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The Entropy Centre | Recensione – Giocare con lo spazio tempo

The Entropy Centre si ispira fortemente a Portal, ma conserva comunque una sua anima

Mesi fa, tra i titoli più interessanti mostrati nel corso della Summer Game Fest faceva capolino The Entropy Centre. Si tratta di un puzzle game dalle molte sfaccettature, accompagnato da una storia in background piuttosto piacevole: enigmi ingegnosi e complessi da risolvere, soluzioni “impossibili” da trovare e il tempo sempre protagonista.

The Entropy Centre

Piattaforma:
PC, PS5, XSX
Genere:
puzzle-game
Data di uscita:
3 Novembre 2022
Sviluppatore:
Stubby Games
Distributore:
Playstack

A primo impatto, troviamo molti elementi che ci ricordano il tanto amato Portal – un richiamo a volte, molto marcato, ma che comunque non disprezziamo. Le diverse sfide che affronteremo saranno sempre interessanti, anche se non troppo complesse nel loro insieme, mai noiose. La soddisfazione nel risolvere ogni piccolo puzzle ci darà la giusta energia per affrontare quello successivo.

Il tempo, inoltre, giocherà un ruolo fondamentale in questo nostro percorso. Questa, per noi, è la principale e sostanziale differenza rispetto a Portal, dove, invece, ero lo spazio a fare da padrone.

Siete pronti a scoprirne di più? Entriamo subito nei dettagli della nostra recensione di The Entropy Centre.

Pensiamo fuori dagli schemi

The Entropy Centre mette alla prova il nostro modo di pensare, sebbene, una volta capito come approcciarci al titolo, tutto diventa più semplice. Quello che bisogna fare è pensare un po’ fuori dagli schemi, mettendo in gioco le nostre abilità logiche.

Analizzando le stanze con attenzione, è possibile arrivare alla soluzione desiderata anche quando il gioco inizia a cambiare. Se nelle prime fasi, infatti, dovremo solo interagire con il mondo che ci circonda, in quelle successive dovremo far uso di altri elementi, come quello legato alla trasformazione. Durante il gameplay, arriverà un momento in cui avremo modo di cambiare l’entità di un blocco per trasformarlo in un altro. È così che il titolo aumenta nuovamente la sua difficoltà, ma anche qui, una volta capito come procedere, il resto sarà decisamente molto più semplice.

In generale, dunque, ci siamo trovati davanti a enigmi non troppo complessi, ma neppure estremamente semplici. Possiamo dire che il bilanciamento sia adeguato, anche se qualcuno potrebbe aspettarsi qualcosa in più. In alcuni frangenti, infatti, il level design non sembra adeguatamente approfondito. Non diciamo che si sarebbero dovuti creare enigmi impossibili, ma qualcosa in più si sarebbe potuto fare. Per fare un esempio, si poteva pensare di realizzare qualche livello bonus più complesso, o di permettere al pubblico di creare livelli personalizzati per ampliare ancora di più le possibilità di sfida.

The Entropy Centre mette insieme differenti idee e cerca di creare ambienti sempre nuovi, seppure prendendo grossa ispirazione da giochi ormai ben consolidati nel tempo. La pistola entropica, che sarà nostra alleata in più di una circostanza, ci consentirà di svolgere la maggior parte delle azioni.

Con questa, infatti, avremo modo di distorcere lo spazio tempo, ma anche di muovere degli oggetti: sarà nostra fedele compagna in ogni sezione di gioco, per darci la possibilità di risolvere al meglio ogni enigma.

Non solo enigmi per The Entropy Centre

Una delle cose più interessanti di The Entropy Centre è che il titolo non è fatto solo di enigmi slegati tra di loro. Non si tratta di un gioco con stanze fini a se stesse, ma di un lavoro più complesso. Puzzle dopo puzzle, infatti, andremo alla scoperta di una storia che, nonostante la sua evidente ispirazione ad altri titoli, riesce a intrigare e interessare.

Il livello di attenzione si mantiene alto grazie a un racconto che smuove le nostre sinapsi, portandoci in un viaggio all’interno di un mondo fantasioso che ci permette di capire quanto il fato sia determinate e quanto possa essere differente se affrontato con i giusti mezzi.

La nostra protagonista, Aria, si ritrova da sola in questo centro ormai in lento declino, senza alcuna memoria. Il centro nasce con lo scopo di aggiustare gli sbagli dell’essere umano. Un luogo “magico” sotto certi aspetti, in grado di cambiare le regole del mondo. A ogni disastro corrisponde una correzione da parte del centro che, riavvolgendo il tempo, elabora delle soluzioni al disastro per evitare che cataclismi si abbattano sulla Terra.

