Anteprima 4 min

Quarantine

Non capita più molto spesso di parlare su queste pagine di giochi in accesso anticipato, eppure eccoci qua. Nel momento in cui leggerete questa anteprima, troverete già su Steam pronto per essere acquistato l’early access di Quarantine, uno strategico user-friendly sviluppato da Sproing, un team austriaco emergente sotto l’ala della nostrana 505 Games. Abbiamo avuto l’occasione di metterci su le nostre zampette già nei giorni scorsi e, quindi, cercheremo di farvi capire un po’ di che si tratta.

Piattaforma:
PC
Genere:
strategico
Data di uscita:
Sviluppatore:
Sproing
Distributore:



Si salvi chi può!

Quarantine, come già detto, si può definire un gioco strategico ben lungi dal somigliare ai classici, specie se siete abituati a quelli PC, poiché ha delle meccaniche abbastanza basilari comuni a quelle delle controparti mobile del genere. L’impatto iniziale, sia visivo che strutturale, ricorda tantissimo Plague Inc: Evolved. Davanti a noi tutto il mappamondo su cui sono segnate molte delle città più importanti di tutti e cinque i continenti, ognuna delle quali è connessa a quelle immediatamente contigue tramite una specie di “rotta”. In questo caso, però, non prenderemo le parti del subdolo microbo che tenterà di sterminare ogni forma di vita sulla terra, ma bensì quello di paladini della sanità contro tre diversi agenti patogeni: batteri, virus e prioni. A parte una modalità tutorial a sé stante, che illustra soltanto le basi senza spiegarle in verità fino in fondo, troviamo da subito disponibili tre modalità diverse, di cui è possibile selezionare anche il livello di difficoltà classico come al solito diviso in facile, medio e difficile.
Prima di iniziare la nostra partita, ci sarà possibile selezionare il nostro personaggio tra una varietà di “mestieri” utili alla causa, quali medico, scienziato, soldato o diplomatico. Ognuno ha facoltà diverse, bonus diversi e piccole particolarità, tuttavia queste non influenzano l’intero svolgimento della partita ma soltanto le primissime battute, dal momento che sarà possibile assumere fino a quattro professionisti per coprire ogni eventuale mancanza nel nostro staff alla ricerca della salvezza del mondo.
La partita si svolge a turni, in ciascuno dei quali avremo un rifornimento di denaro fisso moltiplicato per il numero di uffici che abbiamo costruito nel mondo, e dovremo riuscire a controbattere l’avanzata della malattia colpo dopo colpo, quasi come se fosse una partita di Risiko. Durante il normale svolgimento dei turni è possibile programmare due tipi di ricerche, una di stampo ingegneristico per sbloccare power up molto importanti, mentre l’altra direttamente correlata con la cura, che rappresenta anche la via per la vittoria. Per trovare una cura definitiva bisognerà riuscire nel più breve tempo possibile a completare le ricerche scientifiche, che sarà possibile avviare non appena avrete accumulato un adeguato numero di campioni biologici da qualche città infetta. Il numero minimo di ricerche è 3, ma queste potrebbero aumentare qualora l’agente scatenante dovesse spontaneamente mutare, ritardando anche di molti turni la vostra vittoria e, potenzialmente ribaltare la situazione verso una sconfitta. In alto a sinistra della schermata principale è presente un livello di allerta; quando questo si riempie al massimo, il mondo è spacciato e per voi sarà game over. Inizialmente riuscirete a perdere rovinosamente nel giro di pochissimi turni, poiché avrete un po’ di difficoltà a capire quali siano le priorità da portare avanti all’inizio della partita: quando comprare un nuovo ufficio, quale tipo di collaboratore è più utile e come comportarsi con i primi focolai. Non vi preoccupate, è tutto normale, lo capirete nel giro di qualche partita.

