Shazam! Recensione Film | i superpoteri sono un gioco da ragazzi

Un eroe in calzamaglia realmente particolare.

RECENSIONE CINEMA
A cura di Marcello Paolillo - 24 Marzo 2019 - 16:51

Dopo il successo – in parte inaspettato – di Aquaman, Warner e DC devono aver capito che la formula del film standalone con una sana dose di umorismo e spensieratezza, funziona piuttosto bene al botteghino internazionale. Tanto che Shazam!, in uscita nelle sale italiane il 3 aprile 2019, riprende in toto questa formula. Proporre al pubblico un supereroe non troppo conosciuto, ma in grado di farsi piacere al grande pubblico senza troppe turbe mentali, uomini pipistrello o pezzi di kriptonite a farla da padrone. Basterà però la simpatia del protagonista inerpretato da Zachary Levi a far “volare” questo eroe in calzamaglia con il cuore di un bambino?

La famiglia è la cosa più importante, anche per un supereroe

David Sandberg abbandona il genere horror di Annabelle e si cimenta in un cinecomic con il retrogusto del teen movie. Shazam! è infatti una storia per ragazzi dalla trama estremamente semplice: un potente mago sta cercando da secoli un erede che possa in qualche modo usare i suoi poteri per scopi nobili, in particolare impedire ai temibili Sette Peccati Capitali (mostri ributtanti trasformati in pietra grazie a un incantesimo), in grado di portare morte e distruzione sul nostro pianeta. A Philadelphia, il quattordicenne Billy Batson (Asher Angel) viene dato in affido a una famiglia per la settima volta. Dopo essere diventato amico dell’impacciato Freddy (Jack Dylan Grazer), sarà proprio Billy a riuscire a entrare nel regno magico, prendendo così in mano i mitologici poteri semplicemente pronunciando una singola parola magica, “Shazam!”, in grado di trasformare il giovane Batson in una versione adulta di se stesso ma dotata di abilità e doti straordinarie (Zachary Levi). Poco sorprendentemente, un losco figuro chiamato Dr. Sivana (Mark Strong) e a cui è stato impedito da bambino di assimilare i poteri da eroe, si metterà presto sulle tracce del nostro “eroe per caso”.

Sandberg mette in scena un lungometraggio nelle intenzioni davvero esilarante (chi non amerebbe vedere sul grande schermo un Superman goffo e un po’ impacciato, dotato di una sana dose di unorismo), ma che si ferma bruscamente sul livello medio di un banale episodio di una serie TV qualunque a tema supererostico. Le scene d’azione sono brevi e piuttosto bruttine da vedere (la computer grafica sembra infatti uscire dai film post-Matrix di inizio anni 2000), mentre le parti davvero divertenti si contano sulle dita della mano. Il villain è il classico supercattivo frustrato incapace di gestire i propri poteri, andando così a scadere nel più classico dei cliché di genere, mentre lo Shazam di Levy è così ben realizzato (anche dal punto di vista estetico), che vederlo scorrazzare tra una semplice strada di Philadelphia e un parco giochi per bambini è piuttosto scoraggiante, viste le potenzialità. Il film si concentra in ogni caso molto sulla formazione del protagonista, sul senso di responsabilità e la (ri)scoperta di una vera e propria famiglia. In questo senso, un paio di sequenze sono discretamente strappalacrime e commuoveranno i più sensibili all’argomento. La cosa brutta è questi luoghi comuni mal si legano al fattore commedia, così come le scene puramente d’azione sono quasi del tutto ininfluenti ai fini della narrazione.

Nota a margine: l film è un susseguirsi di riferimenti, strizzatine d’occhio ed Easter Egg al Batman di Affleck e al Superman di Cavill, ossia due degli eroi “cestinati” da Warner e DC a favore di eventuali recasting che vedremo nei prossimi mesi. La cosa è di per sé abbastanza frustrante, specie considerando che per i fan la sensazione è proprio quella di vedersi mettere il proverbiale dito nella piaga. Nonostante questo e al netto dei (molti) problemi di Shazam!, il film dimostra come Warner sia ormai tornata fedele al meccanismo degli standalone cotti e mangiati, senza più alcuna velleità da team-up. Peccato solo che un film come quello diretto da Sandberg sia più alla stregua di un prodotto usa e getta, piuttosto che un tassello di un qualcosa realmente più grande (qualcuno ha forse detto Captain Marvel?).

+ Zackary Levy è perfetto nella parte
- Tecnicamente sembra un film del 2000
- Narrazione sovraccarica di cliché

6.8

Il nuovo cinecomic DC diretto da David Sandberg è un film senza infamia e senza lode. Nonostante il carisma (e la bravura) di Zackary Levy, l’avventura scorre via piuttosto noiosamente, tra buoni sentimenti e qualche timida sequenza d’azione a fare da contorno. Aggiungete il fatto che la pellicola raramente vi farà sganasciare dalle risate (a dire il vero, mai) e capirete perché Shazam! entra di diritto nella lista dei film da dimenticare subito dopo la visione. Non brutto, né bello, semplicemente inutile.




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