Hasbro sta provando a costruire una presenza molto più solida nei videogiochi, e lo sta facendo con una scelta meno scontata di quanto sembri. L'azienda sostiene di aver investito quasi un miliardo di dollari dal 2018, ma senza inseguire il modello live service.
Il messaggio arriva direttamente dal CEO Chris Cocks e riguarda soprattutto Wizards of the Coast, che non vuole limitarsi a concedere licenze. L'obiettivo dichiarato è sviluppare e pubblicare giochi premium per PC e console, con ambizioni vicine alle grandi produzioni action adventure e RPG.
È una linea interessante perché arriva in un momento in cui molti publisher stanno ancora misurando il peso dei progetti continuativi. Hasbro, pur avendo visto l'enorme successo mobile di Monopoly Go, sembra voler piazzare le sue scommesse principali altrove.
La prima prova importante sarà Exodus, la nuova IP di Archetype Entertainment attesa per il 2027. Cocks l'ha descritta come un territorio familiare per chi conosce il DNA ruolistico dell'azienda, pur essendo un progetto fantascientifico e non una semplice estensione di Dungeons & Dragons.
Il quadro resta però complesso. Solo poche ore fa, Wizards of the Coast ha cancellato il progetto Dungeons & Dragons di Giant Skull, segnale che il piano non significa dare via libera a ogni produzione interna.
Hasbro sembra voler ridurre il rischio scegliendo giochi tradizionali, venduti come prodotti premium, invece di puntare tutto su economie stagionali e contenuti infiniti. Non è una scelta priva di pericoli, ma cambia il tipo di pressione sugli studi.
Nel medio periodo, la strategia dovrebbe ruotare attorno a Dungeons & Dragons, Magic: The Gathering e Transformers, con spazio anche per nuove proprietà intellettuali. Il punto non è soltanto sfruttare marchi riconoscibili, ma trasformarli in giochi capaci di reggere il confronto con i grandi nomi del mercato console.
Per Wizards of the Coast è un passaggio delicato. Dopo Baldur's Gate 3, il pubblico sa che una licenza di D&D può diventare un evento enorme se finisce nelle mani giuste, ma proprio quel precedente rende più alta l'aspettativa verso qualsiasi nuova produzione.
Il dato economico serve quindi a misurare l'ambizione. Quasi un miliardo di dollari non garantisce automaticamente buoni videogiochi, però indica che Hasbro non considera più il settore come un semplice ramo laterale del licensing.
La parte più significativa è forse la rinuncia, almeno per ora, alla scorciatoia più rumorosa. In un'industria che ha bruciato molte energie sui live service, puntare su esperienze premium può sembrare conservativo, ma per Hasbro è anche un modo per legare i propri marchi a giochi più riconoscibili e meno dipendenti da mode immediate, mentre pesa ancora il progetto AAA di Wizards of the Coast, cancellato insieme a una tornata di licenziamenti.