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Pro
- Visivamente fenomenale.
- Stile di combattimento molto interessante.
- Vecchi e nuovi eroi.
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Contro
- Trama ancora misteriosa.
- Le leggende della saga saranno state sfruttate a pieno?
- Attirerà anche nuovi fan?
Conclusioni Finali di SpazioGames
Re-immaginare esperienze classiche in chiave moderna non è mai semplice, anche perché c’è sempre dietro il rischio di inimicarsi i fan dell’epoca e di dar vita a un prodotto che sembra uscito fuori tempo massimo.
Square Enix ha però trovato qualche anno fa la chiave di volta perfetta per proporre anche al giorno d’oggi jRPG basati sui crismi di decine di anni fa, senza farli sembrare dei pesci fuor d’acqua. Stiamo ovviamente parlando dell’apprezzatissimo stile HD-2D, che ci ha finora regalato perle come Octopath Traveler, i remake dei primi Dragon Quest e il prossimo 22 ottobre anche Final Fantasy Resonance.
Tra poco meno di due mesi anche la più iconica saga del publisher nipponico adotterà infatti per la prima volta tale stile, promettendo di portarci con Resonance in un’avventura capace di ibridare insieme classico e moderno.
Per provare a capire cosa ci aspetta abbiamo nei giorni scorsi preso un aereo fino a Colonia, dove durante la Gamescom 2026 siamo riusciti finalmente a passare un’oretta in compagnia del titolo, sviscerandone ogni singolo aspetto con la massima attenzione.
Nuovi eroi e vecchie leggende
Il nostro primo hands-on con il titolo ci ha concesso di vivere una piccola sezione della mappa di gioco, dove come di consueto il nostro personaggio è sproporzionato rispetto agli altri elementi dello scenario, e di affrontare anche un dungeon particolarmente cinematografico alla cui fine ci aspettava un boss piuttosto combattivo e coriaceo.
Una prova, quindi, limitata a livello temporale ma tutto sommato completa e che ci ha anche dato modo di sbirciare tra i menu di gioco, scoprendo qualcosa di più sulla meccanica che ci permette di richiamare all’interno di Resonance alcuni dei più grandi eroi della serie, come Cloud, Zidane o Terra, offrendo spunti di gameplay davvero notevoli.
La prima cosa che abbiamo notato è però sicuramente l’impianto tecnico e artistico del gioco, che ci ha rapito fin dai primissimi istanti con il suo stile. L’HD-2D, del resto, ha sempre il suo incredibile fascino e in Final Fantasy Resonance lo abbiamo trovato parecchio in forma.
Non esiste nient’altro sul mercato in grado d’altro canto di amalgamare insieme il fascino del passato con gli standard moderni come l’HD-2D, dando vita a un risultato finale capace di prendere il meglio da entrambi i mondi. Se vi è mai capitato di giocare un titolo basato su questa tecnologia capirete subito quello di cui stiamo parlando, con le immagini a corredo di questa anteprima che fanno da ottimo supporto alle nostre impressioni sul campo.
Molto buona ci è poi parsa, come da tradizione della serie, anche la colonna sonora che ci ha accompagnato nel nostro girovagare per la mappa e durante l’esplorazione del dungeon. Una scelta musicale particolarmente azzeccata e che pare avere tutte le carte in regola per rivelarsi un quid aggiuntivo non indifferente dell’intera esperienza, capace di esaltare i momenti più epici e di coccolare i fan storici con arrangiamenti magistrali e ricchi di citazioni.
Spostandoci però ora sul piano ludico, questa nostra prova alla Gamescom 2026 di Final Fantasy Resonance ci ha visto come prima cosa addentrarci nella mappa di gioco in direzione di un antico tempio. Al suo interno abbiamo trovato un enorme cristallo, che ci richiamava a sé, chiedendoci se eravamo degni di risvegliare un antico eroe e poterne usare la Vision, ossia il suo eco lontano, sbloccando così nuove e interessanti sinergie tattiche.
La leggenda in questione si è rivelata essere Noctis, il principe protagonista del quindicesimo capitolo della serie. Per convincerlo ad unirsi a noi abbiamo dovuto rivivere tramite filmato alcuni eventi della sua odissea, rispondendo anche a delle domande su come ci saremmo comportati in determinate situazioni.
Dare opinioni differenti da quelle dell’eroe non sembra in ogni caso influire sulla possibilità di evocarlo effettivamente, con il cristallo che ci ha commentato alcune scelte definendole lontane dalle indoli di Noctis, ma senza impedirci di avere a disposizione alla fine del processo la relativa Vision.
Vision che, come accennato in precedenza, potremmo portare con noi negli scontri, richiamando così in combattimento gli eroi che hanno reso leggendaria la saga di Final Fantasy. Ogni personaggio di Resonance può infatti equipaggiare una Vision, che aleggerà durante le battaglie alle sue spalle. Noi, oltre ad appunto Noctis, abbiamo potuto utilizzare tra gli altri personaggi del calibro di Cloud, Terra, Zidane o del Warrior of Light, dando così vita a un team a dir poco incredibile e profondamente personalizzabile.
Tra il classico e il moderno
Durante il turno è poi possibile decidere se utilizzare attacchi e abilità dei personaggi di Resonance, come ad esempio del protagonista Rain, o se sfruttare invece quelli delle loro Vision, tenendo in ogni caso bene in mente come la barra dei MP sia condivisa tra i due.
Utilizzare attacchi speciali darà poi il via a delle sequenze spettacolari, dove l’HD-2D lascia spazio a filmati moderni nei quali la Vision o il personaggio in questione si esibiscono in una tecnica tanto coreografica quanto efficace. Una ennesima commistione tra vecchio e nuovo che convince e avvince, restituendo delle ottime impressioni ed esaltando il giocatore.
Il sistema di combattimento di Final Fantasy Resonance ci è insomma sembrato il perfetto equilibrio tra le dinamiche classiche e nuove trovate, risultando fresco e confortevole al medesimo tempo.
Gli scontri sembrano poi ben equilibrati, con il boss finale che ci ha dato sicuramente filo da torcere, ma senza mai sembrare un ostacolo insormontabile o che necessita di virtuosismi tattici incredibili, offrendo un livello di sfida accessibile ma stimolante.
Della narrazione, invece, purtroppo non vi è stato modo di comprendere nulla di nuovo durante la Gamescom 2026, con la storia del titolo che resta quindi ancora tutto sommato avvolta nel mistero più assoluto.
Poco male, anche perché al 22 ottobre non manca poi così tanto e noi non vediamo l’ora di poterci finalmente immergere in Final Fantasy Resonance e in quella che sembra una grandissima celebrazione dell’intera saga di Square Enix.