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Immagine di Ink, inchiostro e opere d'arte | Recensione

Giochi da Tavolo

Ink, inchiostro e opere d'arte | Recensione

Ink di Kasper Lapp è un gioco da tavolo che ci farà creare delle piccole opere d'arte con inchiostro e tasselli colorati.

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Avatar di Giacomo Todeschini

a cura di Giacomo Todeschini

Editor @SpazioGames

Pubblicato il 16/04/2026 alle 09:00
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  • Pro
    • Semplice da apprendere
    • Visivamente soddisfacente
  • Contro
    • Vi servirà un tavolo abbastanza grande per quattro giocatori
    • -

Il Verdetto di Cultura POP

8
Ink, alla fine dei conti, si è dimostrato essere un titolo estremamente solido, capace di trasformare un’attività astratta e strategica in un’esperienza visiva appagante. Un plauso va in particolare alla capacità di Kasper Lapp di bilanciare saggiamente la semplicità delle regole con una profondità tattica mai banale, dove ogni piazzamento può fare la differenza tra un capolavoro e una tela incompiuta.

Il bello dei giochi da tavolo è anche il loro saperci trasportare in mondi inusuali, che difficilmente ci saremmo trovati a vivere diversamente. Non solo campi di battaglia, incredibili imprese o quant’altro quindi, ma anche tematiche quantomeno peculiari ma non per questo meno valide o interessanti.

Un esempio perfetto di tutto ciò è sicuramente Ink di Kasper Lapp portato in Italia da Asmodee, dove verremmo sommersi da inchiostro e colori e dove l’arte si amalgama insieme alla strategia. Noi l’abbiamo provato nelle scorse settimane e, dopo diverse partite, siamo finalmente pronti a parlarvene nel dettaglio.

Tanti colori, innumerevoli tessere

Ink è un gioco da tavolo, per gruppi fino a quattro persone per partite da una mezz’oretta abbondante l’una, in cui dovremo giocare con l’inchiostro e, grazie a esso, produrre delle vere e proprie opere d’arte. Attenzione però: l’inchiostro è uno strumento tanto potente quanto pericoloso e rischia di rovinare un lungo lavoro se non usato sempre con la giusta attenzione e cura.

Potenzialità, quelle di questa tipologia di pigmento, che vengono mostrate fin dalla scatola del gioco, dove un’esplosione cromatica cattura subito l’occhio e svela quella che è la natura dell'opera di Kasper Lapp. Una volta aperta la confezione si viene poi sommersi da tessere di varie forme e dimensioni, circa 200 totali, necessarie per il corretto svolgimento del gioco e anch’esse basate su un forte contrasto a livello di colori.

Una volta passati oltre le ben otto fustelle colme di tessere e quant’altro, è possibile trovare un centinaio abbondante di piccole pedine colorate che rappresentano le bottigliette d’inchiostro, altri elementi necessari per il gioco e due bellissime borsette in stoffa dove riporre tutti i vari contenuti. Decisamente apprezzabile la scelta di Asmodee di includere anche alcune bustine di plastica vuote all’interno della confezione, da utilizzare per ordinare i numerosi componenti di Ink una volta conclusa una partita prima di riporre la scatola.

Immagine id 40914

Assolutamente degna di nota e meritevole d’attenzione è infine la scelta di aggiungere all'interno della dotazione di gioco anche dei dischetti pensati per il daltonismo. Un qualcosa di assolutamente non scontato, per quanto la natura cromatica del gioco li renda quasi obbligatori per i giocatori daltonici, e che fa decisamente onore ad Asmodee.

Esaurire l'inchiostro

Questo grande numero di contenuti non deve in ogni caso spaventare troppo. Ink non è infatti un gioco da tavolo estremamente ostico, complesso o dotato di grosse barriere all’ingresso ed è pertanto possibile impararne le meccaniche senza la necessità di grosse spiegazioni o lunghi tempi di apprendimento. Un qualcosa di evidente fin dai primi istanti dopo aver aperto la confezione, dato che il manuale con le regole del gioco è davvero ridotto e spiega tutte le meccaniche, con tanto di illustrazioni esplicative, in giusto cinque pagine, con la modalità in solitario che ne richiede poi altre due aggiuntive.

