Tales from the Borderlands e l’intro perfetta | Il Dettaglio

Avvertenza: nell’articolo sono inclusi spoiler sulla trama di Tales from the Borderlands

Tales from the Borderlands è un gioco che mi ha sorpreso e si è saputo ritagliare uno spazio tra i miei titoli preferiti. In superficie si tratta della “solita” avventura interattiva Telltale, costruita in modo da dare al giocatore una qualche libertà decisionale sulla storia, ma la vera forza di questo prodotto è da ricercare nella caratterizzazione dei personaggi e nella grande capacità di saltare da un registro narrativo all’altro. In questa puntata de Il Dettaglio, la rubrica che tratta dei piccoli particolari nascosti all’interno dei grandi giochi, parlerò allora di uno specifico aspetto di uno specifico episodio di Tales from the Borderlands che mi ha veramente colpito: continuate a leggere.

Tales From the Borderlands incipit

I gotta catch a ride

Tales from the Borderlands è un gioco che ama scherzare con le emozioni dei giocatori, specie negli episodi finali. In più di un’occasione, infatti, il titolo si prendeva del tempo per far sì che il giocatore si affezionasse ai suoi personaggi, sia a quelli primari che secondari. Subito dopo, succedeva un qualcosa che metteva a repentaglio le stesse figure che un attimo prima ridevano e scherzavano, e tu rimanevi là sperando che non succedesse niente a nessuno.

Come nel terzo episodio, quando Rhys cerca disperatamente di non far cadere Sasha nel vuoto, per poi scoprire che invece i due si trovavano a pochi centimetri dal terreno (è una scena che più che essere spiegata va vista, potete farlo qui). Subito dopo questa sequenza drammatica, che si risolveva in una bella risata, si arrivava anche a un momento in cui i due personaggi esprimevano i propri sentimenti, a seconda delle scelte del giocatore. Quindi in circa un quarto d’ora di gioco si passava da una situazione drammatica a una comica, per poi arrivare a una romantica. È questa alternanza di momenti, pertanto, la vera forza di Tales from the Borderlands.

Tales from the Borderlands presentation

Un altro momento drammatico è sicuramente quello del quarto episodio, dove in una sequenza si assiste niente di meno alla morte (presunta) di Scooter, personaggio amato e presente nei titoli Gearbox. Un avvenimento piuttosto “canon”, direbbero gli appassionati di serie TV e film, che avrà ripercussioni anche sul prossimo Borderlands 3 (se e quando arriverà). Anche qui, qualche minuto prima si rideva tutti insieme, e pochi secondi dopo si assisteva alla morte di un personaggio tanto buono quanto presente nel mondo di Borderlands. Si è trattato senza dubbio di una decisione coraggiosa che, anche in questa occasione, giocava crudelmente con le emozioni dei giocatori.

Tales from the Borderlands scene 1

Hold on to your butts!

In questo numero de Il Dettaglio, però, mi voglio concentrare anche su un altro degli elementi distintivi di Tales from the Borderlands, le cutscene introduttive. Se dal punto di vista narrativo il motivo di maggior interesse del gioco è sicuramente la già citata alternanza di registri narrativi, da quello scenografico la cifra stilistica è data dalle ottime intro di alcuni episodi. Tra tutte, la migliore secondo me è l’introduzione del secondo capitolo, chiamato Atlas Mugged. Si tratta di una sequenza di circa tre minuti in cui musica, video e narrazione si fondono in maniera perfetta (fatevi un favore e riguardatevela a questo link).

I quattro personaggi principali sono nel caravan di Fiona e Sasha, intenti a trovare nuove informazioni sul progetto Gortys. A un certo punto, i nostri si trovano davanti a un’alveare Rakk, un mostro gigante tana dei fastidiosissimi nemici volanti che nei Borderlands di Gearbox vengono uccisi a decine dai giocatori. Come se non bastasse, i missili moonshot sganciati dalla Hyperion minacciano i nostri, ormai banditi ricercati. Da qui parte la vera e propria sequenza introduttiva, che vede i nostri sfilare sotto l’alveare Rakk mentre l’ennesimo missile centra in pieno il mostro. Tutto bene? No, perché nell’impatto il caravan, già piuttosto malandato, perde una ruota, causando la perdita di equilibrio dei personaggi.

Tales from the Borderlands Explosion

Kiss your fist and touch the sky

Ancora una volta, sono i particolari che fanno la differenza: le diverse espressioni di Sasha e Vaughn, una ottimista e l’altro spaventato, ci raccontano del carattere dei due personaggi, mentre Fiona è sempre intenta a non perdere il suo prezioso cappello. Il culmine del già citato salto tra i registri narrativi lo si ha, però, quando Fiona afferra Rhys per un piede, nel tentativo di non farlo cadere. Sfortunatamente, la nostra perderà la presa, sfilando la scarpa di Rhys, svelando così che il personaggio principale di Tales from the Borderlands porta calzini colorati con tanto di stelline. Anche qui, in un momento potenzialmente drammatico troviamo un elemento comico che ci fa affezionare ai personaggi.

Tales from the Borderlands epic momentLa cura per altri dettagli, poi, è deliziosa: così come in ogni altro episodio, i titoli di testa sono integrati in maniera creativa nell’ambiente, e la stessa canzone di sottofondo (Kiss The Sky di Shawn Lee’s Ping Pong Orchestra) sottolinea in maniera perfetta gli avvenimenti in corso su schermo. La composizione delle scene in cui Rhys e Vaughn vengono sbalzati in aria è stilisticamente ottima, e anche il dettaglio sui vari oggetti del caravan che volano per aria è tutt’altro che secondario, visto che si tratta di oggetti che il primo episodio ci aveva indicato essere molto cari a Sasha e soprattutto Fiona.

L’intro del secondo episodio di Tales from the Borderlands, per me, è inarrivabile, ma è giusto citare brevemente anche l’intro del quarto episodio, e il divertentissimo gioco di sguardi prima tra Rhys e Sasha, e poi tra Fiona e Scooter (riguardatelo qui).

Considerata l’ingloriosa fine di Telltale (e le difficoltà di Gearbox), Tales from the Borderlands rimarrà quasi sicuramente un episodio isolato. È veramente un gran peccato, ma ciò non toglie che il gioco sia impreziosito da alcune scene realizzate in maniera esemplare, nonché da una narrazione che riesce sempre a sorprendere, in un’altalena di emozioni. Qual è il vostro ricordo più bello delle avventure di Rhys e Fiona?