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Immagine di Voice of Cards: The Isle Dragon Roars, Yoko Taro si dà ai giochi di carte?

PROVATO

Voice of Cards: The Isle Dragon Roars, Yoko Taro si dà ai giochi di carte?

Voice of Cards si presenta come un JRPG mascherato da gioco da tavolo, tra luci ed ombre.

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Avatar di Nicolò Bicego

a cura di Nicolò Bicego

Redattore @SpazioGames

Pubblicato il 26/09/2021 alle 11:58
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  • Pro
    • Buon character design
    • Ottima colonna sonora
    • Divertente...
  • Contro
    • ... ma troppo semplice

Conclusioni Finali di SpazioGames

Voice of Cards: The Isle Dragon Roars è molto diverso da quello che ci saremmo inizialmente aspettati. L'aspetto di gioco da tavolo non influisce sul gameplay, che risulta essere quello di un classico JRPG senza troppi fronzoli. Questa eccessiva semplicità potrebbe penalizzare il gioco nel lungo periodo, ma non escludiamo che l'avventura finale possa nascondere ulteriori sorprese. Staremo a vedere: per adesso, il gioco ci ha lasciato diversi dubbi che speriamo di vedere risolti.

Disponibile su: PC, PS4, SWITCH

Informazioni sul prodotto

Leggere il nome di Yoko Taro nello staff di un qualsiasi progetto sorbisce ormai un effetto simile a quello di leggere il nome di Kojima. Nel giro di uno schiocco di dita, l’interesse si accende improvvisamente, mentre nella nostra testa si accavallano ipotesi sulle follie narrative e ludiche che i game designer potrebbero avere nascosto nella loro ultima fatica.

Questo pattern si è ripetuto anche con Voice of Cards: The Isle Dragon Roars, titolo di Square-Enix in arrivo il 28 ottobre su PlayStation 4 (ovviamente sarà compatibile anche con PlayStation 5), Nintendo Switch e PC. Abbandonato (per ora) il mondo di Drakengard e Nier, Yoko Taro e altri veterani ci propongono un peculiare accoppiamento di gioco di ruolo e gioco di carte.

Abbiamo testato a fondo la demo, già disponibile su tutte le piattaforme, e siamo pronti a dirvi le nostre prime impressioni.

Prima dell’avventura degli eroi

In apertura vi abbiamo accennato che Voice of Cards si ispira al mondo dei giochi di carte. Questo è vero per ogni aspetto del gioco, a partire dalla storia, che ci viene raccontata attraverso carte da gioco, accompagnate dalla voce di un misterioso Narratore che, di tanto in tanto, interverrà nella trama, rompendo fin dall’inizio la quarta parete.

Guarda su

La storia si apre a Castello Primo, dove la Regina Nevia convoca tre cavalieri, appartenenti alla cosiddetta Congrega Bianca. Questi tre eroi sono i protagonisti della nostra demo: Candia, la più giovane e la leader del gruppo, Blan, muscoloso guerriero dalla forza sovrumana, e Avori, un mago.

A loro la regina affida un compito pericoloso, che persino le sue guardie non sono stato in grado di portare a termine: riportare al castello il tesoro reale, che qualcuno ha rubato. La prima missione dei tre, dunque, sarà capire chi sia il colpevole e perché abbia commesso il furto. Dovranno anche capire, però, che cosa sia effettivamente il tesoro reale, perché la Regina Nevia sembra voler glissare sull’argomento.

Voice of Cards ci presenta tutta la storia attraverso l'utilizzo di carte da gioco.
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La porzione di storia che abbiamo visto nella demo dovrebbe funzionare sostanzialmente da prologo per quello che vedremo poi nell’avventura completa, dunque è impossibile esprimersi sulla qualità dell’intreccio narrativo.

Per il momento, la storia sembra piuttosto semplice e lineare, basata su archetipi popolari nella letteratura fantastica; tuttavia, sappiamo bene che con Yoko Taro tutto potrebbe essere sovvertito da un momento all’altro (pensiamo soltanto all'indimenticabile Nier Automata), dunque non ci stupirebbe scoprire che questo set-up serve proprio a creare delle aspettative che saranno poi prontamente stravolte.

La direzione artistica, invece, ci ha convinti fin da subito, soprattutto per quanto riguarda il character design, davvero ottimo. L’utilizzo delle carte per rappresentare tutte le situazioni di gioco, sebbene non una novità assoluta, dona a Voice of Cards quel tocco di originalità in più che non fa mai male in generi già molto affollati. Certo, questa scelta ha un prezzo, e non tutti potrebbero apprezzarne le conseguenze.

Leggi anche Nier Replicant ver.1.22474487139... | Recensione - Più di un remaster?

L’avventura si presenta infatti come un vero e proprio gioco da tavolo, con le carte a fare da scenario. Scordatevi, dunque, di vedere ambientazioni mozzafiato come quelle a cui ci hanno abituato altri titoli dell’autore.