Anche la preparazione del tavolo è molto semplice: al centro viene posizionata la ruota pennino, mentre ogni giocatore riceve una tessera di partenza casuale e una tessera tavolozza. Intorno alla ruota si posiziona poi a fianco di ogni pennino una tessera inchiostro e infine si colloca la plancia azione bonus in una posizione visibile a tutti, riempendone gli slot con le relative tessere in modo casuale. Fatto ciò ogni giocatore posiziona i segnalini inchiostro del proprio colore nel modo adeguato, mentre quelli neri restano a disposizione di tutti più o meno al centro del tavolo. In pochi minuti, insomma, il tavolo può essere predisposto, dando così il via a una partita di Ink.

L’obiettivo del gioco è quello di esaurire i propri segnalini inchiostro prima degli altri, andando ad aggiungere tessere alla propria opera d’arte e giocando su di essa i segnalini, oltre che innescare quando possibile una delle azioni bonus presenti nella partita in corso.

Immagine id 40913

Durante ogni turno un giocatore muove la propria pedina nella ruota al centro del tavolo in senso orario e ottiene la tessera indicata dal relativo pennino. Tale tessera può essere aggiunta a quelle già possedute, facendo combaciare almeno uno dei quadrati colorati con uno di quelli delle tessere già posizionate. Il tutto non considerando per forza i colori, anche se dare vita a una zona composta dal medesimo pigmento ci porterà a creare aree adiacenti da sfruttare in vari modi. Gli obiettivi contraddistinti da dei numeri sulle tessere, ad esempio, possono essere completati posizionando su di essi un segnalino inchiostro se e solo se si possiede il medesimo numero di quadratini contigui del medesimo colore. 

Il tutto fino alla fine dei segnalini da parte del primo giocatore, che li può utilizzare anche tramite le azioni bonus e cercando quindi di sfruttare ogni strada e incastro cromatico per arrivare all’obiettivo prima degli avversari. Attenzione però alle penalità che dovremmo pescare ogni volta che completeremo un giro della ruota pennino e che potrebbero cambiare tutto il piano che ci eravamo fatti fino a quel punto.

Creare la propria opera d'arte

Quelle che si vengono a creare con Ink sono partite nelle quali daremo vita a dei grossi disegni, fatti di caselle colorate e bottigliette d’inchiostro. Turno dopo turno la nostra opera si ingrandirà sempre più, cercando di ottenere gli accostamenti necessari per creare capolavori migliori di quelli dei nostri avversari e vincere così la partita.

Un sistema di gioco facile da apprendere e adatto anche a tutti coloro che non sono troppo avvezzi ai giochi da tavolo, ma che richiede una buona strategia per essere padroneggiato al meglio. Capire come andare a comporre il proprio disegno non è infatti semplice e scegliere una tassella sbagliata o posizionarla in modo errato può precludere la strada a diverse combinazioni di gioco. Ogni mossa, insomma, deve essere fatta con la giusta attenzione, come se fossimo un pittore che deve decidere quale particolare tonalità di inchiostro usare sulla propria tela. Sbagliare magari non rovinerà completamente tutto, ma ci inibirà di raggiungere l’eccellenza. E qualcuno potrebbe farlo prima di noi.

Immagine id 40930

Il risultato finale, come avrete avuto modo di capire leggendo questa recensione, è sicuramente di valore, con Ink di Kasper Lapp che riesce a regalare partite divertenti e adatte a tutti, sia a chi vuole pianificare ogni singola mossa nel minimo dettaglio sia a chi vuole invece semplicemente apprezzare l’opera che si viene a creare un tassello dopo l’altro. Un qualcosa di reso possibile anche grazie a degli ottimi materiali di gioco, sia a livello artistico che su quello realizzativo.

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