Xenon Racer Recensione, gare arcade a suon di Xenon

Tra passato e futuro del racing in Xenon Racer

Recensione
A cura di Matteo Bussani - 25 Marzo 2019 - 14:35

Quando le corse si fanno futuristiche cambia tutto. Il driving-system arcade, frutto dell’immaginazione di un team di sviluppo, cerca di puntare alla massima resa della velocità, e costruisce meccaniche alternative per giustificare la percorrenza di curve impossibili a tavoletta e la ripetizione di turbo-boost violenti che fanno scalare le posizioni di gara nel giro di pochi secondi. Xenon Racer mette in pista tutto questo, per la precisione nell’anno 2030, momento che nella finzione del titolo definirà il definitivo taglio alle corse su ruote. Non saremo chiamati a gareggiare su veicoli volanti, però, ma proprio nell’ultimo campionato legato alla tradizione, nella conclusiva celebrazione di un’intera epoca automobilistica che lega a doppio filo copertoni e asfalto.

Xenon Racer

Un futuro tutto da scoprire

Ovviamente questo è solo un punto di contatto con il passato, visto che le città in Xenon Racer sono una reinterpretazione futuristica di quelle attuali. Nuovi palazzi si ergono a fianco a quelli storici, il design filante delle architetture fa il paio con i colori metallici delle strutture che accolgono le tantissime luci al neon che dominano la resa cromatica dei circuiti. Per non parlare delle vernici opalescenti delle auto che si combinano uno spettacolo pirotecnico di colori sgargianti.

L’ambientazione, frutto del team italiano 3dClouds da cui abbiamo ricevuto anche All Star Fruit Racing, è ambiziosa quanto il progetto che hanno messo in cantiere sul fronte contenutistico e tecnico. Immaginatevi un titolo ludicamente valido, a cui si aggiungono solide feature aggiuntive e la presenza fin dal lancio su tutte le piattaforme più importanti del mercato, ogni versione uguale contenutisticamente all’altra.
Considerando che team ben più blasonati non riescono spesso a portare al lancio tutti questi elementi, non possiamo che fare i complimenti all’azienda nostrana per essere riuscita nell’impresa.
Partiamo dunque con i migliori auspici nell’affrontare le piste di Xenon Racer, l’arcade racing tricolore, completamente Made in Italy.

FullScreen

Auto in carriera

La prima modalità di cui facciamo la conoscenza, subito dopo aver affrontato il tutorial che ci illustra il driving system, è la Carriera. Il campionato è diviso in 18 appuntamenti a sua volta divisi in più gare, ma al contrario dei campionati a cui siamo abituati nell’avanzamento ci sono dei bivi. Essi portano il giocatore a dover scegliere fra gare di location differenti. In questa maniera il percorso di ogni singolo giocatore sarà in parte differente, e ognuno potrà scegliere secondo le sue preferenze. Nelle gare, come tradizione in molti arcade, si parte ultimi e bisogna recuperare fino alla prima posizione, sfruttando tutti i mezzi a disposizione. Oltre alla velocità pura, in Xenon Racer è necessario guidare in maniera pulita oppure cercando di portare fuori pista gli avversari. La condizione dell’auto può scendere da 100 a 0, e in questo caso si finirebbe con l’auto distrutta e del tempo perso a ripristinare il veicolo.

Se l’inizio del gioco vi potrà apparire fin troppo facile, pur scegliendo il livello massimo di difficoltà, non è così per le fasi successive, dove gli avversari diventano man mano dei veri ossi duri. A seconda del circuito bisogna poi stare veramente attenti al veicolo scelto.

Le auto più veloci hanno davvero tantissimi problemi a rimanere in pista, mentre quelle dal controllo migliore vengono sverniciate in rettilineo dalle altre. La via di mezzo è consigliata solo nelle fasi iniziali, visto che non riesce a eccellere in quasi nessun circuito. Questo discorso può essere in parte messo da parte con la versione “base” delle auto, ma diventa fondamentale con quelle performance, che estremizzano ancora di più gli effetti delle proprie caratteristiche tecniche.

