchi classici: sia in modalità portatile sia in docked, giocare alla Castlevania Anniversary Collection su Switch si è rivelato semplice ed intuitivo, e la possibilità di portarsi dietro trent’anni di storia del franchise non è affatto da sottovalutare. Il team giapponese ha ricreato persino i singhiozzi di performance dei titoli, alla ricerca del purismo spinto, tanto che, giocando soprattutto ai due titoli in bianco e nero, che spingevano il rattrappito hardware di Game Boy al massimo dei suoi limiti, è possibile ravvisare piccoli glitch grafici e bruschi cali del framerate, che ricordiamo chiaramente essere presenti anche nelle versioni originali dell’epoca (sì, abbiamo qualche annetto, lo sappiamo).

Castlevania Anniversary Collection, come rendere omaggio ad una saga bella e maledetta

Una storia insanguinata

Si potrebbe scrivere per giorni dei titoli contenuti in questo pacchetto senza risultare ridondanti: parliamo, dopo tutto, della storia degli action platform, di un’iconografia che ha segnato almeno due generazioni di giocatori e che a tutt’oggi, grazie anche all’eccellente serie animata ad opera di Netflix, vive una seconda, meritatissima giovinezza. Nella loro generale somiglianza, già i primi tre titoli rappresentano le tre differenti anime della saga, confluite, poi, in quel Symphony of the Night che ha rivoluzionato il genere fino a coniare il termine “metrodivania”: il capostipite era abbastanza canonico nella sue esecuzione, ma sorretto da controlli precisissimi e una direzione artistica senza precedenti, che aiutò enormemente a distinguerlo dalla massa di congeneri che all’epoca affollava il mercato.

Il seguito, sottotitolato Simon’s Quest, provava, curiosamente sulla falsariga del secondo capitolo di un’altra saga storica, quella di Zelda, ad introdurre elementi di avventura e finanche da gioco di ruolo all’acqua di rose, con la necessità di trovare la giusta strada conversando con dei personaggi secondari e la presenza di armi ed equipaggiamenti di vario tipo. Dracula’s Curse, canto del cigno della trilogia iniziale su Nes, introduceva, invece, ulteriori personaggi giocabili, tra cui Trevor, protagonista della serie animata Netflix e una serie di bivi, atti ad allungare la longevità di gioco favorendone la rigiocabilità.

Castlevania Anniversary Collection, come rendere omaggio ad una saga bella e maledetta

I due episodi per Game Boy rappresentavano dei traguardi impensabili di per se stessi, viste le ridottissime capacità in termini grafici e di memoria della piccola portatile Nintendo: si accontentavano quindi di fornire controlli precisi ed un set di nemici variegato, attenendosi strettamente ai canoni codificati dal capostipite della serie. Dei titoli compresi nella raccolta, ad oggi, risultano probabilmente i più deboli, ma la loro importanza storica (e nostalgica) è seminale, senza ombra di dubbio. Al contrario, i due titoli tratti dall’epoca a 16 bit spiccano per qualità e per soluzioni di gioco, invecchiate bene nonostante le quattro generazioni di console intercorse dal lancio. Se Super Castlevania IV faceva largo uso del Mode 7 di Super Nintendo per mostrare i muscoli, ma conservava la struttura lineare e finanche un po’ arcaica del primo capitolo su Nes, The New Generation risultava unico per la sua ambientazione contemporanea e la sua colonna sonora energetica e gotica, che sfruttava a pieno la superiorità dei chip audio del Mega Drive.

