Immagine di Sand Land | Provato - L'open world basato sulla fantasia di Akira Toriyama
PROVATO

Sand Land | Provato - L'open world basato sulla fantasia di Akira Toriyama

L'opera di Akira Toriyama rivive in questo nuovo videogioco che punta ad ampliarne la storia e il mondo. Ecco il resoconto della nostra prova di Sand Land.

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a cura di Silvio Mazzitelli

Redattore

Informazioni sul prodotto

Immagine di Sand Land
Sand Land
  • Sviluppatore: ILCA
  • Produttore: Bandai Namco
  • Distributore: Bandai Namco
  • Testato su: PC
  • Piattaforme: PC , PS4 , PS5 , XSX
  • Generi: Azione , Gioco di Ruolo
  • Data di uscita: 26 aprile 2024

MILANO – Parlare di Sand Land dopo la triste scomparsa del grande Akira Toriyama non è affatto facile. L’autore, con Dragon Ball e le sue altre opere, ha avuto un impatto enorme nel mondo del fumetto e della cultura popolare in tutto il mondo (senza dimenticare quello dei videogiochi, dove è stato altrettanto importante), e lo ha avuto anche sulle tante persone – il sottoscritto compreso – che sono cresciute con Goku e compagni.

Qualche giorno dopo la notizia della scomparsa di Toriyama, abbiamo potuto non solo testare in anteprima il videogioco tratto da Sand Land, la sua opera probabilmente più di nicchia (ma non per questo meno valida), ma anche vedere il film d’animazione uscito lo scorso anno. Un bellissimo omaggio all’autore, che è stato reso possibile da Bandai Namco.

Questa riscoperta di Sand Land non arriva casualmente, ma è parte di un progetto cross-mediale più grande, con protagonisti proprio Bandai Namco e altri partner, che mira a riprendere ed espandere l’opera tra serie animate e videogiochi. Per chi non lo sapesse, il fumetto originale è composto da un volume unico ed è uscito nel lontano 2000, ma questa è ancora oggi la base su cui si basa l’intera rinascita della serie.

Entrando nel merito del videogioco dedicato a Sand Land, la sua uscita è prevista per il prossimo 26 aprile, per PlayStation 5 e 4, Xbox Series S/X e PC. Allo sviluppo abbiamo ILCA, autori del remake di Pokémon Diamante e Perla e dell’ottimo JRPG One Piece Odyssey, uscito l'anno scorso. Durante la nostra prova, abbiamo potuto passare ben tre ore in compagnia del titolo tratto dall’opera di Toriyama, scorrazzando in lungo e in largo a bordo dei veicoli più disparati in un vasto mondo di sabbia.

Il mondo espanso di Sand Land

Come prevedibile, il videogioco è strettamente legato alla storia del manga e del recente film animato, uscito lo scorso agosto in Giappone, che riadatta in maniera fedele il fumetto realizzato dal maestro Toriyama. Non è però finita qui, perché dal 20 marzo è disponibile su Disney+ una vera e propria nuova serie animata.

Al momento in cui scriviamo sono disponibili 7 episodi sui 13 previsti: i primi sei riadatteranno la parte già vista nel film e nell’opera originale, mentre gli ultimi sette saranno una storia inedita chiamata la saga di Forest Land. Il videogioco da noi provato si lega soprattutto a questa nuova serie anime che espande la storia dell’originale.

Sand Land (potete già preordinare il videogioco su Amazon) è sempre stato un manga dal grande potenziale, sia per personaggi che per ambientazione, ed abbiamo sempre pensato fosse un peccato il fatto che durasse solo un volume. Per questo motivo siamo contenti di veder ritornare l’opera con una nuova storia inedita, soprattutto perché questa è stata curata dal compianto Toriyama stesso.

Il videogioco, dati i suoi tempi molto dilatati, ci ha dato l’impressione di voler espandere ancor di più la storia, soprattutto nella lore del suo mondo e dei personaggi minori, e specialmente tramite quest secondarie. Ne abbiamo viste alcune, ma non abbastanza per comprendere quanto queste possano essere di qualità nell’ampliare l’universo narrativo originale.