Un’idea pazzesca che potrebbe cambiare per sempre le sorti del mondo: niente più guerre, niente più disastri, solo una vita lunga, serena e prosperosa, senza fine. Qualcosa, però, deve essere andato storto perché Aria, in compagnia di Astra (la sua IA), si ritrova da sola in un luogo che è ormai prossimo alla fine. Che cosa ne è stato del centro? Che cosa ne è stato della Terra e delle altre persone? Come si è arrivati a questo?

Tutte domande che avranno pian piano la loro risposta grazie a una narrazione che si divide tra simpatici dialoghi e collezionabili. Si tratta di un percorso decisamente interessante, ben elaborato anche se forse non troppo sviscerato: così come per i puzzle, anche la trama pecca un po’ nello sviluppo.  Parte bene, si sviluppa in maniera abbastanza interessante, ma non evolve mai come dovrebbe.

Il ritmo è corretto, ma forse ci voleva qualcosa in più. Certo, siamo consci che in un titolo del genere non sia semplice sfaccettare una trama come se fossimo in un gioco di ruolo, ma qualche sforzo in più sarebbe stato apprezzato: qualche piccolo passaggio aggiuntivo avrebbe portato al raggiungimento dell’apice. Buona comunque la recitazione, che regala una buona interpretazione della scena e della storia.

Non solo enigmi

Il cuore pulsante di The Entropy Centre è formato dagli enigmi, che sono le colonne portanti del titolo. La loro successione non è troppo diversa da quello che ci potessimo aspettare: si tratta di una serie di stanze la cui porta d’uscita è bloccata proprio dalla risoluzione di un puzzle. Questi, però, non sono gli unici segmenti che ritroviamo all’interno del gameplay.

Di tanto in tanto, infatti, a interrompere queste sequenze, ci sono alcuni momenti di azione che mutano un po’ il ritmo di gioco. Se, infatti, le parti relative agli enigmi creano un gameplay abbastanza pensato e studiato, quelle più action garantiscono maggiore frenesia e pressione.

Si tratta, principalmente, di momenti in cui azionare più le gambe del cervello, per evitare di morire. In alcune sequenze dovremo, per esempio, affrontare robot ostili, oppure scappare – un po’ come in Indiana Jones – da crolli improvvisi. Se, da un lato, queste sezioni aiutano ad accelerare i tempi morti, dall’altro possono spezzare un po’ il ritmo.

Come può una parte action interrompere il ritmo? Semplice: possono farvi morire e questo significa che sarete costretti a ripetere alcune sezioni di gioco.

Non è un tripla A, ma il divertimento non manca

The Entropy Centre non è un titolo tripla A, certo, eppure il divertimento non manca. Il gioco è ben sviluppato e strutturato, sebbene possa essere migliorato sotto diversi aspetti. Abbiamo una trama davvero buona dal punto di vista della narrazione e un gameplay che incuriosisce stanza dopo stanza.

Per quel che concerne il sound non abbiamo avuto alcun tipo di problema, mentre lato tecnico siamo inciampati in qualche imperfezione.

Come già accennato, si tratta di un indie, dunque siamo abbastanza soddisfatti del risultato finale. I livelli di dettaglio potrebbe essere migliorato, così come alcuni effetti di luce. Si percepisce la variazione tra gli ambienti, ma, sicuramente, si poteva puntare un po’ più in alto.

Un dettaglio che non penalizza troppo il titolo, visto che, nonostante tutto, riesce bene nel suo intento. Durante il gameplay, inoltre, non siamo incappati in glitch o bug importanti, ma abbiamo notato alcune sezioni che avrebbero potuto far inciampare i nostri progressi. In ogni caso, crediamo che si tratti di piccole questioni che potranno essere sistemate in futuro.

Versione recensita: PC

7,5

The Entropy Centre

Piattaforme: pc, ps5, xsx
The Entropy Centre è un gioco più che riuscito che riesce a mettere insieme un gameplay ricco di rompicapi che soddisfano e incuriosiscono. La soluzione, in genere, non è troppo complessa da ottenere, ma è abbastanza interessante da generare una discreta soddisfazione una volta ottenuta. Il design delle varie aree di gioco, sebbene non si tocchi mai l'eccellenza, è comunque ben sviluppato e si notano differenze piuttosto tangibili tra le varie sezioni. La storia non è solo un elemento di contorno, ma è anzi ben narrata, seppure un po' prevedibile. Nel complesso il titolo, in circa dieci ore di gioco, ci stuzzica e ci fa arrivare alla fine con una buona dose di soddisfazione. Peccato per qualche imperfezione tecnica e per alcuni dettagli che sono un po' troppo superficiali, che di fatto impediscono a questo ben realizzato lavoro di Stubby Games di puntare più in alto.

Pro

  • Buona narrazione, trama coinvolgente anche se prevedibile
  • Buon bilanciamento nella difficoltà
  • Buona varietà di enigmi stuzzicanti

Contro

  • Assenza di una sezione personalizzata di enigmi o livelli extra con maggiore difficoltà
  • Qualche inciampo tecnico
7,5