Ace Combat 7: Skies Unknown l’inizio della campagna

By |11/12/2018|Categories: Anteprima, In Evidenza|Tags: |

Il modo in cui si è continuamente riproposta l’uscita di Ace Combat 7 dall’annuncio del 2015 ha reso la concezione dello stesso un po’ fumosa. Quello che si era visto finora non era particolarmente incoraggiante e l’idea che un giorno il gioco sarebbe dovuto uscire non era chiaro se potesse essere auspicabile oppure oramai una doverosa pratica, considerati i 5 anni dietro allo sviluppo.

Siamo così arrivati negli uffici di Bandai Namco per provare le prime tre missioni della nuova iterazione di Ace Combat, ovvero quelle che fanno da preludio alla campagna principale. E che ci hanno fatto capire come Ace Combat sia il frutto dell’aver saputo tirare le file di una produzione che si stava un po’ diluendo nel tempo. Il risultato? Per il momento ci è piaciuto e vi spieghiamo il perché.

Tutto ha inizio all’alba di una nuova serie di conflitti tra le due potenze Osea ed Erusea. Veniamo introdotti alla storia di quella che probabilmente sarà la protagonista principale della storia, pur non avendone ancora prese le parti durante i combattimenti. La ragazza, allevata dal nonno e dai commilitoni a pane e pistoni, passa la sua infanzia nel cercare di riparare un caccia oramai rottamato. Proprio nel giorno del coronamento di questo sogno, scoppia la guerra tra le due superpotenze e la protagonista ci finisce immancabilmente in mezzo.

Le vicende di Ace Combat 7: Skies Unknown ci portano in uno scenario di guerra tecnologica, in cui i droni iniziano ad avere un largo uso militare, e l’obiettivo (perlomeno quello iniziale) della contesa, è lo Space Elevator eretto in passato come simbolo di pace fra i due continenti. Una sceneggiatura di guerra e fantapolitica chiara, dettagliata il giusto da coinvolgere, ma non così complessa da richiedere un’attenzione cervellotica per poterla seguire. Anche chi non conosce i riferimenti di Ace Combat, potrà avere in pochi minuti idea di luoghi, personaggi ed avvenimenti, senza sentirsi perso. La storia viene infatti raccontata con cutscenes di ottima fattura, realizzate con un misto di riprese e CGI, che ha saputo fin da subito convincerci. Il taglio rievoca ogni tanto le tecniche dell’animazione, tra dissolvenze e sovrapposizioni, ma sempre in maniera molto velata.

Le cutscene danno struttura alla sequela di missioni che siamo chiamati a compiere e che chi è avvezzo alla serie conoscerà sicuramente bene. Dopo il briefing, in cui si viene a conoscenza delle informazioni chiave per scegliere il setup dell’aereo, nonché l’aereo stesso, si parte per l’azione. In realtà, già dalla seconda missione, questa pratica sarà interrotta dalla visita all’albero dei potenziamenti. Completando le missioni si guadagna una valuta mista tra esperienza e crediti. Con essa possiamo sbloccare nuovi aerei, e nuove armi per il veicolo, oppure nuovi potenziamenti da utilizzare su di esso. Da un primissimo e limitato sguardo, la mole di contenuti a disposizione è molto vasta e ci ha indotto a supporre una campagna longeva, o comunque molto rigiocabile per chi ha velleità collezionistiche o chi vuole poter affrontare tutte le sfide del gioco con l’aereo migliore per la situazione per segnare i punteggi migliori.

Torniamo all’azione. Ace Combat 7: Skies Unknown, una volta entrati nella mappa di gioco, è un fedelissimo esponente della serie. La continuità con essa è evidente e la giocabilità che offre è talmente consolidata, che ci ha fatto sentire subito a casa. Flare, arma primaria, secondaria, dogfight fra caccia o bombardamenti tattici, l’offerta offensiva è quella. Forse ancora più frenetici che gli scontri contro i Mig superleggeri, troviamo le fasi di combattimento contro i droni. I leggerissimi veicoli senza pilota si esibiscono in volteggi aerei e in manovre strettissime ed è abbastanza difficili tenerli nel proprio raggio d’azione. Per controbilanciare ciò, esistono razzi speciali più rapidi e in grado di svolgere manovre più articolate, dando così ancora maggiore dinamismo alle partite. Da tenere sotto controllo sono anche le condizioni atmosferiche, che tra banchi di nubi particolarmente fitti o tempeste in atto, modificano il comportamento del velivolo in maniera molto marcata.

Una volta completata la missione avremo modo di assistere al replay della partita e poi ci verranno dati dei punteggi in base ai risultati, che si convertono nella valuta utile a sbloccare gli aerei e le armi, e poi ci potrebbero essere dati dei potenziamenti per l’aereo. Ognuno occupa un numero di slot predefinito, e ogni aereo ne ha un numero massimo installabile. In questa maniera non è possibile avere un veicolo perfetto, perché ogni scelta finisce poi con l’escluderne poi altre. L’offerta di Ace Combat 7 Skies Unknown si completa poi nelle partite veloci, nel multiplayer e in altro, che non abbiamo avuto modo di vedere durante la nostra prova, e che verosimilmente scopriremo in concomitanza con la recensione del gioco.

Quello di cui invece possiamo trattare è il comparto tecnico. Ace Combat, su PS4 Pro, vanta una grafica di tutto rispetto. Il dettaglio non manca né per gli aerei, né per la resa delle condizioni atmosferiche. Non che l’immagine da tracciare a schermo sia particolarmente complessa per un titolo come Ace Combat, però il risultato è molto nitido e la resa generale in fin dei conti è davvero piacevole. Anche le cutscene, come anticipavamo, contribuiscono a questo senso generale di qualità, vista l’ottima realizzazione.

Ace Combat 7: Skies Unknown, dopo cinque anni di sviluppo, è prossimo. Abbiamo provato l’inizio della campagna, e abbiamo constatato che è tecnicamente ben realizzata e sembra avere tutte le carte in regola per definire le sorti di un solido capitolo della serie. Il legame con il passato di Ace Combat, sul fronte del design e del gameplay, è talmente stretto da risultare quasi eccessivo, ma riesce ad offrire una solida base su cui sono stati costruiti tutti i contenuti di gioco, che tra ipotizzabili numero di missioni, aerei e potenziamenti, sembrano davvero tantissimi.