World of Warcraft: Battle for Azeroth, la guerra infuria nella recensione

Vi è una sorta di timore reverenziale quando di parla di World of Warcraft. Vuoi perché dal 2004 è un po’ il portabandiera di un genere, quello dei MMORPG, che con gli anni ha guadagnato sempre più proseliti, vuoi perché la qualità del titolo Blizzard è stata a malapena sfiorata dai maggiori concorrenti presenti sul mercato. E non parliamo certo di una questione legata alle semplicistiche specifiche tecniche di un gioco che non ha certo fatto del comparto grafico il suo punto di forza: parliamo infatti di tutta una serie di caratteristiche, legate il più delle volte alle meccaniche, in grado di creare reale assuefazione, tanto che al solo pronunciare l’acronimo “WOW” molti giocatori non possono non sentire un brivido scorrere lungo la loro schiena. Ora, a fronte di una quantità di espansioni realmente sorprendente (l’ultima delle quali, chiamata World of Warcraft: Legion, in grado di imporre tutta una serie di nuovi dettami all’interno dell’universo di gioco), il titolo Blizzard si appresta a mettere un ulteriore paletto, verso cui tutti – volente o nolente – dovranno confrontarsi. Parliamo di uno scenario del tutto inedito, con ben tre nuove razze giocabili, avversari ma visti prima, raid e un level cap aumentato a dismisura. Benvenuti, quindi, nel mondo di World of Warcraft: Battle for Azeroth. Orda e Alleanza non hanno ancora saldato del tutto i loro conti in sospeso. E noi siamo qui per questo.
La battaglia infuria
Abbiamo quindi deciso di prenderci circa un mese per dare modo ad Azeroth di entrarci nelle ossa, considerando che a conti fatti si tratta di un prodotto che va “vissuto” a tutti gli effetti, a differenza della pletora di titoli analoghi presenti sul mercato. E siamo altrettanto sicuri che molto arriverà poi, cosa questa che ci metterà nella posizione di scriverne ancora, nel corso dei prossimi mesi. Al momento, però, le nuove regioni di Zandalar e Kul Tiras ci hanno permesso di accumulare l’esperienza necessaria a poter dare un voto numerico a questa nuova espansione targata da Blizzard, tanto che il risultato ottenuto da Battle for Azeroth – disponibile dal 14 agosto – è andato decisamente oltre le nostre aspettative.
Può in ogni caso un MMORPG così “attempato” come World of Warcraft avere ancora qualcosa da dire, in un mercato ormai invaso da casual gaming e titoli di ogni sorta incentrati sul multiplayer online? Innanzitutto partiamo col dire che Azeroth è quasi un nuovo gioco, a tutti gli effetti. La cura e l’attenzione riposte nella realizzazione di questo add-on sono fuori scala, tanto che Blizzard ha forgiato un gioco di ruolo intriso di metallo, acciaio e passione, difficilmente attaccabile dai soliti bastian contrari. La nuova storia scritta per questa espansione prende il via subito dopo la fine delle vicende di Legion, con la spada di Sargeras conficcata sul pianeta e il sangue di Azeroth che comincia a sgorgare inesorabile, quasi fosse un miracolo divino. Ed è proprio l’Azerite il motivo per il quale Orda e Alleanza decideranno nuovamente di darsi battaglia, una sfida destinata a continuare negli anni sino a che gli animi dei guerrieri non verranno del tutto placati. Una volta scelta la fazione preferita (nel nostro caso, l’Orda), il mondo di gioco che ci si apre dinanzi ha del magico: Zandalar offre infatti un’ambientazione realmente sorprendente, dotata di un’estetica unica e in grado di unire lo stile mediorientale a quello decisamente più selvaggio dell’Africa Nera. Il tutto si tradurrà in una serie di scenari da esplorare decisamente lussureggianti e dotati di grande fascino.
Il tempo per goderci l’ambientazione sarà in ogni caso piuttosto breve, perlomeno all’inizio, visto che da subito ci renderemo conto come livellare – al meglio delle nostre possibilità – sarà un requisito pressoché fondamentale per non rimanere indietro. Il nuovo level-cap (da 110 a 120) darà al giocatore la possibilità di scegliere come affrontare le tre nuove zone esplorabili, infarcite di quest principali, dungeon da esplorare, spedizioni e molto altro ancora. World of Warcraft: Battle for Azeroth non è certo avaro in quanto a contenuti e questo lo si nota sin dalle prime ore di gioco, ore nelle quali faremo salire il livello d’esperienza del nostro personaggio a dismisura, tanta sarà la foga con cui ci lanceremo in battaglia.
Come prima cosa, dimenticate le cosiddette Artifact Weapon viste nel precedente Legion: le armi leggendarie sono infatti state sostituite da un medaglione di Azerite, potenziabile man mano che assorbiremo l’importante risorsa sparsa per il mondo di gioco e in grado di offrirci alcune abilità preimpostate (non prima di raggiungere il necessario livello d’esperienza, si intende).

Una mole di contenuti impressionante
Esteticamente molto ricercato
Una marea di sorprese in arrivo nei prossimi mesi


Alcuni problemi col sistema di controllo
Qualche bug qua e là


9.0

Battle for Azeroth non è una semplice espansione. Allo stato attuale delle cose si tratta di un reale motivo per i giocatori della vecchia guardia di tornare a investire il loro tempo in uno dei MMORPG più assuefacenti di sempre, mentre per tutti coloro che si avvicinano per la prima volta all’universo di WOW, si tratta forse del modo migliore e più completo per farlo. Dimenticate il precedente Legion: Blizzard ha fatto tesoro del feedback ricevuto in questi mesi dall’utenza, tanto che Azeroth è forse il miglior ritorno sulla scena che la serie di World of Warcraft poteva sperare di ricevere (senza considerare inoltre che l’avventura è appena cominciata, grazie alla mole di contenuti attesi nelle prossime settimane). La guerra tra Orda e Alleanza continua.