Stronghold Crusader

A cura di Tyo - 23 Ottobre 2002 - 0:00

Eccoci di nuovo qui ad affrontare una bella recensione e questa volta il buon Stefo mi ha mandato un giochino davvero interessante e capace di farmi superare, anche se solo parzialmente, la mia innata aberrazione per i gestionali. A dirla tutta non ci troviamo di fronte ad un vero e proprio gestionale quanto ad una via di mezzo fra quest’ultimo genere e un RTS. Ma facciamo un passo indietro per ricordare, e dal titolo in qualche modo si evince, che il gioco della FireFly Studios ha avuto un precedente, capace di attirare l’attenzione oltre che della stampa specializzata anche e soprattutto del mondo videoludico che ne ha apprezzato l’originalità e criticato l’eccessiva monotonia. Stiamo parlando di Stronghold uscito, sempre per PC, qualche tempo fa e che gettava il giocatore nell’epoca oscura del medioevo mettendoci alle prese con fortezze da difendere o attaccare, mossi dalla pura e semplice smania di conquista (Il Mondo è MIO!!! Ah! Ah! Ah! Ah!).
Oggi la medesima software house ha rilasciato sul mercato quello che per molti potrà sembrare un seguito, ma che in realtà è una versione riveduta, ampliata e corretta del suo predecessore, che riporterà noi tutti nuovamente nel medioevo ma questa volta avrà come palcoscenico le terribili e sanguinose crociate.
Ebbene sì le crociate saranno il tema di Stronghold Crusader (d’ora in poi SC) e dal titolo credo lo si intuisse. Saremo alle prese con Riccardo Cuor di Leone e il temibile Saladino e per nostra soddisfazione potremo impersonarli entrambi decidendo di difendere le terre sante oppure di tentarne la conquista in quello che a prima vista sembra il clou del titolo in questione (La Campagna) ma che in realtà si rivela essere soltanto una parte del ricco ventaglio di alternative propostoci dai ragazzi della FireFly Studios.
Veniamo quindi ad analizzare più nel dettaglio quello che ci viene sottoposto per appagare la nostra sete di conquista; le modalità in tutto saranno quattro: oltre all’immancabile e già citata Campagna, potremo cimentarci con la Costruzione (calmi non si tratta di un gioco della Lego!), la modalità Crusader e il Multiplayer. Le ultime due si somigliano moltissimo visto che la prima non è altro che il multi, ma giocato sul proprio computer contro avversari completamente gestiti dalla CPU, la seconda invece è il classico Multiplayer usufruibile con l’ausilio del GameSpy. Non va comunque sottovalutata l’IA degli avversari nella modalità Crusader e nemmeno il numero, visto che potremo affrontare diverse fazioni e tutte contraddistinte da un comandante (il Lord) dalla personalità ben definita e i cui atteggiamenti non risultano quasi mai casuali ma ben inseriti nel contesto delle varie situazioni (attaccandoci ad esempio nel momento opportuno, magari quando saremo sguarniti). Per quanto riguarda la voce del menù che risponde al nome di Costruzione, questa serve per trasformare SC in un titolo puramente gestionale e che ci permette di cimentarci nella costruzione di un villaggio con relative strutture di rilievo (qualcuno ha detto castello?) gestendo nel contempo le varie risorse e materie prime essenziali per lo sviluppo, con un occhio di riguardo alla popolazione, ai suoi bisogni e alla fiducia che essi ripongono in noi. Non siamo certamente ai livelli di titoli che hanno concentrato tutto sull’aspetto gestionale (Faraon, per dirne uno), ma sarà bello non doversi guardare una volta tanto dai nemici, e dedicare tutte le nostre attenzioni all’espansione del villaggio. L’ultima modalità (la classica campagna) ci metterà di fronte a ben quattro sotto-campagne a loro volta suddivise in un certo numero di missioni da portare a termine; tre di queste (mi riferisco alle campagne) ricostruiscono fatti, luoghi e circostanze realmente accaduti e prese a piene mani dai libri di storia, mentre una è stata completamente inventata dai programmatori della FireFly (un pizzico di creatività personale ci vuole, non credete?!). Una delle critiche che aveva colpito il precedente titolo riguardava l’eccessiva monotonia delle missioni, errore che in questo seguito i programmatori si sono ben guardati dal ripetere, anzi sono stati bravi nello spremersi le meningi riuscendo ad inventarsi degli obiettivi senza dubbio originali e in un certo senso concettualmente divertenti, come quando dovremo gestire un gruppo di contadini nella produzione e raccolta del luppolo, essenziale per produrre un certo quantitativo di birra che altri non è se non l’obiettivo della missione da portare a termine (ma cosa si sono fumati, o meglio bevuti, per farsi venire questa idea?).