D’altronde, con la formula open world e le costanti attività secondarie insite in questa formula di gioco, il rischio di annacquare la storia principale con contenuti superficiali è sempre alto.

Per chi non conoscesse affatto la storia dell’opera la riassumiamo brevemente. Sand Land è una regione desertica, come si intuisce dal nome, dove l’acqua scarseggia ed è considerata il bene più prezioso. Il re del regno e il suo esercito si occupano di distribuire le razioni alla popolazione, facendo pagare ogni scorta d’acqua a caro prezzo.

In questo mondo gli umani non sono l’unica razza esistente – e ben presto scopriamo l’esistenza di un villaggio popolato da demoni, di cui il nostro protagonista, Beelzebub, è il principe. Un giorno Rao, un vecchio sceriffo di un villaggio senza più acqua e con pochi soldi per permettersi le scorte del re, decide di chiedere aiuto ai demoni, per cercare una sorgente d’acqua che possa essere utilizzata da tutti senza che nessuno debba pagarla.

Così Rao, Beelzebub e l’anziano demone Thief iniziano un viaggio nell’inospitale deserto di Sand Land alla ricerca di una nuova fonte acquifera. Ai tre, nel videogioco e nella nuova serie animata, si aggiungerà poi Ann, personaggio il cui focus nella storia sarà legato soprattutto alla terra di Forest Land.

Il gruppo dei protagonisti funziona bene come dinamiche, sono tutti ben caratterizzati e insieme hanno una bella alchimia. In particolar modo Rao ci ha sorpresi una volta svelato il suo passato.

Ci auguriamo che nella versione finale del gioco, con l’inserimento di questa storia in una formula open world, la forza dei personaggi e il fascino del mondo creato da Toriyama funzionino altrettanto bene, così che i fan del grande mangaka possano divertirsi a vivere una grande avventura in questo ampio mondo fatto di sabbia e momenti epici.

Tra sabbia e foreste

La nostra prova di Sand Land era divisa in diverse sezioni di gioco, così da poter vedere a grandi linee tutto quello che il titolo potrà offrire. La prima sezione era dedicata al tutorial delle meccaniche base, la seconda a una sorta di dungeon, la terza a una battaglia speciale con i veicoli, mentre l’ultima era concentrata più sulle attività secondarie dell’open world.

Il mondo di gioco è diviso in due mappe aperte distinte che rappresentano le regioni di Sand Land e Forest Land. Non abbiamo avuto il tempo di esplorare entrambe le mappe nel dettaglio, ma da quello che abbiamo visto ci sono sembrate le classiche mappe da open world, con una lista di attività secondarie da completare divise per regioni, un po’ nello stile dei titoli Ubisoft e infiniti altri, che ormai sono diventati un po’ ridondanti.

Per ovvi motivi di tempo non abbiamo potuto analizzare ogni attività secondaria presente; quelle che abbiamo visto spaziavano molto dalle più semplici, come trovare rifornimenti d’acqua che saranno utilizzabili per ricaricare la salute di Beelzebub (avere una bottiglia d’acqua piena inoltre permetterà di recuperare tutti i punti vita in caso di sconfitta), a missioni secondarie molto basilari in cui bisogna sconfiggere gruppi di mostri che infestano una determinata zona.

Ci sono poi alcune missioni più elaborate, come le corse con i veicoli e le cacce ai criminali ricercati, che si traducono in interessanti boss battle. Completando molte di queste attività e aiutando i vari abitanti nell'affrontare difficoltà del mondo di gioco sarà poi possibile anche migliorare la città di Spino, che diventerà una sorta di hub per il gruppo di protagonisti.

Non abbiamo però potuto vedere nel dettaglio quanto approfonditamente sarà possibile gestire l’evoluzione di Spino e l’eventuale personalizzazione, soprattutto dell’abitazione di Beelzebub e compagni che alcuni trailer avevano confermato essere presente.

