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Pro
- Quasi assenza di fattore aleatorio, è pura tattica
- Materiali di alta qualità
- Formato tascabile e partite rapide
- Bilanciamento curato
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Contro
- Nessuna scalabilità
- Tema marginale
- Gettone casuale nella scatola
Il Verdetto di Cultura POP
C'è una categoria di giochi da tavolo che conquista e intriga senza bisogno di ambientazioni elaboratore o regolamenti infiniti e tortuosi: bastano poche meccaniche ben calibrate, un tavolo anche di piccole dimensioni e un avversario alla propria altezza che apprezza i duelli. Good Fortune, firmato da Jean-Louis Roubira, celebre per Dixit, e illustrato da Pauline Detraz, appartiene esattamente a questa famiglia. Pubblicato da Daimon Play ed edito in Italia da Asmodee, è un titolo pensato esclusivamente per due giocatori con partite molto rapide di appena un quarto d'ora. L'obiettivo è raccogliere il maggior numero di amuleti portafortuna e totalizzare più punti vittoria dell'avversario. Dietro il nome evocativo e la grafica sgargiante della scatola e dei componenti, però, si nasconde un duello tattico in cui la fortuna e l'aleatorietà contano meno di quanto il titolo lasci intendere: qui a decidere è quasi sempre la lettura del gioco altrui.
- Packaging, componentistica e regolamento
- Setup e meccaniche di gioco
- Pregi e difetti
- Chi dovrebbe giocarci
- Conclusioni
Packaging, componentistica e regolamento
La prima cosa che salta all'occhio quando si prende in mano Good Fortune è la cura riposta in una scatola davvero piccola, pensata per essere portata ovunque. La chiusura è magnetica e si apre a libro, rivelando un dettaglio che pochi giochi di questo calibro concedono: un gettone in metallo che consente di gestire il turno di gioco, disponibile in diverse varianti grafiche. In totale sono sette, rappresentano vari simboli universali di fortuna come il trifoglio, la coccinella o il ferro di cavallo e vengono assegnati in modo casuale a seconda della copia acquistata. Un vezzo che potrebbe invogliare gli appassionati a completare la collezione.
Il cuore del gioco è rappresentato dalle 21 tessere portafortuna conservate all'interno di un comodo organizer in cartoncino. Queste sono spesse, resistenti e illustrate usando colori vivaci che rendono la simbologia sempre leggibile. Ogni tessera mostra due amuleti differenti agli estremi, un numero identificativo compreso da 1 e 21 e, al centro, un valore su un piccolo dado che rappresenta i punti vittoria che quella tessera potrà fruttare a fine partita.
Una tessera aggiuntiva serve semplicemente a ricordare, turno dopo turno, quale giocatore avesse ricevuto la tessera numero 1 e quale la numero 21 all'inizio della partita. Un accorgimento minimo ma intelligente, che evita discussioni inutili quando le due tessere in questione torneranno in gioco più avanti.
Il regolamento, infine, si legge in pochi minuti: le meccaniche sono poche e ben spiegate, senza eccezioni superflue, e questo permette di sedersi al tavolo e cominciare a giocare quasi subito.
Setup e meccaniche di gioco
Good Fortune è un gioco da tavolo di duello tattico, piazzamento tessere e conteggio delle maggioranze. Si gioca esclusivamente in due giocatori e l'età consigliata è superiore ai 10 anni. La preparazione di una partita è molto semplice e rapida. Si assegnano casualmente le due tessere speciali, la 1 e la 21, ai giocatori, mentre le restanti tessere vengono mescolate e distribuite otto a testa (formano la linea della fortuna) e tre al centro del tavolo (formano la linea centrale). Il gettone viene dato al primo giocatore e inizialmente si posiziona con la faccia rivolta sul lato "minore". La partita può avere inizio.
Ogni sfida dura complessivamente nove round, cioè fino all'esaurimento delle tessere dei due contendenti. Ogni round segue lo stesso schema: il primo giocatore di ogni round sceglie una tessera e la sposta scoperta verso il centro del tavolo, il secondo giocatore fa lo stesso.
Poi a seconda del lato su cui è girata la moneta, si determina chi posiziona per primo la tessera agli estremi della linea centrale: faccia "minore", vince chi sceglie la tessera con il numero più basso, faccia "maggiore" vince chi sceglie la tessera con il numero più alto. Al termine di ogni round il gettone viene ribaltato, così l'ordine di priorità si alterna round dopo round.
La vera regola del gioco riguarda il posizionamento: se uno dei due estremi della fila centrale mostra un amuleto identico a uno di quelli presenti sulla tessera appena giocata, il giocatore è obbligato ad accostarla lì, creando una connessione. Se la connessione è possibile su entrambi i lati, la scelta di quale sfruttare resta libera; se invece nessun amuleto coincide, la tessera va comunque posata a un'estremità a scelta.
In caso di connessione riuscita, il giocatore recupera immediatamente la tessera che si trovava all'estremità opposta della fila e la aggiunge alla propria collezione personale; al contrario se non è stata creata alcuna connessione, quella stessa tessera opposta viene semplicemente scartata, senza finire nelle mani di nessuno. In entrambi i casi, il numero di tessere al centro del tavolo resta sempre pari a tre.
