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Spazio Mod – Galactic Warfare

Prosegue sulle pagine virtuali di Spaziogames la rubrica dedicata alle mod proponendo un interessante quesito: cosa succederebbe se si trasportasse il proprio universo narrativo preferito in un videogioco che riprende pari pari gli elementi di gameplay della propria serie videoludica di maggior gradimento?
Il risultato può essere qualcosa di discutibile oltre che deludente ed in grado di lasciare con l’amaro in bocca i fan come accaduto con Dinasty Warriors: Gundam ad esempio, oppure qualcosa di potenzialmente eccezionale e straordinario.
Ebbene, per venire incontro alle esigenze dei fan di Star Wars e degli sparatutto in prima persona, Blackmonkeys, un team di una dozzina di persone, ha deciso di realizzare questa total conversion multiplayer fondendo l’universo creato da Lucas con il gameplay di Modern Warfare. Call of Duty 4: Modern Warfare è infatti l’unico requisito per poter avere la possibilità di provare questa esperienza ludica; si installa facilmente copiando i file nella cartella giusta o più comodamente con l’apposito installer.
Galactic Warfare viene rilasciato sotto forma di beta negli ultimissimi giorni del 2009 ed ora, a luglio 2011, in occasione del quarto anniversario del sito dei Blackmonkeys, viene rilasciata la versione definitiva 1.0. Oltre ad avere impazzato nella rete, vantando più di centomila download ed un trailer con più di un milione di visioni su youtube, ha ricevuto una menzione d’onore come mod dell’anno 2010 su Moddb.
Eh già, Modern Warfare è ancora qua.
Tutto ebbe inizio con la realizzazione di un semplice Blaster per poi sfociare via via in questo importante ed ambizioso progetto ambientato completamente nel mondo di Star Wars, sebbene per via della sua natura multiplayer non vi sia alcuna velleità narrativa oltre al naturale scontro tra le fazioni Ribelli ed Imperiali.
Il feeling è lo stesso del titolo originale, col medesimo gameplay variato solo leggermente. Si ritrovano quindi le killstreak ed i perks ma ogni classe ha a disposizione una singola arma primaria non selezionabile liberamente: è importante scegliere la classe giusta in rapporto alle esigenze della squadra e della mappa variando ad esempio da sniper o scout a commando o spec ops a seconda dei casi e delle preferenze in termini di bocca da fuoco. Ovviamente l’arsenale è completamente rinnovato vantando ora fedeli riproduzioni delle iconiche armi ammirate nella serie Star Wars come l’E11 Blaster Rifle o il DH-17 Blaster. La maggior parte di queste non sparano proiettili ma bensì raggi laser che possono risultare determinanti nell’individuare la posizione del nemico, sopratutto nelle mappe più scure, magari con anche una fitta nebbia.
Le modalità di gioco sono anch’esse le stesse apprezzate nel titolo Infinity Ward disponibili anche nella variante hardcore: oltre alle già conosciute Cerca e distruggi, Sabotaggio, Dominio, Quartier Generale ed alle onnipresenti Tutti contro tutti e Deathmatch a squadre, ne è stata creata una nuova chiamata Droide. Lo scopo è portare in salvo un droide dalle fattezze simili a quelle di R2-D2, controllato da un utente raggiungendo appositi punti indicati sulla mappa, mentre l’altra squadra deve impedire che ciò avvenga.
In sostanza ogni giocatore o ex-giocatore di Call of Duty 4: Modern Warfare si sentirà subito a casa ed a proprio agio trovando conforto in un gameplay tutto sommato facilmente riconducibile a quello del titolo sopracitato.
Laser a tutto spiano
L’IW Engine 3.0 è ancora oggi un signor motore, indubbiamente al passo coi tempi ed in grado di dire tranquillamente la sua vantando feature che non possono mancare in un engine moderno, come ad esempio l’illuminazione dinamica. I Blackmonkeys hanno svolto un ottimo lavoro mantenendo per lo più uno standard qualitativo elevato che non sfigura se paragonato al titolo di Infinity Ward.
I modelli dei personaggi e delle armi sono ben fatti e fedeli agli originali vantando rispettivamente le stesse animazioni di Call of Duty 4: Modern Warfare nel caso dei primi e nuovi effetti sia audio che video per le seconde. Le sette mappe, anche se sarebbe meglio dire sei considerando che Jundland Dusk è una semplice rivisitazione notturna della versione liscia, sono tutte ispirate ai luoghi della serie Star Wars. Combattere su Tatooine, all’interno di una nave dell’impero, nei pressi del Millenium Falcon o in mezzo agli sgusci ha il suo fascino anche quando qualche mappa è forse un po’ troppo spoglia e povera di dettagli. Sopratutto se paragonata ad altre, sempre presenti in Galactic Warfare, decisamente più dense di elementi e forse meglio studiate per esaltare il gameplay di tutte le modalità disponibili.
L’audio, oltre ai già citati effetti delle armi di Star Wars, è praticamente immutato rispetto a quello del titolo usato come base per questa mod: ritroviamo ancora le stesse voci a dirci che siamo in testa.




Ogni appassionato di Star Wars e Call of Duty ha il dovere morale di giocare a Galactic Warfare per provare in prima persona l’emozione di impersonare o eliminare uno Stormtrooper. Questa mod poggia sulle solide basi di Modern Warfare riprendendone gli elementi cardine del gameplay per trasportarle nell’affascinante universo creato da Lucas. La mancanza di novità rilevanti rispetto al titolo d’origine, potrebbe portare a noia questa mod una volta passato l’effetto novità, nonostante la buonissima qualità realizzativa, soprattutto se si ha già giocato alla morte Call of Duty 4: Modern Warfare.