Le missioni principali da noi provate introducevano anche delle meccaniche nuove, come le fasi stealth con Thief o con lo stesso Beelzebub. In verità queste non ci hanno fatto impazzire, sono piuttosto semplicistiche in quanto bisognerà solo nascondersi dietro agli oggetti e superare eventuali guardie mentre non guardano nella nostra direzione, potendole anche sorprendere alle spalle per stordirle. In pratica nulla che non sappia pesantemente di già visto.

Abbiamo poi affrontato un dungeon situato all’interno di una grotta in una falda acquifera, dove era fondamentale utilizzare un hovercraft per superare le zone con acqua profonda, in quanto i protagonisti non possono nuotare.

Il gioco ci ha dato l’idea di utilizzare i mezzi al posto delle tipiche abilità speciali presenti in altri titoli: l’hovercraft, ad esempio, è pensato per superare gli specchi d’acqua, mentre ci sarà un altro mezzo in grado di sollevare carichi pesanti e un altro ancora avrà invece come specialità il salto in alto, in modo da raggiungere zone inaccessibili.

Nel dungeon che abbiamo affrontato c’erano diversi enigmi ambientali in cui bisognava raggiungere delle leve per alzare o abbassare il livello dell’acqua e riuscire a trovare una via d’uscita. Idea non nuova, ma qui inserita all’interno dell’area in maniera più che valida.

L’unica cosa che abbiamo trovato leggermente tediosa era il continuo passare dal muoversi con l’hovercraft all’andare a piedi, dato che ogni volta bisognava riselezionare il veicolo nel menu apposito e assistere all’animazione per farlo comparire. Si tratta in realtà di 3 o 4 secondi ogni volta, ma farlo di continuo per tutto il dungeon, dato che il veicolo scompare non appena scendiamo, è stato un po’ noioso, dato che alla lunga in queste operazioni si perde un bel po’ di tempo.

L’altro dungeon da noi visto era una base dell’esercito nemico, dove ci si muoveva principalmente a piedi, tranne che nell’ultima parte. Apprezziamo la volontà degli sviluppatori di variare la formula di gameplay per non rendere il dungeon troppo lineare, alternando prima fasi di combattimento e altre stealth e infine introducendo un nuovo veicolo da combattimento da provare.

Eppure tra fasi stealth poco riuscite e un combattimento troppo semplicistico nelle sue meccaniche, non ci ha convinto molto; speriamo che questo sia solo un caso isolato.

Passando poi alla componente tecnica, questa ricalca fedelmente lo stile di Toriyama, con i personaggi principali visivamente davvero molto fedeli alle loro controparti animate. Il mondo di gioco è altalenante nei suoi panorami, ovviamente non c’è da sorprendersi che sia piuttosto vuoto, essendo in linea generale ambientato in un deserto, ma offre comunque degli scorci notevoli in certe aree.

Meno bene asset e texture di alcune zone, che risultano un po’ troppo anonime e non al passo con i modelli dei personaggi, provocando un certo divario visivo nella qualità estetica generale del gioco.

Per il momento a livello di contenuti e d’esplorazione non ci è parso che Sand Land voglia allontanarsi molto dai modelli ormai troppo classici di open world, soprattutto nelle attività secondarie. Tenta invece di spingere di più nelle aree specifiche per le missioni principali, ma per ora senza sorprenderci davvero.

Resterà da vedere se magari nella versione finale, con più mezzi e abilità a disposizione e qualche novità a livello di meccaniche, il titolo riuscirà a convincere maggiormente.

Un carro armato per ogni occasione

Passando al combattimento, Sand Land (il preordine è disponibile su Amazon) permette di combattere sia utilizzando la grande potenza di Beelzebub, che usando i tanti veicoli presenti.

Il focus del gioco è però soprattutto su questi ultimi, essendo il combat system “a piedi” molto basilare. Beelzebub sarà in grado di sferrare attacchi leggeri concatenandoli in una combo e attacchi pesanti caricabili; sarà poi possibile riempire una speciale barra per rilasciare potenti mosse che, consumandola, infliggeranno un danno notevole.

Queste mosse andranno sbloccate tramite uno skill tree in cui sarà possibile ottenere anche potenziamenti passivi. I punti da investire si otterranno semplicemente aumentando di livello.