Vi sono anche due varianti: Indovino e quella adatta ai più piccoli. Nella prima i giocatori scelgono e muovono la loro tessera contemporaneamente, eliminando il fattore di selezione post mossa dell'avversario. Nella seconda, invece, viene eliminata la medaglia portafortuna dal gioco, trasformando il gioco in un semplice meccanismo di piazzamento tessere al centro del tavolo dove i numeri non contano più, ma solo i simboli e il punteggio dei dadi.
Esaurite tutte le tessere, si passa al conteggio finale. Ogni giocatore raggruppa gli amuleti raccolti per tipologia, privilegiando i gruppi più numerosi; in caso di parità tra due gruppi, si sceglie quello con la somma più alta dei valori riportati sui dadi. Il punteggio di ciascun gruppo si ottiene moltiplicando il numero di tessere che lo compongono per la somma dei valori dei dadi corrispondenti, e la somma di tutti i gruppi determina il punteggio finale: vince chi totalizza più punti vittoria.
Pregi e difetti
Il pregio più evidente di Good Fortune è l'assenza pressoché totale di fattore aleatorio durante lo svolgimento del turno. Le informazioni sono sempre visibili a entrambi i giocatori per cui ogni sconfitta è imputabile a una lettura errata della situazione e mai alla sorte. Un piccolo elemento di casualità emerge nella modalità Indovino, ma anche in questo caso diventa abbastanza evidente comprendere le possibili mosse dell'avversario in anticipo, salvo eventuali e palesi bluff.
A questo si affianca una qualità dei materiali superiore a quanto ci si aspetterebbe da una scatola così compatta: tessere spesse, colori accattivanti, un gettone in metallo e una scatola con chiusura magnetica raccontano un'attenzione al dettaglio non scontata, a cui si aggiungono piccoli accorgimenti di design davvero intelligenti, come la tessera-promemoria pensata per ricordare chi ha ricevuto il numero 1 e chi il 21 all'inizio della partita.
Anche la durata gioca a suo favore: le partite sono brevi e il formato tascabile lo rende perfetto da portare in viaggio, in treno o da tirare fuori in coppia in un momento libero qualsiasi. A questo si aggiunge un'ottima rigiocabilità, garantita dalla distribuzione casuale delle tessere a ogni partita, capace di cambiare ogni volta gli equilibri e le combinazioni disponibili, oltre a un bilanciamento curato nei minimi dettagli: le tessere 1 e 21, ad esempio, valgono lo stesso punteggio, e in generale i numeri estremi tendono a valere di più di quelli centrali, pur con qualche eccezione pensata apposta per non renderlo troppo prevedibile.
Sul fronte dei difetti, il limite più immediato è la rigidità del numero di giocatori: essendo pensato esclusivamente per due, chi cerca un titolo versatile da tavolo per gruppi più numerosi dovrà necessariamente guardare altrove, senza alcuna variante disponibile. Inoltre il tema degli amuleti e della fortuna resta decisamente sottile e poco sentito durante il gioco: si tratta in sostanza di un titolo astratto travestito da gioco a tema, e chi cerca una forte immersione narrativa potrebbe restarne poco coinvolto.
Va anche segnalato che il simbolo del gettone presente all'interno della scatola non si conosce in anticipo e si scopre solo una volta che si apre il gioco. Questa è una caratteristica potenzialmente intrigante, ma allo stesso tempo limitante per coloro i quali volessero possedere la versione di Good Fortune con il proprio portafotuna preferito. Si può comprare un'altra scatola per tentare la fortuna? Certo, ma potreste anche rischiare di trovare un doppione!
Chi dovrebbe giocarci
Good Fortune è la scelta ideale per chi ama i giochi astratti e tattici, quelli in cui ogni mossa va soppesata con attenzione perché non esistono scuse legate alla sorte. È un compagno perfetto per le coppie che cercano un titolo leggero da portare ovunque, per chi viaggia spesso e vuole un gioco da tirare fuori in treno o in aereo senza ingombro, e per chi apprezza le sfide rapide ma dense di decisioni, capaci di generare la voglia immediata di una rivincita.
Grazie a regole semplici da spiegare, si presta bene anche a un pubblico meno esperto e leggermente più piccolo rispetto all'età indicata nella scatola, tipo a partire dagli 8 anni, pur mantenendo una profondità che soddisferà anche i giocatori più smaliziati. Chi invece cerca un'esperienza fortemente tematica, narrativa o pensata per gruppi numerosi, farà meglio a orientarsi su altri titoli.
Conclusioni
Dopo il grande successo di Dixit, Jean-Louis Roubira dimostra di saper cambiare completamente registro senza perdere la propria cifra distintiva: creare giochi semplici da imparare ma sorprendentemente profondi da padroneggiare. Good Fortune è un duello tattico elegante, privo di qualsiasi zavorra legata al caso, in cui l'alternanza della priorità di turno e la possibilità di rinunciare a una presa per privare l'avversario di una tessera preziosa aggiungono strati di profondità a meccaniche di base tutto sommato semplici.
Il risultato è un titolo compatto, curato nei materiali ed economico, capace di regalare partite rapide che lasciano sempre la voglia di sfidarsi ancora. Per essere anche il debutto di un nuovo editore, Daimon Play parte con il piede giusto: se questo è il biglietto da visita, il resto del catalogo, che sicuramente arriverà sempre grazie ad Asmodee, merita sicuramente di essere seguito con attenzione.