Salvare il mondo, senza salvare una cheerleader, è davvero possibile?
Tra le poche meccaniche messe a disposizione del giocatore, troviamo innanzitutto un intervento diretto per curare limitatamente e temporaneamente una città, metterla in isolamento per qualche turno, o collezionare i campioni di cui sopra. Ognuna di queste azioni può essere svolta una sola volta per turno per ogni vostro membro assunto nel vostro staff, il quale potrebbe però restare ferito e necessitare di un ulteriore turno di cure per tornare in piena forma. Sta nell’abilità del giocatore riuscire a contenere i punti nevralgici dell’epidemia ed evitare che si estenda attraverso più continenti nell’attesa della panacea che il vostro team sta realizzando.
Pur trattandosi di un gioco appena uscito in accesso anticipato, quindi ancora lontano dalla sua proverbiale “forma finale”, ci troviamo davanti ad alcuni aspetti ancora troppo grezzi o addirittura mancanti. L’esempio eclatante è vedere i testi ancora non completamente tradotti in italiano (che è una delle lingue supportate), che vedrete alternati molto spesso con versioni in lingua inglese, creando una certa confusione. Anche sulle meccaniche, però, ci sono dei dubbi che riguardano, ad esempio, il sistema economico. Ogni vostro “acquisto”, che sia un membro dello staff, un ingegnere in più per le vostre ricerche, mettere una città in quarantena e quant’altro, ha sempre un costo una tantum al momento dello sblocco, mentre potrebbe essere molto più interessante – nonché in tema con l’aspetto strategico – valutare anche una aggiunta di spese di mantenimento a turno, che andrebbero a compensare gli introiti regolari forniti tramite gli uffici, che altrimenti rischiano di perdere di significato già dopo pochi turni. In tal senso sarebbe anche interessante vedere, magari, un po’ di ulteriori upgrade da poter sbloccare, attraverso un vero albero con ramificazioni multiple univoche, così da poter indirizzare ogni partita su binari distinti e alternativi, piuttosto che fare e rifare le stesse cose nello stesso ordine.
Un po’ deludenti sono stati anche gli aspetti che riguardano la malattia, sia per la parte delle caratteristiche delle tre diverse tipologie e sia per i metodi di trasmissione. Si sente, purtroppo, la mancanza di una distinzione netta tra virus, batteri e prioni, nonché delle informazioni che possano rendere più vivo e interattivo il mondo di gioco, troppo relegato a essere quasi un tabellone di un gioco da tavolo che un ambiente vivo e dinamico. Se avete giocato a Plague Inc: Evolved, nominato già all’inizio dell’articolo non a caso, non troverete qui differenze tra collegamenti via terra, via mare o via cielo, né informazioni che determinino come il clima o la fauna possano incidere sulla malattia. E questo è un po’ un peccato ma non c’è da dimenticare che anche lì si ebbe un periodo di accesso anticipato, durato un paio d’anni, prima di giungere al risultato finale come lo conosciamo noi.

– Strategico dalle meccaniche piuttosto semplici
– Salvare il mondo dà sempre soddisfazione, no?




Quarantine sbarca su Steam con l’etichetta azzurra di chi ancora non è pronto, e non per caso. Fortunatamente si intravede già qualche buona idea, in un mix di elementi noti a quel pizzico di novità che è sempre necessario, ma sarà il tempo a stabilire se sarà un percorso più o meno glorioso. Ad oggi è evidente che gli sviluppatori hanno cercato di concentrarsi su una base solida e meccaniche semplici, il motore su cui tutto il resto dovrà adagiarsi come tanti piccoli ingranaggi affinché tutto il meccanismo giri a dovere. Il problema è che manca proprio quel contorno che ne arricchisce la sostanza, tuttavia le possibilità sono tantissime ed è difficile vedere oggi un vero e proprio limite, per cui non ci resta che attendere nuovi e – si spera – interessanti sviluppi, che troverete sicuramente sempre qui su SpazioGames.