Ad accompagnare l’ottimo comparto estetico c’è la colonna sonora di Keiichi Okabe, che fin da questa prima ora di gioco ci ha già convinti senza troppi sforzi. Siamo curiosi di sentire il resto delle tracce, ma non dubitiamo che il comparto audio sarà uno dei fiori all’occhiello di Voice of Cards.

Talvolta verremo posti di fronte ad alcune scelte, che nella demo però sembrano avere poco peso.
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Un JRPG travestito da gioco di carte

Veniamo quindi al gameplay. Voice of Cards, lo abbiamo accennato, si gioca come un vero e proprio gioco da tavolo. Dovremo muovere i nostri eroi, rappresentati da una pedina, sulle varie carte di gioco, che rappresentano ambientazioni, negozi, personaggi e via dicendo.

Le carte dal bordo dorato, invece, rappresentano quelle che faranno avanzare la storia del gioco, lasciando spazio ad un filmato raccontato sempre attraverso le carte. Il fatto che Voice of Cards puntasse molto sull’aspetto “gioco da tavolo” ci ha fatto pensare che le carte avrebbero giocato un ruolo fondamentale nel battle system. Ci aspettavamo, quindi, meccaniche di deck-building o, quantomeno, di affrontare le battaglie come se ci trovassimo in un gioco di carte.

E invece no: l’aspetto da gioco di carte è soltanto questo, un aspetto. Il gioco, anche nelle battaglie, si gioca come un JRPG piuttosto classico.

Quando si entra in battaglia, alleati e nemici vengono visualizzati, ovviamente, come carte da gioco. Il sistema di combattimento funziona a turni: possiamo scegliere l’azione da far compiere al personaggio attivo scegliendo tra tre carte/azioni, dopodiché toccherà al personaggio successivo.

Sostanzialmente, è come giocare ad un classicissimo JRPG a turni, senza troppi fronzoli. Per quello che abbiamo visto, infatti, il battle system di Voice of Cards è abbastanza semplice, quasi basilare. Ci sono a disposizione carte di attacco, di difesa ed oggetti da usare, oltre a debolezze da sfruttare. La stessa semplicità riguarda anche la personalizzazione dei personaggi: visitando un negozio d’armi, possiamo acquistare nuovi oggetti per i nostri tre eroi. Ed anche in questo caso le scelte da fare sono abbastanza ovvie: lo spadone andrà al guerriero, il bastone al mago, e così via, senza particolari elementi di profondità.

Il sistema di combattimento è piuttosto semplice nella sua struttura.
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Dobbiamo ammettere che questi aspetti del gioco ci hanno lasciati piuttosto dubbiosi. Sia chiaro, il gameplay funziona, e ci siamo divertiti per tutta la durata della demo. Si tratta però, appunto, di una demo; un gameplay così semplice potrebbe stonare in un’avventura completa.

Staremo a vedere, quindi, se Voice of Cards saprà stupirci con meccaniche e fasi di gioco non presenti in questo primo assaggio. In questa demo, peraltro, abbiamo anche potuto vedere alcune delle attività extra che saranno presenti nel gioco.

Sebbene la storia sia piuttosto lineare, almeno per il momento (tolta qualche scelta di dialogo che però sembra essere poco influente), esplorare tutte le carte/location presenti sul tavolo ci permetterà di sbloccare le storie di tutti gli NPC presenti sulla mappa. Queste brevi storie, che troveremo in un apposito menù, ci daranno modo di “dare un volto” anche a personaggi che normalmente sarebbero solo comparse, come ai venditori o ai cittadini della città. Certo, si tratta di poche righe, ma a dire il vero abbiamo apprezzato quest’idea per la sua particolarità – ci ha fatto sentire più “vivo” il mondo di gioco, in qualche modo.

Esplorando abbiamo trovato anche un vero e proprio mini-gioco. Si tratta di un gioco di carte dalle meccaniche piuttosto semplici, che una volta sbloccato diventa accessibile anche dal menù principale di Voice of Cards. Dopo la prima partita, peraltro, si sblocca anche la possibilità di giocare con regole diverse, dunque ci aspettiamo che nella versione definitiva troveremo anche altre varianti di questo piccolo svago (e magari anche altri mini-giochi che diano respiro alla formula, chi può dirlo).

Tirando le somme, per adesso Voice of Cards ha destato il nostro interesse ma ha al contempo lasciato molte ombre, soprattutto per quanto riguarda il gameplay, che ci è apparso troppo semplice e basilare. Staremo a vedere se ci saranno delle sorprese ad aspettarci nella versione finale o se, invece, i nostri timori di un’avventura poco intrigante saranno confermati.

Se siete appassionati delle opere di Yoko Taro, vi consigliamo di recuperare l'ultimo Nier: Replicant ad un ottimo prezzo.

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