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Pro
- Direzione artistica sontuosa
- Vario e accattivante
- Ottimi materiali e packaging
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Contro
- Per vivere l'intera saga occorre possedere anche gli altri episodi
Il Verdetto di Cultura POP
Quello de Il Signore degli Anelli è sicuramente uno dei franchise più famosi al mondo, non solo a livello letterario o cinematografico. Nel corso dei decenni sono infatti state dedicate innumerevoli opere transmediali al capolavoro di J. R. R. Tolkien, compresi videogiochi, set LEGO e, ovviamente, anche giochi da tavolo.
Su queste pagine vi sarà già sicuramente capitato di leggere di alcuni di questi e oggi vi vogliamo parlare di Il Signore degli Anelli Le Due Torri Trick-Taking Game, gioco cooperativo di Bryan Bornmueller portato in Italia da Asmodee e basato sul secondo tomo della celeberrima trilogia.
Un’esperienza vivibile in solitaria o in gruppi fino a quattro giocatori per partite veloci, pensata per farci immergere nelle vicende dell’omonima opera e portarci sempre più vicino alla sconfitta di Mordor e alla distruzione dell’Unico Anello.
Premium fin dall'inizio
Le Due Torri Trick-Taking Game si presenta fin dalla confezione come un titolo davvero curato e che vuole proporre un’esperienza ordinata e di livello. La scatola è infatti di grande impatto, con una bellissima e lucente vetrata rappresentante l’occhio di Sauron che capeggia su di essa. Tema, quello delle vetrate di stile medievale, che ritorna anche sulle carte e che rappresenta un fil rouge artistico dell’intero gioco.
Una volta aperta la scatola ci si ritrova dinnanzi, oltre a un comodo e ben fatto manuale, tre diversi compartimenti. Nel primo vi sono le carte e i segnalini comuni all’intero gioco, mentre i rimanenti due contengono quelli dedicati alla parte 1 e alla parte 2 dell’esperienza. Ognuno di questi comparti è poi contraddistinto da una copertina di cartone per richiuderli e di un comodo ed elegante laccio per estrarre il relativo mazzo di carte.
Tutte piccole accortezze che concorrono a rendere insieme l’esperienza premium fin dalla prima apertura e che, lo ripetiamo un'altra volta, dimostrano la grande cura con cui è stato realizzato il lavoro di Bryan Bornmueller.
Altro punto di pregio a livello realizzativo sono sicuramente le già citate carte. Sulla maggior parte di esse è infatti presente un’illustrazione del relativo personaggio o evento fatta a mo’ di vetrata medievale, per degli effetti finali davvero notevoli. Pure i segnalini, per quanto ridotti in numero, sono ben fatti e realizzati con materiali di livello.
18 capitoli, tante avventure
Questo gioco da tavolo, che prevede delle partite da circa venti minuti l’una per gruppi fino a quattro giocatori, è il seguito diretto dell’omonimo gdt basato sul primo libro, ossia La Compagnia dell’Anello. Nel caso non lo possediate, comunque, nessun problema: come citato dal manuale, infatti, Le Due Torri Trick-Taking Game è giocabile senza problemi in modalità stand alone. Possederli entrambi dà in ogni caso sicuramente una spinta in più al tutto e rende l’esperienza maggiormente coesa.
In La Compagnia dell’Anello Trick-Taking Game sono infatti presenti i primi 18 capitoli di gioco, mentre Le Due Torri contiene i capitoli 19-36. Due blocchi narrativi tra di loro giocabili indipendentemente, ma che se vissuti insieme permettono di allungare le partite e di farci immergere maggiormente nel magico mondo creato da J. R. R. Tolkien.
Le regole sono quindi praticamente le medesime del capitolo precedente, seppur con qualche piacevole variazione, e si sviluppano attraverso i meccanismi di un gioco di prese, in cui collaboreremo però con gli altri giocatori e non cercheremo di sottrarci carte a vicenda. Quattro sono in particolare i semi presenti, ossia Ombra, Montagna, Foresta e Colline, con altre carte a variare il tutto, come la Torre Bianca, la Torre Nera e tre carte Orchi.
Ognuna di esse ha delle peculiarità in grado di indirizzare il gioco. Il possessore della Torre Bianca, ad esempio, dovrà necessariamente utilizzare Aragorn come eroe ed essere il primo giocatore a fare la sua mossa a inizio partita, mentre chi possiede la Torre Nera sarà celato a tutti gli altri. Gli orchi, invece, non possono vincere nessun round e, se per qualche motivo si verrà costretti a giocarli per primi in una presa, essa verrà automaticamente persa.
Ma come funziona ogni singola presa? Il meccanismo alla base è tutto sommato semplice e si sviluppa coi classici semi, che qua abbiamo visto prima essere legati ai paesaggi della Terra di Mezzo, con colui che giocherà la relativa carta dal valore più alto che vincerà il round. La presenza delle carte peculiari di cui vi abbiamo parlato poco fa e di eroi con relative caratteristiche e missioni speciali rende poi il tutto più vario e sprona i giocatori a pensare bene alle proprie mosse, anche in vista dei turni successivi.
Ogni partita a Il Signore degli Anelli Le Due Torri Trick-Taking Game è poi, come accennato in precedenza, suddivisa in più capitoli, ognuno dei quali è dotato di regole speciali e particolari eroi da utilizzare, concorrendo così a creare un’esperienza di gioco sempre varia e differente, per quanto coerente a livello narrativo.
Un’avventura, colma di personaggi e situazioni care a tutti gli amanti dei franchise, particolarmente avvincente e in grado di regalare in ogni partita delle situazioni nuove, in cui far emergere le proprie strategie migliori. Il dover amalgamare insieme le proprie carte, le peculiarità del proprio eroe, le mosse dei compagni e le sfide del singolo capitolo rendono infatti ogni round differente dall’altro e, per questo, Le Due Torri Trick-Taking Game si mantiene sempre accattivante dall’inizio alla fine. Il tutto grazie anche a delle piacevoli sorprese, che arricchiscono ulteriormente determinati capitoli.
Artisticamente di valore
Sebbene ne abbiamo già tessuto le lodi nei paragrafi precedenti, vogliamo tornare un’ultima volta sull’egregia realizzazione dei materiali di gioco. I vari token sono infatti in legno, mentre le carte, oltre che essere di un’ottima grammatura, sono a livello artistico davvero, davvero notevoli.
Personaggi, location e situazioni sono infatti state realizzate come se fossero delle bellissime vetrate, che non stonerebbero in qualche edificio medievale particolarmente lussuoso. Delle piccole opere d’arte, che non partono dal materiale dei film ma che reimmaginano in questa particolare chiave gli eroi delle opere di J. R. R. Tolkien, mostrandoceli in una veste tanto inedita quanto riuscita.
Il Signore degli Anelli Le Due Torri Trick-Taking Game è insomma un prodotto magari non rivoluzionario in meccaniche e tematiche, ma realizzato con grande cura e amore per il materiale di partenza, capace di affascinare tanto i fan di lunga data che chi magari non conosce ancora bene questo magico mondo. La speranza è ora riposta in una degna conclusione con Il Ritorno del Re e, magari, in un’edizione che possa comprendere tutti i capitoli di questa lunga esperienza.