Oltre a Beelzebub, anche gli altri personaggi avranno un loro skill tree per sbloccare abilità speciali da usare come supporto in battaglia: Thief potrà rubare oggetti ai nemici e lanciare pacchi bomba regalo, Rao potrà aiutare Beelzebub con i suoi Tonfa e altri attacchi, mentre Ann sarà utilissima in quanto potrà riparare al volo i veicoli.

Risulta però chiaro come il cuore del gioco sia strutturato intorno ai tanti veicoli presenti, vista l’ampia scelta a disposizione. Solo in questa prova abbiamo potuto provarne oltre cinque, tra il classico carro armato presente anche nel fumetto, il già citato hovercraft, una velocissima moto, un robot bipede in grado di spiccare grandi balzi, una macchina con un carretto per trasportare vari beni e un robot da combattimento molto potente negli scontri ravvicinati.

Ogni mezzo è dotato di diverse armi e alcuni sono più indicati per affrontare specifiche battaglie o fasi di gioco. Ad esempio, la moto è molto fragile in combattimento, ma estremamente veloce e dunque l’ideale per gli spostamenti lunghi.

Il carro armato è più resistente anche se molto lento, ma ha una potenza di fuoco notevole. In spazi ristretti il robot da battaglia è in grado di fare a pezzi i nemici con facilità. Ogni mezzo ha la propria peculiarità e sarà poi possibile potenziarli e personalizzarli con nuove armi, accessori e aggiunte estetiche come colori e decalcomanie per creare il proprio veicolo da battaglia unico.

Le due principali boss battle affrontate durante la nostra prova sono state combattute entrambe con dei mezzi, per farvi capire quanto siano importanti.

Nella prima battaglia, nel dungeon acquatico, abbiamo usato l’hovercraft citato in precedenza, combattendo contro un enorme Kraken una battaglia divisa in un paio di fasi in cui bisognava mirare ai tentacoli e colpire il mostro quando spuntava fuori dall’acqua. Importante era soprattutto padroneggiare la mobilità dell’hovercraft, in modo da evitare gli assalti tentacolari del mostro, una cosa non troppo intuitiva.

La seconda era contro un carro armato gigantesco, mentre noi eravamo alla guida del carro armato simbolo della serie. Lo scontro si è rivelato ostico, specialmente per la capacità dell'avversario di lanciare missili a ricerca e tappezzare il terreno di mine. Queste battaglie non erano affatto male e richiedevano una certa abilità nel saper gestire i veicoli per prevalere sugli avversari.

Purtroppo non abbiamo potuto addentrarci troppo nelle varie opzioni di personalizzazione dei veicoli e nemmeno affrontare le tante battaglie più impegnative in cui questi potranno essere usati, ma è possibile che il titolo si riveli ancor più divertente sul lato del combattimento, una volta che si potranno gestire i mezzi in piena libertà.

Voto Finale

Conclusioni Finali di SpazioGames

Pro

  • Ottima la varietà di mezzi e delle loro abilità uniche

  • La storia sembra seguire piuttosto fedelmente quella ottima dell'opera originale

Contro

  • L'open world non ci è sembrato particolarmente originale nelle sue attività

  • Le fasi stealth sono sin troppo semplici

  • Il combattimento corpo a corpo è molto basilare

Commento

Le tre ore di prova di Sand Land ci hanno mostrato una panoramica generale di quello che sarà il gioco completo, facendoci vedere tutte le parti in cui è stato diviso. Il primo impatto con l’open world non ci ha troppo convinti: questo, infatti, ci ha dato l’idea di non distaccarsi poi tanto dai molti altri titoli simili in quanto ad attività. Il combattimento è invece piuttosto basilare quando si usano i personaggi, ma diventa più vario a bordo dei moltissimi veicoli, grazie alla possibilità di utilizzarne diversi, ognuno con le sue caratteristiche uniche. Ci sono però ancora molti punti da scoprire per quanto riguarda sia la personalizzazione e l’utilizzo dei vari mezzi che la densità della storia e la bontà delle attività secondarie. Per avere la risposta a queste domande dovremo però aspettare ancora un mese, quando il gioco sarà finalmente disponibile.
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