Black Paradox: navicelle spaziali allo sbaraglio | Recensione

All'attacco degli Hellraisers dalla base italiana di Fantastico Studio

Recensione
A cura di SirFran Snee - 8 Maggio 2019 - 0:13

Un tuffo dove il gioco è retrò, perché no? La nostalgia dal sapore amarcord non smette di permeare il panorama videoludico, soprattutto per quanto riguarda la produzione indipendente italiana, sempre più costellata da titoli dai pixel sempre più evidenti e da richiami per nulla velati alla cultura Anni Ottanta nella grafica e nella colonna sonora. Non è da meno il titolo di Fantastico Studio, ossia il suo Black Paradox in arrivo su PS4 l’1 maggio, e Xbox One e Nintendo Switch il 3 maggio. Uscito da poco dall’Early Access, questo rogue-lite shoot ’em up a scorrimento orizzontale e a ritmo parecchio serrato è tanto colorato, quanto dalla narrazione piuttosto povera, ma non del tutto assente. Vi raccontiamo quindi in breve cosa accade nello spazio inventato da Fantastico Studio, che ci permette di calarci nei panni di un navigatore spaziale, nonché cacciatore di taglie, chiamato appunto Black Paradox. Ci troveremo alla guida della Star Phoenix per dare la caccia a nemici di varia natura e dimensione, tutti sotto forma di navicelle, prima di poter finalmente scontrarsi con uno dei sette comandanti degli Hellraisers.

Facile a dirsi, difficile a farsi, poco ma sicuro: non sarà affatto facile sterminare gli scagnozzi lanciati nello spazio da questi criminali, pronti a scaricarci un intero arsenale bellico per ostacolarci. Il nostro obiettivo sarà quindi quello di farci strada attraverso livelli sempre diversi, fronteggiando miriadi di nemici, cinture di asteroidi, mine pazzesche e un reticolo di proiettili dalle forme geometriche precise e colorate che delizieranno i nostri occhi (e purtroppo ci distrarranno anche, rischiando il game over), prima di imbatterci nello scontro con il boss di turno. Il premio, immancabile, è la taglia corrispettiva, che potremo poi spendere per migliorare ulteriormente la nostra astronave. Uno degli elementi fondamentali di questo gioco infatti è la concentrazione su di noi, sul potenziamento della nostra astronave, una sorta di level up del nostro eroe che qui dipende non da punti accumulati, ma dal denaro raccolto in proporzione a quantità e difficoltà dei nemici sconfitti. Mixando tranquillamente elementi di sparatutto spaziale e simulatore di guida, Black Paradox si sposta dagli scontri galattici all’Officina, dove la nostra compare sistemerà la nave prima di partire per il primo livello di gioco. Anche in seguito però potremo occuparci della nostra macchina, accettando i premi che vengono di volta in volta offerti in negozio e che possiamo acquistare o pagare per visionare un’alternativa a quelli offerti dall’IA.

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Il contesto narrativo di Black Paradox è dunque tanto semplice, quanto coerente con lo spirito e l’estetica del titolo: il design dei personaggi e dei veicoli spaziali sono un inno al mondo pop dei gloriosi anni ‘80, un’onda già cavalcata di recente in parecchi titoli e che sembra essere ben accolta dal pubblico.  Seppur abbozzata, la trama riesce a dare un pretesto piuttosto naturale al giocatore, giustificando abilmente quanto avviene sullo schermo e invogliando a proseguire l’avventura al fine di eliminare tutti i sette comandanti. Tuttavia, per quanto la stessa rappresenti un elemento funzionale nell’economia del titolo di Fantastico Studio, il vero cavallo di battaglia di Black Paradox è la sua giocabilità. La cosa più importante in un qualsiasi shoot ‘em up è la capacità del vostro avatar di muoversi quando viene richiesto: agile e maneggevole, non possiamo permetterci di perdere millesimi di secondo fondamentali per decretare la vittoria o la sconfitta, mantenendo gli occhi incollati allo schermo e sparando a più non posso, alternando anche i nostri proiettili dall’arma principale a quella secondaria, acquisibile da alcune astronavi più grandi dopo averle distrutte nel corso dei livelli. Bisogna ammettere che in alcuni di questi infatti, rischieremo di perdere la vita parecchie volte e non sarà difficile perdere la pazienza per via di attacchi forti e ripetuti, dove l’IA sembrerà quasi imbattibile.

Black Paradox si dimostra fluido nella risposta ai comandi, nonostante l’ingombrante aspetto di alcune navi, sorprendentemente performanti, grazie anche ai power-up temporanei e permanenti, una delle caratteristiche più stimolanti del gioco. Lo ammettiamo, se vi stavate aspettando un platform shooter dalla difficoltà abbastanza abbordabile, meglio cercare altri lidi: la facilità non è uno dei parametri con cui è stato programmato questo gioco, e non potrete nemmeno renderlo più vicino alle vostre abilità cambiandone il livello, non essendo un’opzione prevista dal sistema di gioco. Saremo noi a doverci adattare al gioco, non il contrario: viaggiando in diversi quadranti dello spazio, a seconda del boss che dovremo incontrare alla fine, potremo raccogliere potenziamenti temporanei, ossia pacchetti collezionabili che incontreremo durante le varie missioni. Questi ci regaleranno armi nuove per tutto il livello, oppure fino a quando non li cambieremo in un altro pacchetto, mentre troveremo in un vero e proprio negozio in Officina i potenziamenti permanenti di cui vi anticipavamo poco sopra.

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L’efficacia di questi chip è abbastanza discutibile: la maggior parte di essi sembra troppo costosa per quello che offre. Questo non è il solo punto debole: se da un lato la ripetitività di gioco può facilitarci nel distinguere il tipo di attacco e di resistenza dei vari nemici, dall’altro finirà per guastare la sorpresa e il senso di meraviglia quando affrontiamo il gioco. Ogni arma ha la possibilità di influenzare la partita: raccogliere e imbracciare un raggio della morte gigante potrebbe rallentare la nostra nave, ma vi assicuriamo che il resto dell’arsenale non potrà che aiutare nel tentativo di superare i diversi livelli e mandare in gattabuia in nostri temibili nemici. Se la difficoltà di questo gioco vi sembra un muro insormontabile, è il caso di dire che l’unione fa la forza: grazie alla modalità in co-op locale, potremo affidare un joy-con a un secondo giocatore per affrontare i nemici più velocemente e con il doppio dei proiettili scagliati nello spazio. Un fattore che ci aiuterà, ma senza assicurarci di poter cantare vittoria nemmeno stavolta.

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+ Colonna sonora interessante e dal ritmo coinvolgente
+ Risposta ai comandi molto buona
+ Anche la fluidità di gioco non è da meno
- Ripetitività degli attacchi nemici
- La varietà di fondali di gioco non è molto ampia
- Perdere la pazienza in certi livelli non sarà un miraggio

7.5

Black Paradox è uno shoot’em up di buon livello tecnico, non presenta bug o impedimenti alla giocabilità, ma un comparto grafico e un sonoro in riferimento a un terreno già sondato da altri titoli, che lo rendono abbastanza simile e facilmente assimilabile a questi. E’ a tutti gli effetti un titolo da tenere d’occhio: grazie a livelli generati casualmente, moltissime armi e la modalità co-op, la longevità dell’opera è notevole, conquistando un punto decisivo a suo favore. Se siete fan del genere, potrebbe fare al caso vostro.




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