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Townsmen: A Kingdom Rebuilt, si può regnare su console? – Recensione

Dopo l'uscita storica su mobile, e successivamente su PC, Townsmen - A Kingdom Rebuilt prova a proporsi anche sui difficili gusti del pubblico console con una versione solo in parte soddisfacente.

Parlare di titoli mobile in rapporto all’eventuale trasposizione su console non è mai semplice. Cercare di alterare la natura stessa del progetto, per adattarla a contesti ben più articolati quali la current-gen, è un compito assai arduo per qualunque sviluppatore; per ovvi motivi, le risorse limitate portano a scontri con la realtà di un pubblico ben più esigente di quanto si potesse preventivare, con il risultato di vedere ogni sforzo vanificato. Cerca invece di ottenere un risultato ben più positivo HandyGames con Townsmen – A Kingdom Rebuilt per il mercato console, fresco di pubblicazione, che vuole ottenere un’inversione della nefasta tendenza sopra citata – e magari un riscatto dell’intera categoria.

Un nuovo regno da fondare e gestire

Townsmen - A Kingdom Rebuilt

Piattaforma:
MOBILE, PC, XONE
Genere:
gestionale, strategico
Data di uscita:
20 Febbraio 2020
Sviluppatore:
HandyGames,HandyGames
Distributore:
HandyGames

Parlando di un piccolo city-builder, con importanti elementi micro gestionali, uscito storicamente per il mercato degli smarthpone, in Townsmen – A Kingdom Rebuilt non si registra una particolare struttura narrativa, ma bisogna sottolineare la presenza di una campagna introduttiva che permette tranquillamente ai novizi del genere di prendere confidenza con le meccaniche principali. Questa si sviluppa su sei capitoli di difficoltà crescente e funge da vero e proprio tutorial generale; da signore di un piccolo villaggio, dobbiamo diventare un faro di speranza per i sudditi e, con il passare del tempo, gestire le varie problematiche che vanno a presentarsi in forma più o meno grave, completando obiettivi principali primari o secondari, acquisendo l’esperienza necessaria per farci notare dal Re in persona.

Numerosi sono i consigli presenti su schermo durante la campagna, con diversi piccoli aiutanti che sbucano per ricordarci ogni evenienza, e nonostante l’assenza della localizzazione italiana il lessico è molto semplice e immediato grazie a numerosi indici riepilogativi sommariamente comodi. Oltre al tutorial abbiamo numerosi scenari (più di quaranta) che permettono di mettersi alla prova in situazioni di estrema difficoltà economica/sociale, o giocare in estrema libertà per far crescere e sviluppare con tutta calma la metropoli medievale dei propri sogni.

Essendo un classico city-builder, HandyGames con Townsmen – A Kingdom Rebuilt presenta meccaniche stratificate per la gestione ed evoluzione della propria cittadina; contiamo un ventaglio estremamente diversificato di oltre cento edifici saggiamente suddivisi tra abitazioni per rimpinguare le fila della servitù, edifici legati alla raccolta e produzione di materie prime e risorse, senza dimenticare la gestione economica o bellica.

Ovviamente bisogna tenere alto il morale dei propri cittadini, pena un malus piuttosto considerevole sulla produttività generale, grazie a numerose strutture che incidono proprio su questo valore quali decorazioni, teatri, arene e taverne.  Il tutto risulta abbastanza soddisfacente, peccato per un ritmo di gioco drasticamente lento e solo in minima parte compensato dalla possibilità di aumentarne la rapidità con un vertiginoso x5, quasi ai limiti della sopportazione. Il titolo presenta un livello di sfida piuttosto elevato nonostante lo stile spensierato e cartoonesco, ma nella maggior parte dei casi rischia di scivolare in frustrazione per uno sbilanciamento legato a doppio filo alla disparità tra velocità di reperimento delle risorse e di consumo delle stesse nelle varie attività – così come tra bonus forniti e malus provocati anche da minimi errori di calcolo, capaci di sfociare in effetti domino anche catastrofici per un intero ecosistema. Per fare un esempio concreto, ci siamo imbattuti in pestilenze diffuse in pochi istanti a macchia d’olio su tutta la cittadina, che hanno svuotato le risorse finanziare faticosamente reperite in una mezz’ora abbondante di gioco e impedendoci di continuare se non a un ritmo ancor più singhiozzante.