Il sistema di guida si basa sul concetto di derapata guidata. Essa non è continuata, ma per ogni cambio di direzione dev’essere attivata con un tap sull’acceleratore o sul freno mentre si è intrapresa la svolta. Non è immediato controllare il veicolo e l’automatismo della “doppietta” dev’essere compreso per essere padroneggiato, anche se dopo qualche ora di gioco contribuisce a un controllo preciso del mezzo ed è frutto di grande soddisfazione. I boost con le ricariche di Xenon sparse per la pista danno modo di ricaricare velocemente le tre barre del turbo del veicolo, che altrimenti si riempiono lentamente curva dopo curva.

SplitScreen

C’è molto altro

Oltre alla modalità carriera troviamo anche una modalità EDGE, che amplia a dismisura il fattore longevità. All’interno di questa sezione si accede a partite a tempo e a checkpoint, oltre a quelle ad eleminazione. Allo stesso modo dal menù possiamo accedere al multigiocatore online e locale in split-screen. Online la conta dei giocatori arriva a un totale di 8, mentre in split-screen a un massimo di 2. Nell’ultimo caso il dettaglio si riduce in maniera importante, ma viene mantenuta prioritaria la fluidità in partita. Considerate che in ogni caso esiste un sistema di Leaderboards globale che permetterà a tutti di confrontare i propri tempi con quelli della community che sembra già più che agguerrita a competere in sfide all’ultimo millisecondo.

Completando partite e modalità, si vanno a sbloccare pezzi e veicoli dal listino, che non sono quindi legati alla campagna, ma dipendono dalla progressione del giocatore in generale e che lo invitano a provare un po’ tutta l’offerta di gioco, che non è di certo limitata, pur avendo potuto ambire al lancio a qualcosina in più.
7 ambientazioni, 40 circuiti e 16 veicoli, tutti destinati ad aumentare nel periodo di vita del gioco, che già ora prevede una parabola di lancio con DLC e nuovi contenuti gratuiti e a pagamento.

Testa a testa

Dopo pochi giorni dall’ultima prova torniamo sul discorso tecnico confermando un buon lavoro svolto da parte del team. La resa grafica del gioco, e la fluidità su PC (con le specifiche riportate qua di seguito) sono stati ben più che sufficienti con rari inciampi nei tracciati notturni. I modelli delle auto e l’illuminazione danno corpo a una scena automobilistica molto piacevole da vedere, soprattutto per l’esplosione di colori che debbono descrivere, anche se le ambientazioni non sono altrettanto dettagliate. Non abbiamo riscontrato bug di sorta durante la nostra esperienza, senza crash: altro punto a favore dell’azienda italiana. A costo di ripeterci dall’anteprima, ribadiamo l’ottima realizzazione dei menù che replica il garage/appartamento in cui è custodita l’auto e che ad ogni scelta ci porta a scoprire una zona differente di esso, senza soluzione di continuità. Dettagli, sia chiaro, ma tutti che contribuiscono a dare peso a una produzione che può sicuramente distinguersi nell’attuale panorama di arcade racing. La scelta della soundtrack è in linea con il genere e sostiene la credibilità dell’atmosfera di gioco.

Specifiche Tecniche
CPU – i7 8700k
GPU – GeForce GTX 1070
Memoria – 32GB DDR4
Hard Disk: SSD 256 NVMe Samsung 960EVO

- Sistema di guida soddisfacente
- Solido
- Esalta un genere disperso
- Feature interessanti
- Qualche location in più non avrebbe guastato

7.8

Se l’Arcade Racing di vecchio stampo è stato offuscato da open-world e simulazione, predominanti nell’attuale generazione, fa  immenso piacere trovare un’azienda italiana rievocare proprio quelle atmosfere. Tra futuro e passato trova dunque posto il titolo di 3dClouds, Xenon Racer, che porta in dote elementi produttivi tipici di publisher ben più blasonati, assieme a un driving system solido e tecnico.
Si dà così il merito, sottolineandolo anch con il voto, non solo di aver creato un gioco estremamente divertente ed efficace, ma anche ben presentato e attento ai dettagli.




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