The Legend of Zelda: Link’s Awakening, un remake quasi perfetto – Recensione

The Legend of Zelda: Link's Awakening è un riuscito Remake che riporta in vita un titolo risalente al '93. Nella nostra recensione vi spieghiamo perché il lavoro di Nintendo è ottimo.

Video Recensione
A cura di Domenico Musicò - 19 Settembre 2019 - 14:00

Sono passati ben ventisei anni da quando The Legend of Zelda: Link’s Awakening uscì per la prima volta su Game Boy. Cinque anni dopo, nel ’98, arrivò la versione DX su Game Boy Color, con una novità legata a un dungeon in grado di sfruttare le caratteristiche della console portatile. Il quarto capitolo della serie canonica si ripropone oggi su Switch sotto forma di remake, con la volontà di far avvicinare nuovi fan alla saga e far ritornare a giocare tutti coloro che già al tempo si erano fatti ammaliare dal fascino di Link’s Awakening.

Link’s Awakening: Il Risveglio sull’Isola

La storia ha inizio con Link che, durante una tumultuosa traversata a bordo di una barca in balia di una feroce tempesta, si ritrova naufragato su una misteriosa isola. La leggenda narra che chiunque arrivi sull’isola di Koholint sia destinato a non poterne più fuggire; per contravvenire a quest’eventualità che suona come una sentenza, il protagonista va in avanscoperta dopo essersi svegliato nel villaggio che lo ha accolto, esplorando piccole lande che in questo remake non sono state espanse, ma solo arricchite con qualche elemento in più e rivitalizzate da un rinnovato comparto grafico.

The Legend of Zelda: Link’s Awakening, un remake quasi perfetto – Recensione

L’avanzamento di gioco è legato a doppio filo al reperimento di alcun accessori che consentono di superare degli ostacoli, ossia attraverso le stesse modalità che erano in linea coi canoni dei capitoli di un tempo, motivo per cui chi è reduce da Breath of the Wild e non ha bene in mente quale sia il passato della serie, potrebbe rimanere piuttosto spiazzato. Sin da subito, ad esempio, troverete gran parte delle strade bloccate da grossi massi, che possono essere spostati solo quando entrerete in possesso del Superbracciale. O ancora, le innumerevoli buche e i crepacci che vi separeranno dai lembi di terra più vicini da raggiungere, possono essere scavalcati solo usando la Piuma di Roc, che dona a Link la leggerezza necessaria per poter saltare in qualunque momento.

The Legend of Zelda: Link’s Awakening, un remake quasi perfetto – Recensione

Non aggiungiamo ulteriori dettagli per non rovinarmi il senso di scoperta e dell’avventura, che è il punto focale di Link’s Awakening; è una bellezza insita nel prodotto, e più in generale nella serie, che non dovrebbe mai essere contaminata dalla ricerca di aiuti o guide facilmente reperibili in rete. Nella natura di quest’opera è consuetudine rimanere bloccati, non sapere cose fare, come agire, pertanto è anche piuttosto difficile fare una stima delle ore che servono per portarlo a termine: possono essere sei o sette per chi sa già quali direzioni intraprendere, ma possono agevolmente diventare il doppio se si affronta l’avventura esattamente come gli sviluppatori vogliono che l’affrontiate.

The Legend of Zelda: Link’s Awakening, un remake quasi perfetto – Recensione

L’isola del Mistero

Quello di Nintendo è un remake molto rispettoso, che azzecca alla grande tutte le scelte artistiche e dà un’identità moderna a un gioco che necessitava uno svecchiamento. Oltre a degli apprezzati riferimenti e delle chicche sparse qua e là nel mondo di gioco, non molto è cambiato rispetto al passato.

La mappa si mostra man mano che vi introdurrete in nuove zone, mentre i dungeon sono esattamente come li ricordavamo; inoltre, recandovi da un personaggio nei pressi del villaggio iniziale, avrete la possibilità di utilizzare delle tessere che, se inserite all’interno di una sorta di editor in maniera logica e attenta, vi daranno la possibilità di creare i vostri labirinti personalizzati e anche di affrontarli. Una volta portati a termine, riceverete una ricompensa dal personaggio in questione. La feature viene in realtà sbloccata presto e dà sicuramente maggiori opportunità per dare un po’ più di brio e longevità alla formula.

The Legend of Zelda: Link’s Awakening, un remake quasi perfetto – Recensione

Graficamente The Legend of Zelda: Link’s Awakening è davvero delizioso, con scenari che mescolano colori saturi, una modellazione poligonale degli alberi con superfici che sembrano volutamente di plastica e un gusto per i personaggi davvero di grande stile. Tecnicamente invece il titolo presta il fianco a qualche balbuzie del frame rate, sia in modalità docked, sia portatile. Capita non di rado, infatti, di imbattersi in vistosi rallentamenti durante le fasi di transizione tra un’area e l’altra, o quando si esce fuori dalle capanne del villaggio. La zona più problematica è senza dubbio quella delle paludi, e la sensazione è che Link’s Awakening arranchi un po’ più del previsto quando aumentano gli elementi su schermo. È un vero peccato e ci auguriamo che una patch possa sistemare questa problematica non da poco, che macchia una produzione con pochissimi punti deboli.

+ Scelte artistiche sempre azzeccate
+ Buon gusto per la realizzazione grafica del remake...
... - Ma i cali di frame durante le transizioni sono piuttosto evidenti e fastidiosi
- In alcune zone specifiche della mappa il motore grafico sembra arrancare un po'

8.4

The Legend of Zelda: Link’s Awakening è un remake riuscito e molto rispettoso del materiale originale, com’è ormai consuetudine per tutti i lavori portati a termine da Nintendo. Non solo riesce a rivitalizzare l’originale, ma ripropone il prodotto in modo tale da metterlo sotto una nuova luce e affiancarlo a titoli concettualmente affini come A Link Between Worlds. L’unico neo è rappresentato da alcune incertezze nel frame rate, correggibili e non così gravi da rovinare un’avventura che assume finalmente una nuova dimensione.




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