Recensione 4 min

Utawarerumono Zan, la Visual Novel che diventa Musou – Recensione

La serie di Aquaplus prova a cambiare pelle, ma con non poche difficolta'

Utawarerumono è un nome che, oltre a possedere una pronuncia difficile per noi italofoni, con molta probabilità vi dirà poco e nulla. Si tratta di una saga che fonde tactical RPG e visual novel, riponendo quindi grande attenzione sulla narrazione della trama. Anche se di nicchia, il gioco ha comunque la sua discreta schiera di appassionati, tanto da convincere Tamsoft (già autrice di adattamenti simili per le serie Senran Kagura e Neptunia) a trasformarlo in un Musou. Questo processo di cambio pelle ha però riscontrato non poche difficoltà sul suo percorso.

Magie e maschere

Utawarerumono Zan

Piattaforma:
PS4
Genere:
azione
Data di uscita:

Il gioco segue solo gli avvenimenti del primo titolo della serie, Mask of Deception: una scelta che ha portato ad inevitabili sacrifici a livello di gameplay, dato che molti nemici e battaglie che sarebbero stati ideali per un musou appaiono solo in Mask of Truth, il secondo capitolo, mentre qui diversi personaggi vengono unicamente accennati. Anche Zan cerca di mantenere lo spirito ibrido della serie, con una modalità storia divisa a metà tra capitoli effettivamente giocabili ed altri unicamente narrati in stile visual novel, ma con modelli 3D. Purtroppo non riteniamo sia una scelta che abbia pagato, dato l’enorme (ed inevitabile) taglio che gli sviluppatori hanno dovuto fare alla trama del titolo: a causa di ciò, la modalità storia presenta solo diversi capitoli tutti appiccicati e non riesce ad interessare adeguatamente i giocatori. Un fan apprezzerà comunque il rifacimento di determinate scene chiave, ma ad un giocatore che si avvicina alla serie per la prima volta difficilmente rimarranno impresse.

L’unione fa la forza, o quasi

In battaglia potremo portare fino a 4 personaggi sui 12 disponibili: tutti i personaggi giocabili hanno caratteristiche che li rendono unici ed è importante capire cercare di avere personaggi per ogni ruolo, così da potersi adattare velocemente alle missioni proposte. Se un alleato cade in battaglia, avremo un tempo limitato per poterlo salvare e rimettere in piedi, pena la perdita di una vita (ma che rimetterà comunque in piedi l’alleato automaticamente); perdendo tutte quante le vite extra andremo incontro ad un game over. Portarsi tutti e 4 i personaggi non è obbligatorio, ma garantisce l’accesso a questi tentativi extra; dovremo però fare i conti con una IA non ottimale, che spesso non capisce quando è il momento di mettersi al sicuro per non finire al tappeto.

Potremo anche migliorare caratteristiche dei nostri personaggi dopo aver ottenuto punti bonus, da distribuire nelle varie statistiche. Per potere ottenere invece equipaggiamenti e sigilli, dovremo spendere le nostre monete tentando la fortuna per equipaggiamenti rari. I sigilli sono in grado di potenziare alcune nostre caratteristiche e possono essere potenziati combattendo con essi il più possibile, ma potremo portarne solo uno alla volta. Dovremo quindi valutare attentamente quali bonus sono più congeniali per il livello che stiamo per affrontare ed i personaggi selezionati (ad esempio, il sigillo di Fuoco migliora l’attacco, mentre quello di Terra la difesa).

Colpiscimi, se ci riesci

Il gameplay è abbastanza semplice: combinazioni dei tasti Quadrato e Triangolo ci permetteranno di mettere a segno delle combo semplici, mentre il tasto Cerchio (dopo aver accumulato abbastanza Zeal durante la battaglia) ci farà eseguire una mossa speciale, particolarmente efficace se riusciremo a premere il tasto a tempo come indicato su schermo. Una meccanica presa direttamente dalla serie principale e che è stata ben adattata nel contesto di un gioco action.

Se lo Zeal accumulato sarà particolarmente alto, potremo inoltre premere il touchpad per potenziare temporaneamente il nostro personaggio o per effettuare un Final Strike, utilizzabile una sola volta per battaglia: una mossa particolarmente potente che dovrebbe essere d’aiuto nel caso di battaglie boss particolarmente impegnative. Contro i nemici normali è però fin troppo facile riuscire ad accumulare combo lunghissime e l’intelligenza artificiale non ci metterà mai realmente a dura prova (tranne quella alleata, che come già menzionato ha spesso tendenze suicide); spesso infatti basterà utilizzare una singola stringa di pulsanti contro ogni nemico per non avere alcuna difficoltà. Nemmeno le battaglie contro i boss riescono a garantire un particolare livello di impegno, risultando abbastanza facili e prevedibili da affrontare. Una maggiore varietà può essere ottenuta provando a variare tra i vari personaggi, ma spesso conviene specializzarsi sul proprio preferito ed impararne pregi e difetti.

Breve e poco intenso

La vera pecca, oltre che nella citata varietà e mancanza di difficoltà del gameplay, è sicuramente la longevità: per completare la campagna (cutscenes incluse) saranno sufficienti al massimo 5 ore, mentre per portare a termine anche tutti i contenuti secondari il tempo può essere allungato a 15/20 ore. Davvero troppo poco per il genere e che lascia la sensazione che il tutto finisca troppo presto.

Adattare anche la storia e le battaglie di Mask of Truth avrebbe sicuramente giovato alla longevità ed evitato di lasciare l’amaro in bocca – anche se alcune decisioni prese per la scelta dei capitoli e delle battaglie ci danno motivo di sospettare che forse fosse quella, l’intenzione iniziale degli sviluppatori, e che non ci sia stato il tempo (o il budget).

Anche a livello grafico il gioco non ci lascia nulla di esaltante, con un comparto tecnico arretrato ed alcuni sporadici cali di framerate in alcune occasioni. Comparto sonoro e doppiaggio (solo giapponese) sono però come al solito sempre di ottima qualità.

Buon comparto sonoro e di doppiaggio
Possibilità di giocare in co-op online
Apprezzabile sforzo di adattare la serie in musou
Longevità troppo corta per gli standard
Tecnicamente non eccezionale
Poche motivazioni per continuare a giocare
Un prezzo budget sarebbe stato più appropriato

5.4

L’impressione avuta è che gli sviluppatori siano davvero fan della serie ed abbiano fatto il possibile per portare lo spirito di Utawerumono in un musou, ma per quanto i loro sforzi siano apprezzabili ci sono altrettante lacune innegabili. Per un fan della serie si tratta comunque di un piacevole passatempo per tornare a impersonare Haku, Kuon e tutti i loro compagni, anche se non riteniamo valga il prezzo pieno. Per un nuovo giocatore che invece vuole essere introdotto alla serie, probabilmente non è invece questo il titolo ideale per iniziare.