Kirby Air Ride

By |13/03/2004|Categories: Recensione|Tags: |

Il ritorno dell’aspirapolvere rosa
I corsi e ricorsi storici che interessano anche il mondo dei videogiochi, nonché la mai sopita tendenza a riportarne in auge, opportunamente riveduti e corretti, i personaggi più simpatici o carismatici, hanno fatto in modo che anche Kirby, il simpatico batuffolo rosa apparso per la prima volta nel lontano 1992, potesse tornare protagonista.
Dopo il recente Kirby: Nightmare in Dream Land per GBA, eccolo dunque di nuovo in pista, e non si tratta soltanto di un gioco di parole…

Semplice come bere un bicchier d’acqua
Se volessimo riassumere in una parola la caratteristica fondamentale di Kirby Air Ride non avremmo dubbi: è la semplicità. Utilizzando un paragone forse un po’ irriverente potremmo dire che il titolo di Hal Laboratory è una versione edulcorata e appunto estremamente semplificata di Mario Kart: Double Dash!! e F-Zero GX.
Questo fatto si evince non solo dalla struttura del gioco di cui tra breve renderemo conto, ma soprattutto dal sistema di controllo implementato. Sono infatti necessari solamente lo stick analogico e il tasto A per compiere tutte le azioni di cui abbiamo bisogno (accelerare, frenare e usare i diversi power up). Se questa soluzione si dimostra perfetta per l’utente più giovane che vuole un titolo immediato e godibile da subito è però altrettanto vero che il giocatore più esperto ed esigente sentirà la mancanza di qualche comando in più, in modo particolare dei freni laterali che tanto abbiamo imparato ad apprezzare nei due capolavori di cui sopra.

Tra gioco di corse e party game
Ad un primo sguardo, diciamo pure un po’ superficiale, KIrby Air Ride potrebbe apparire come l’ennesimo gioco di corse, ma non è così. Sotto la maschera, infatti, il gioco di Hal Laboratoriy nasconde una seconda natura che lo avvicina di più al party game e ciò risulta evidente dalla modalità in cui si articola, Air Ride, Top Ride, City Trial, che trovano la loro massima espressione proprio nel multiplayer.
Nella prima di queste il giocatore non deve fare altro che selezionare il proprio veicolo-stella e gareggiare contro altri avversari cercando di giungere per primo al traguardo. Niente di nuovo, se non fosse per la possibilità di “aspirare” letteralmente i nemici per poi entrare in possesso delle loro abilità e utilizzarle a mo’ di arma. Potrà capitare, ad esempio, di trasformarsi in uno strano pennuto e volare così per un determinato lasso di tempo, ma anche di indossare un berretto verde e brandire la spada come il famoso eroe della leggenda (qualcuno ha detto Zelda?). Senza dimenticare ovviamente la possibilità di congelare o incenerire i malcapitati di turno piuttosto che trasformarci in un vero e proprio tornado.
Ogni volta che completeremo una missione di gioco coloreremo un quadratino su un’apposita griglia denominata Checklist sbloccando così ulteriori nuove missioni o veicoli. Ne sono infatti presenti di diverso tipo, ciascuno caratterizzato da parametri differenti inerenti la velocità, la resistenza e la maneggevolezza. Resta però qualche dubbio sull’effettiva utilità di qualcuno di questi mezzi che pare essere stato introdotto solo per dare un tocco di originalità in più piuttosto che influire in maniera concreta e diretta sulla giocabilità, ma tant’è.
Nella modalità Top Ride, invece, faremo un salto nel passato e ci ritroveremo ad affrontare delle gare ambientate su piste bidimensionali con visuale dall’alto. Urti, scossoni e numerosi power up garantiscono un buon livello di divertimento ma, a onor del vero, va detto che la confusione regna sovrana e il sistema di controllo, paradossalmente, non si rivela certo impeccabile.
Abbiamo infine la modalità City Trial nella quale il giocatore potrà liberamente gironzolare per una città raccogliendo power up, cambiando veicolo per trovarne uno più adatto alle sue esigenze, fino al momento in cui inizierà una gara nella quale dovrà sconfiggere gli avversari in prove di velocità piuttosto che in combattimenti all’interno di arene.

Grafica e sonoro
L’universo in cui sono ambientate le peripezie di Kirby si distingue non solo per la grafica colorata e “pacioccosa” e gli ottimi effetti luce, ma soprattutto per un frame-rate solido che non mostra incertezze di sorta neppure nelle situazioni più caotiche. Le texture sono di buona qualità, con netta predominanza delle tinte pastello, ma il numero di poligoni su schermo non è mai troppo elevato. Dove il gioco riesce a recuperare qualche punto è nel design delle piste che propongono soluzioni di fantasia in perfetta armonia con la filosofia del titolo.
Il sonoro è discreto, con effetti nella norma che non brillano certo per originalità, ma musiche tutte sommato gradevoli e caratterizzate da una buona varietà.

Longevità
Tre differenti modalità, la possibilità di giocare in multiplayer con altri tre amici utilizzando lo split-screen o collegando due o più GameCube in Lan e la Checklist da completare per sbloccare tutte le missioni segrete del gioco garantiscono un discreto livello di giocabilità. Purché il gioco sia affrontato con lo spirito giusto.


-Fluidità costante
-Palette di colori adeguata
-Simpatia del protagonista


-Sistema di controllo insoddisfacente
-Poco adatto all’utente più esigente


6.5

Se da un punto di vista squisitamente tecnico Kirby Air Ride, pur non raggiungendo i livelli di Mario Kart: Double Dash!! e F-Zero GX, dimostra di essere un prodotto valido è altrettanto vero che il giocatore abituato ai due titoli appena citati non troverà un livello di sfida adeguato alle proprie aspettative. Il sistema di controllo, del resto, è sì semplice e immediato, ma non soddisfa del tutto l’utente amante delle gare più tecniche e impegnative. Kirby Air Ride, quindi, è un racing game che, per essere giudicato, deve essere interpretato in maniera corretta: ideale per un pubblico giovane (se non giovanissimo), ma poco adatto a un’utenza matura.