Se c’è una persona che ha saputo guidare Magic The Gathering negli ultimi decenni, portandolo a raggiungere risultati impressionanti - come i 300 milioni di dollari fatti segnare da Marvel Super Heroes a pochi giorni dal lancio - questa è sicuramente Mark Rosewater. Sono infatti oltre vent’anni che Mark guida il team di design del celebre gioco di carte collezionabili, indirizzando molte delle decisioni che ci troviamo poi tra le mani ogni volta che diamo il via a una partita.
Una persona non solo preparata a livello lavorativo, ma anche decisamente entusiasta e desiderosa di trasmettere tutto il suo amore per MTG a chi lo ascolta. Noi abbiamo avuto l’occasione di scambiare due parole con lui al MagicCon Amsterdam 2026, scoprendo tra le altre cose qualcosa di più sui segreti dietro il processo produttivo di una nuova meccanica e sul come nascono le collaborazioni che abbiamo visto finora in Universes Beyond.
Giacomo Todeschini
Ciao Mark e grazie mille per il tuo tempo. Com'è stata la tua esperienza qui al MagicCon di Amsterdam?
Mark Rosewater
Oh, mi sono divertito un sacco al MagicCon Amsterdam, adoro questo tipo di eventi. Una delle cose che tendo a fare in queste situazioni è interagire il più possibile con il pubblico. Online a volte i giocatori possono essere un po' più critici, ma dal vivo le persone sono sempre piene di gioia ed entusiasmo; mi vengono sempre incontro per raccontarmi quanto Magic abbia significato per loro e quanto abbia inciso sulla loro vita.
Giacomo Todeschini
Quando create una nuova meccanica, come vi assicurate che sia abbastanza intuitiva per i neofiti ma sufficientemente profonda da soddisfare i giocatori veterani?
Mark Rosewater
Dunque, una delle cose che facciamo quando creiamo una meccanica è ciò che definisco design lenticolare. Significa che vogliamo qualcosa che sia il più semplice possibile per chi non sa nulla, ma che offra al contempo profondità strategica a chi è più esperto. Ci sono molti trucchi per ottenere questo obiettivo.
Quello che bisogna fare è assicurarsi che la meccanica abbia un concetto di base intuitivo, ma che possa anche dare vita a giocate strategiche interessanti. Si cerca quindi di farla sembrare semplice nella concezione, accertandosi però anche che ci siano interazioni che permettano alle persone di fare nuove scoperte e sinergie.
Giacomo Todeschini
Quale sarà secondo te la sfida più grande per i prossimi 10 anni di Magic The Gathering?
Mark Rosewater
Penso che la sfida più grande di Magic sia dovuta al grande appeal del gioco al momento, dato che sta registrando in questi anni la crescita più grande che abbia mai avuto. E anche se adoro avere tantissimi nuovi giocatori, questo porta con sé ovviamente nuove sfide. Potremmo definirlo una specie di "problema di lusso".
Ci sono molte cose che derivano semplicemente dall'avere un pubblico molto più ampio di quello previsto e stiamo facendo i salti mortali per stare al passo con i giocatori. Se devo essere onesto si tratta di un problema che sono felice di avere.
Giacomo Todeschini
In questi anni abbiamo visto collaborazioni incredibili con le espansioni Universes Beyond. C'è mai stato un caso in cui un partner esterno ha chiesto di potenziare o ridisegnare una carta perché riteneva che non rispecchiasse adeguatamente il livello di potere del proprio personaggio?
Mark Rosewater
Certamente e il modo in cui mi piace descrivere queste situazioni è il seguente: quando lavoriamo con un partner, loro sono gli esperti della loro proprietà intellettuale, mentre noi siamo gli esperti di Magic. Quindi, se hanno commenti su come gestiamo i personaggi, su come li presentiamo, sull'aspetto delle illustrazioni o sui nomi, hanno molta voce in capitolo nelle nostre scelte. Ma quando si tratta di dinamiche di gioco, bilanciamento o aspetti simili, quello è il nostro campo e siamo noi ad avere l'ultima parola.
Giacomo Todeschini
Non so se puoi dircelo, ma qual è il tuo set Universes Beyond preferito?
Mark Rosewater
Il mio set di Universes Beyond preferito è senza dubbio Marvel Super Heroes: adoro la Marvel e ne sono fan fin da quando ero bambino. È decisamente uno di quei marchi che è diventato parte di ciò che sono come persona, quindi lavorare a questo set è stata una gioia assoluta. Insomma, è il mio set Universe Beyond preferito perché è dedicato a un brand che amo.
Giacomo Todeschini
Sei immerso nell'ecosistema di Magic da decenni. È possibile ogni tanto "spegnere" il cervello da designer e godersi semplicemente una partita a Magic come giocatore?
Mark Rosewater
Ho un cugino che fa il medico veterinario equino e mi racconta sempre che non riesce a guardare un cavallo correre senza analizzarlo. Per me, come game designer, è un po' la stessa cosa. Posso anche farmi coinvolgere da una partita, ma a un certo punto il mio cervello inizia comunque a pensare a come funzionano le meccaniche, e non riesco davvero a giocare senza riflettere, almeno a un certo livello, su di esse.