Eppure, il titolo riesce a presentare delle idee interessanti: durante le partite di Townsmen – A Kingdom Rebuilt l’alternanza delle stagioni non comporta solo un cambiamento estetico della mappa, ma differenti ostacoli da dover aggirare (come slavine nei periodi più freddi che danneggiano gli edifici), senza dimenticare anche una differente reperibilità delle risorse stesse, che ci obbliga a far ricordo in modo ragionato del mercante. Una scelta azzeccata, insomma, per dare un pizzico di profondità ulteriore, ma sempre dilaniata dai problemi appena evidenziati.

L’arte della guerra secondo Townsmen – A Kingdom Rebuilt

Townsmen – A Kingdom Rebuilt presenta anche una piccola componente bellica, che però non riesce a reggere il confronto con il classico sistema di gestione che riguarda tutti gli altri aspetti già affrontati. Durante le partite possiamo essere attaccati e subire piccole razzie da parte di vandali e banditi anche discretamente armati ai quali bisogna rispondere in modo adeguato. Non manca ovviamente un elenco di edifici adibiti a potenziamento e difesa della città quali torri e posti di guarda, ma non solo. In realtà, HandyGames ha scelto di fornire per questi edifici, oltre agli effettivi soldati che svuotano le fila di cittadini a riposo, un raggio d’azione entro il quale possono intervenire per combattere i nemici; scelta condivisibile solo a metà, considerando la difficoltà di coprire adeguatamente ogni area nel minor tempo possibile, e dove gli scontri si risolvono in semplici azzuffate dove è importante anche rifornire le truppe di armature, armi e cibo per essere sempre efficienti, pena una dipartita prematura che lascia scoperta l’area designata per un po’ di tempo.

In realtà è anche possibile, nelle mappe adibite agli scontri, individuare i piccoli accampamenti dei banditi e inviarci delle truppe, ma anche qui il tutto sembra gestito con poca personalità rispetto al resto, giustificato solo in parte dal fatto di trovarci davanti un titolo originariamente uscito per smartphone, senza poter sfruttare chissà quale budget.

Tecnicamente, Townsmen – A Kingdom Rebuilt è un piacere soprattutto per gli occhi grazie a uno stile unico e ricco di dettagli sia per quanto riguarda gli edifici sia gli stessi cittadini. Anche se non a livelli di titoli ben più blasonati in ambito strategico, è un piacere vedere i popolani gironzolare tra le strade per ritirare determinate risorse, svolgere la propria mansione o lamentarsi contro il giocatore di tasse o qualche situazione gestita non proprio al meglio. Convince soprattutto il cambiamento di stagione in stagione, con palette cromatiche ben variegate e una colonna sonora tanto leggera quanto piacevole. Da segnalare, la solita tediosa questione legata all’utilizzo dei comandi su controller per un gioco di questo genere; i pulsanti permettono di aprire i vari menù con rapidità e comodità, ma muovere il puntatore in modo libero tramite analogico difficilmente riesce a convincere rispetto al classico mouse.

+ Componente gestionale su più livelli…
+ Numerosi edifici da poter creare
+ Esteticamente leggero e piacevole
-… ma non tutti sapientemente equilibrati
– Parte bellica e difensiva superficiale
– Ritmo Lento

6.5

Townsmen – A Kingdom Rebuilt è un titolo che riesce solo in parte a soddisfare le attese. Se su smarthpone alcuni difetti passano in secondo piano, su console vengono enfatizzati, così come su PC, e rischiano di rovinare l’esperienza generale in diverse occasioni. Un progetto discreto, piacevole per chi ha molta pazienza anche per le azioni più semplici, ma che lascia in sospeso diversi punti interrogativi e che al prezzo di lancio di circa 30 euro poteva fare di più anche sul semplice lato gameplay.