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Fantasy Life

Difficile inventare qualcosa nell’odierno mercato videoludico. Non impossibile, di sicuro, ma pur essendo un medium relativamente giovane, quello videoludico è sempre stato vorace, bisognoso, più di altri, di novità continue, stravolgimenti dello status quo e rivoluzioni copernicane.
Forse è anche per questa difficoltà nel proporre qualcosa di completamente nuovo che, nell’ultimo lustro, si è assistito al dilagare del fenomeno “ibridazione”, per il quale generi videoludici apparentemente distanti e distinti si sono invece fusi, generando, spesso, riuscitissimi Frankenstein ludici. Fantasy Life è sicuramente uno di questi.

Piattaforma:
3DS
Genere:
gioco-di-ruolo
Data di uscita:
Sviluppatore:
Level 5
Distributore:

Calderone di idee
Dopo una quindicina di ore nel mondo creato da Level 5 (non senza il formidabile apporto della matita di Yoshitaka Amano e della bacchetta di Nobuo Uematsu), mi sono fatto un’idea già abbastanza consistente della qualità generale di questo peculiare incrocio tra un gioco di ruolo e una simulazione, pur avendo scalfito solamente la superficie.
Nintendo, editore del gioco tanto in oriente quanto in occidente, c’è e si sente: non è fuori luogo paragonare Fantasy Life a giochi come Tomodachi Life o Animal Crossing, ma, nel farlo, si rischierebbe di tralasciare tutta la componente ruolistica del titolo, che, pur lontana dai paradigmi più classici del genere (chi ha detto Final Fantasy e Dragon Quest?), ispessisce l’esperienza di gioco e le dona la profondità e la longevità che forse fanno difetto a produzioni più leggere, come le summenzionate a marchio Nintendo.
In fondo, soprattutto se la vostra scelta iniziale dovesse cadere su classi come il Paladino o il Mercenario, Fantasy Life si lascerebbe giocare non troppo diversamente da qualsiasi altro action rpg di matrice giapponese uscito sul mercato nell’ultimo periodo.
Eppure, c’è di più: la possibilità di arredare la vostra inizialmente umile dimora, pur senza la varietà vista in Animal Crossing, è assai gradita, come lo sono i numerosi minigiochi che accompagnano i mestieri apparentemente meno entusiasmanti, come il Sarto o il Cuoco.
Ancor di più, almeno per le prime ore, lo è il passare da un lavoro all’altro a piacimento, spezzando il ritmo e creandosi un’avventura con le proprie mani.

L’arte degli antichi mestieri
Se mi aveste detto che mi sarei divertito a cucire con un 3DS in mano vi avrei dato dei matti: eppure è ciò che è successo già numerose volte durante le prime fasi della campagna, e lo stesso si può dire per i mestieri di Fabbro, Minatore, Boscaiolo.
La formula che consente di mantenere le abilità imparate indipendentemente dal mestiere corrente, poi, favorisce la creazione di personaggi assolutamente unici, che, complice un editor tra i più completi mai visti in ambito portatile, rende ogni partita diversa dalle altre, e ogni personaggio consistentemente differente da quello dei nostri amici.
Questi ultimi, per la cronaca, potranno unirsi a noi nella modalità multigiocatore, che, per ovvie ragioni (il titolo uscirà in versione retail solo il prossimo 26 settembre), non ho avuto modo di testare direttamente. Di certo, però, considerata la buona varietà di missioni per ogni mestiere, il buon numero di mestieri diversi e la grandezza del mondo di Reveria, ambientazione del gioco, i contenuti non mancheranno.
Echi di Tomodachi Life si avvertono nei buffi dialoghi con i personaggi non giocanti, nella scelta improbabile dei nomi propri per comprimari e locazioni (Castele per una città dotata di castello e Gattilde per una gatta parlante) e nell’atmosfera rilassata e sognante, come se nulla di brutto possa davvero succedere a schermo.
Level 5 e Nintendo sembrano essere riusciti con la consueta maestria a creare un mondo comodo tanto per i più giovani quanto per i vecchi volponi dei giochi di ruolo, cui Fantasy Life strapperà più di un sorriso.

Bellino
Nonostante una direzione artistica adorabile, l’aspetto tecnico è forse il meno convincente, complici le limitazioni hardware di 3DS e la necessità di infilare in una sola cartuccia un intero universo di gioco, denso di personaggi secondari, sottomissioni e luoghi da visitare.
Il tratto e la tavolozza di colori riescono comunque a sopperire ad una conta poligonale abbastanza risicata, e non mi sono mai trovato, finora, dinanzi a scorci brutti da vedere o a storture tali da minare l’esperienza di gioco, anzi: come spesso successo sulla console portatile della grande N, Fantasy Life rappresenta un’ulteriore dimostrazione di come un design di qualità riesca a rendere gradevole anche una costruzione poligonale limitata.
Sfrutterò le settimane rimanenti per immergermi ancora più a lungo nel mondo di Reveria, e vi aspetto tutti per la recensione al day one. Stay tuned!

– Accessibile ma mai banale
– Grande quantità di contenuti
– Simulazione e gdr fusi insieme




Pochi (ma buoni) hanno gioito all’annuncio della localizzazione occidentale di Fantasy Life, forse per lo scarso marketing che ne ha fin qui accompagnato la fase pre-lancio, forse perché il tratto infantile e colorato potrebbe trarre in inganno i più navigati.
Personalmente, mi sto trovando tra le mani il prodotto curato e rilassante che mi aspettavo, che sta riuscendo a divertirmi anche quando provo a cimentarmi nei mestieri che apparentemente meno si sposavano con una fruizione ludica.
Ci aggiorniamo per la review qui sulle pagine di Spaziogames.