Giocabilità
Le similitudini con Stronghold si fanno sentire soprattutto a livello di gameplay che, pur discostandosi dal suo predecessore contraddistinto da una certa originalità, mantiene inalterate una serie di elementi che li rendono molto simili; una piccola ventata di novità la porta l’incremento nel numero di unità, capace a sua volta di ampliare le strategie tattiche di attacco e difesa. Lo stesso discorso vale per la migliore gestione dei sudditi da parte le Lord (noi) e che denota il maggior numero di alternative lasciate al nostro libero arbitrio che ci potrà spingere verso un atteggiamento più magnanimo o più severo a seconda della nostra natura, ma sempre con un occhio al livello di fiducia che il popolo ha verso di noi. Tornando alle unità va detto che ce ne sono davvero tante e tutte ben caratterizzate sia nell’aspetto estetico che tattico, con unità più veloci e meno potenti, altre silenziose ma letali e altre ancora lente ma dalla potenza devastante, a fare poi compagnia a noi europei ci saranno anche alcune unità mercenarie di origine naturalmente Araba utili ma molto dispendiose. A proposito di soldi cerchiamo di fare un po’ di luce su quelle che sono le classiche materie prime, meglio dette risorse, essenziali per far progredire il nostro villaggio e con esso il numero di unità a nostra disposizione. Le più importanti saranno il ferro, la pietra e la legna, ma ad esse se ne accostano altre utili alla gestione della popolazione come il luppolo, il grano e così via; tutte queste risorse andranno amministrate al meglio e utilizzate per la creazione delle varie strutture utili per la produzione, la lavorazione e lo stoccaggio delle materie prime. Per governare al meglio tutto questo potremo contare su un sistema di controllo veramente pratico e funzionale, costituito da una barra di stato sulla quale verranno visualizzate tutte le informazioni essenziali, e tramite cui potremo eseguire tutte le nostre scelte. Da segnalare anche la totale assenza della “fog of war” che permette di avere una chiara visione fin da subito della situazione, oltre naturalmente alla possibilità di ruotare la telecamera per tenere meglio sotto controllo tutte le unità, particolarità che si accosta all’opportunità di far “scomparire” temporaneamente tutti gli edifici così come le strutture più ingombranti uno strumento utilissimo per tenere meglio d’occhio tutta la situazione (nei momenti concitati saprete apprezzare questa opzione).

Longevità
Le quattro corpose modalità messeci a disposizione dai programmatori della FireFly Studios non lasciano campo a critiche capaci di scalfire l’indubbia longevità del titolo in questione. Già solo la ampia e impegnativa campagna in single-player, oltre naturalmente al multiplayer, varrebbero l’acquisto di questo gioco; l’inserimento poi di una modalità prettamente gestionale e soprattutto della voce Crusader non possono che accrescere e rendere alto il livello di appetibilità di un titolo che già ha riscosso tanto successo nella sua prima apparizione. Come se non bastasse sono previste tantissime aggiunte a quest’ultima modalità nella fattispecie, mappe, nuovi Lord, unità e via di questo passo per rendere ancora più ricco un piatto che senza dubbio già lo è.

Grafica e sonoro
SC sotto l’aspetto grafico è senza dubbio un piacere da guardare; la definizione delle strutture, così come quella del paesaggio in se, riescono nell’intento di ricreare delle ambientazioni credibili e davvero curate. Ci troviamo naturalmente di fronte ad un titolo completamente in 2D che non fa sfoggio di particolari sfarzi, ma che non per questo sfigura se confrontato con altri titoli dello stesso genere. Solo le unità sembrano un tantino meno curate (anche nelle animazioni), ma credo che la scelta riguardi di più il fatto di non voler appesantire eccessivamente un titolo capace di girare egregiamente anche su computer di fascia media.
SC non scende nel dettaglio con impreziosismi grafici dell’ultima generazione ma riesce comunque nell’intento che si era prefisso.
Dal canto suo il sonoro è da applausi concentrando tutto non tanto sugli effetti, la cui qualità resta comunque discreta con campionature che si adattano perfettamente a tutte le situazioni di gioco, quanto sulle musiche (davvero evocative e immersive) e in particolar modo sul doppiaggio con la voce del narratore, udibile durante i briefing di missione, davvero ottima (and the winner is…..).

HARDWARE

Come ho detto il gioco non è particolarmente pretenzioso, quindi per giocare decentemente a Stronghold Crusader vi basterà un PII 350Mhz con 64Mb di Ram, una scheda video da 16Mb e una scheda audio discreta, accompagnato naturalmente da 600Mb di spazio vuoto su disco.

MULTIPLAYER

Il multiplayer prevede fino ad un massimo di otto giocatori in modalità skirmish con la possibilità di scegliere il Lord che più si accosta alla nostra personalità. La presenza inoltre dell’editor di mappe all’interno del gioco, ci permette di creare lo scenario che più ci aggrada dove menar le mai a più non posso, un incentivo tutt’altro che trascurabile.


Ottimo sonoro.
Molto longevo.
Elementi RTS/Gestionali ben bilanciati.


Poco innovativo rispetto a Stronghold.


8

I programmatori della FireFly, pur riuscendo nell’intento di realizzare un titolo davvero allettante, non sono stati capaci, allo stesso tempo, di non renderlo un clone di se stesso. Va infatti tenuto in debita considerazione che SC possiede comunque un predecessore dal quale eredita tantissimo, e non basta qualche unità, un ampliato sistema di gestione e una nuova ambientazione a renderlo un gioco davvero nuovo. La cosa farà senza dubbio storcere il naso a chi ha già giocato al precedente titolo ma per tutti gli altri non posso che consigliarne vivamente l’acquisto, soprattutto agli amanti degli RTS. E’ indubbio che SC possieda tutti gli elementi per divertire e di sicuro impegnare i videogiocatori per diverso tempo, e il netto spostamento verso gli RTS più classici si spera possa averlo reso “attraente” anche per chi ha già avuto modo di giocare al suo predecessore.




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