Recensione 4 min

F1 Championship Season 2000

In effetti, la prima nota negativa che dobbiamo rilevare consiste proprio nella presenza delle scuderie, dei piloti e degli sponsor appartenenti alla stagione 2000. Certamente questo fatto non può influire in maniera determinante sulla valutazione globale del titolo, però gli appassionati più intransigenti potrebbero non gradire il mancato aggiornamento alla stagione in corso.
Fatta questa doverosa premessa iniziamo subito ad analizzare il menù delle opzioni che, come sempre, rappresenta il fiore all’occhiello di ogni titolo EA che si rispetti, presentando un ricco ventaglio di scelte possibili per accontentare i palati più diversi.
Dopo uno spettacolare filmato iniziale potremo, infatti, decidere subito se affrontare una Gara Veloce tanto per prendere confidenza con il sistema di controllo del gioco, gareggiare in modalità Multigiocatore grazie allo split-screen (magari con altri tre amici previo utilizzo del multitap), oppure accedere ad un’ulteriore schermata che ci introdurrà nel “cuore” di questo titolo, dove ci sarà la possibilità di decidere se affrontare un Gran Premio Singolo, un Campionato Personalizzato oppure un Campionato Completo.
Per quanto riguarda la Gara Veloce non c’è molto da dire se non che quest’opzione manifesta una spiccata tendenza arcade piuttosto che simulativa. La macchina pare incollata alla pista e le sterzate brusche raramente causano dei problemi di stabilità ed aderenza. Se poi questo sia un pregio o un difetto, lo lasciamo agli altri da giudicare…
Ma veniamo alle modalità che presentano i maggiori motivi d’interesse. Nella modalità Gran Premio Singolo parteciperemo ad un week-end completo di gara, affrontando sessioni di pratica, qualificazioni, warm-up e, finalmente la gara stessa. Selezionando Campionato Completo prenderemo parte ad una stagione completa costituita da 17 Gran Premi, mentre grazie all’opzione Campionato Personalizzato potremo creare il nostro campionato ideale, impostando il numero di gare e l’ordine in cui affrontare i diversi tracciati.
Qualunque sia la nostra scelta, dopo aver selezionato il team ed il pilota che più ci aggradano, dovremo impostare diversi parametri riguardanti il livello più o meno simulativo che vogliamo dare al gioco.
Come al solito, oltre al grado di difficoltà, alla durata delle singole gare ed alle condizioni atmosferiche ci sarà l’opportunità di abilitare o disabilitare diversi aiuti alla guida che consentiranno anche ai meno esperti di affrontare i circuiti senza eccessivi problemi. In particolare potremo decidere il livello di entità dei danni derivanti da urti con barriere o altri piloti, il consumo di carburante, l’usura delle gomme, l’attivazione o meno di penalità che possono essere comminate per aver tagliato, ad esempio, una curva o essere entrato nella corsia box ad una velocità superiore a quella consentita e così via.
Un’importanza particolare la riveste il consumo di carburante, perché è una variabile che influenzerà in maniera decisiva la nostra strategia di gara. A seconda della quantità di carburante imbarcata a bordo della nostra vettura dovremo, infatti, stabilire quante soste ai box saranno necessarie per fare rifornimento.
La parte più spiccatamente simulativa di F1 Championship Season 2000 risiede, invece, nelle varie opzioni riguardanti la messa a punto del nostro bolide. Anche qui, per favorire una graduale curva di apprendimento, sono previsti tre diversi livelli in base ai quali preparare la vettura in modo progressivamente più approfondito.
Ogni intervento su ognuno dei parametri mesi a disposizione influirà in maniera più o meno evidente sul comportamento e sulle prestazioni in gare.Tra le varie voci su cui possiamo intervenire possiamo citare la scelta delle gomme, la loro pressione, la lunghezza delle marce del cambio, la rigidità delle sospensioni, il bilanciamento dei freni, opzioni queste che saranno più o meno disponibili a seconda del livello opzionato.
Visto l’ambio spettro di scelte che possiamo compiere sarebbe lecito aspettarsi un modello di guida molto evoluto e sofisticato, in grado di riproporre sullo schermo il comportamento reale di una vettura di Formula 1, ma purtroppo non è così.
Chi è abituato a giocare a Gran Prix 3 per PC o a F 355 per Dreamcast si renderà immediatamente conto come la fisica del titolo di EA sia, quantomeno, approssimativa.
Le vetture risultano troppo facilmente controllabili e presentano un livello di aderenza eccessivo che poco si accorda con il “nervosismo” caratteristico dei bolidi di Formula 1.
Pressioni brusche sul pedale (o meglio, sul tasto) dell’acceleratore non causano alcuno sbandamento e le uscite di piste non rappresentano per niente un problema, neppure per i meno esperti.
Fortunatamente il gioco si riscatta un po’ a livello grafico, pur non facendo gridare al miracolo. Le macchine, ricreate con la supervisione di un ex progettista di Formula 1, sono ben realizzate, così come i circuiti. Possiamo, in particolare, porre l’accento sul buon livello generale di dettaglio raggiunto grazie al supporto tecnico dei team Arrows e Benetton che trova il suo apice nella realizzazione della sosta ai box. Qui troveremo, infatti, una squadra composta da ben 22 uomini (presenti contemporaneamente sullo schermo!) interamente digitalizzati grazie alle più moderne tecniche di motion-capture.
Peccati che rallentamenti e scatti abbastanza frequenti rovinino un lavoro cosmetico più che buono.
Per quanto riguarda il comparto sonoro ci attestiamo anche qui a buoni livelli. Il “canto” dei motori si fa apprezzare, soprattutto nelle fasi di brusca decelerazione con scalate molto veloci. Apprezzabile pure il commento di Ivan Capelli che regala un tocco particolare ad ogni gara, con interessanti aneddoti riguardanti le diverse piste.

Piattaforma:
PS2
Sviluppatore:
interno
Distributore:
CTO







7.8

In conclusione F1 Championship Season 2000 si presenta come un prodotto buono ma non eccellente, a metà strada tra la pura simulazione e l’arcade, nonostante la presenza di tutte quelle variabili che dovrebbero fare la felicità dei piloti “virtuali” più esperti. Una maggiore cura nella realizzazione del modello di guida, poco aderente al reale comportamento di una vettura da Formula 1, avrebbe potuto far compiere a questo titolo un salto di qualità che purtroppo non c’è stato.