Giocati oggi, dopo un lustro abbondante di action platform che hanno affollato il mercato, questi titoli risultano praticamente indistinguibili da altri sviluppati pochi mesi fa, e questo, di per sè, rappresenta già un gran complimento.
Chiude il cerchio Kid Dracula, che confessiamo di non aver mai giocato prima di questa occasione, e che si configura quasi più come un clone di Megaman che un vero e proprio Castlevania, con la possibilità di sparare, tenendosi a debita distanza dalle minacce, e di scivolare sulle superfici in maniera assai più mobile di quanto non fosse possibile con qualsiasi membro della famiglia Belmont.
Castlevania Anniversary Collection, come rendere omaggio ad una saga bella e maledetta

Ascoltare i fan

Siamo stati duri con Konami qualche settimana fa, perchè la pigrizia con cui era stato confezionata la Arcade Classics Collection proprio non ci era andata giù, e ci piace pensare che il nostro monito (come quello di tanti altri colleghi della stampa specializzata internazionale) non sia rimasto inascoltato, perché il risultato, in questa occasione, è decisamente migliore, seppure ancora migliorabile.
La sola presenza di Kid Dracula, per il quale è stata necessaria una traduzione capillare visto che non era mai uscito dal Giappone, testimonia la voglia di Konami di proporre qualcosa di concreto al proprio pubblico, sebbene si parli di un gioco carino e nulla più.
Allo stesso modo, la cura riposta nell’ebook incluso, assai più leggibile, corposo e navigabile di quello incluso nella precedente compilation, e l’annuncio dell’arrivo, tramite patch gratuita, di tutte le versioni giapponesi dei giochi contenuti in questa raccolta contribuiscono ad aggiungere valore al pacchetto, facendolo percepire come un vero e proprio affare aldilà dei gusti personali e del rapporto del singolo con il franchise.
Certo, i bordi da selezionare sono ancora pochi e scarni, e la modalità in 16:9 brutalizza ancora eccessivamente l’immagine, rendendosi quasi inutile ai fini pratici: la strada da percorrere, insomma, è ancora abbastanza lunga, ma il publisher nipponico sembra aver recepito il feedback dell’utenza e aver dedicato maggior cura al confezionamento di questa Castlevania Anniversary Collection rispetto al recente passato.
Per il futuro, suggeriremmo anche l’aggiunta di più save slot per gioco, visto che la scelta di un singolo file risulta limitante in prodotti la cui complessità aumenta rispetto ai semplici arcade da sala (in Simon’s Quest e Dracula’s Curse ci sono oggetti e personagi mancabili del tutto, oltre e strade alternative), ma tutte le feature tecniche che hanno contribuito a rendere immortali molti di questi titoli sono state ottimamente preservate.
Ci riferiamo alla colonna sonora di Bloodlines, maestosa oggi come venticinque anni fa, alla palette di colori di Super Castlevania IV, che fu una vera e propria rivelazione ai tempi, e all’inedita (e minuziosa) possibilità di ricreare i toni e la colorazione dello schermo originale del Game Boy nel caso di Adventure e Belmont’s Revenge.
Chicche da nostalgico, obietterebbe qualcuno, ma il diavolo (o Dracula, che dir si voglia), spesso, sta nei dettagli.

+ La storia della serie racchiusa in sette titoli...più uno
+ eBook corposo e ben realizzato
+ Emulazione impeccabile
+ In arrivo le versioni giapponesi di ogni gioco
- Sfondi ancora bruttini
- Solo un save state per gioco

8.0

Dopo il mezzo disastro della precedente collezione, Konami dimostra di essere ancora capace di ascoltare i feedback del suo pubblico e corregge il tiro, regalando ad una della sue saghe più longeve ed amate un degno trattamento. Castlevania Anniversary Collection è un prodotto ben assortito, contenente titoli che hanno fatto la storia del medium e qualche accortezza in più rispetto al precedente prodotto, a partire da un’emulazione impeccabile e dalla ventura disponibilità delle versioni giapponesi dei giochi.Proprio grazie a questa aggiunta, che pure non è al momento compresa nel pacchetto, il titolo strappa un mezzo voto in più: scaricatelo senza pensarci troppo se amate la serie, o se intendete riscoprirne le radici dopo aver visto la serie che Netflix ha dedicato ad essa.




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