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Pro
- Una tracklist variegata.
- Musica perfetta per unire diverse generazioni.
- La nuova modalità Avventura offre un reale senso di progressione.
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Contro
- Interfaccia confusionaria e poco intuitiva.
- L'insistenza nel proporre l'abbonamento a pagamento.
Il Verdetto di SpazioGames
Sono passati esattamente quindici anni da quando il primissimo Just Dance fece capolino su Nintendo Wii, trasformando i nostri salotti in piste da ballo improvvisate e sdoganando definitivamente il concetto di party game musicale per le masse.
L'industria dei videogiochi, da quel lontano 2009, è cambiata radicalmente: abbiamo visto nascere e morire periferiche come il Kinect e il PlayStation Move, abbiamo assistito al tramonto del motion gaming puro e all'ascesa dei live service. Eppure, in questo panorama in continua mutazione, il franchise di Ubisoft è rimasto un punto fermo, un sopravvissuto (in tutti i sensi, viste le burrascose acque in cui naviga la software house) capace di adattarsi (passando dai Wiimote agli smartphone) pur di farci sudare, ridere e, immancabilmente, rendere ridicoli davanti ad amici e parenti.
Ebbene, con Just Dance: Decades of Hits, la casa transalpina ha deciso di celebrare proprio questa longevità e l'evoluzione della musica pop stessa, proponendo un capitolo che si pone, essenzialmente, come un gigantesco e coloratissimo juke-box intergenerazionale. Sarà sufficiente per salvare la serie da una inevitabile brutta fine?
Probabilmente no, dato che ogni anno l'uscita è sempre più incerta e più sottotono, ma per lo meno con questa edizione Ubisoft ha avuto il coraggio di provare qualcosa di nuovo e di sperimentare dopo vari anni di capitoli a dir poco pigri.
Un jukebox grande quanto una console
Il concetto alla base di Decades of Hits è tanto semplice quanto efficace: raccogliere le hit più iconiche degli ultimi cinquant'anni, partendo dalla discomusic degli anni '70 per arrivare ai tormentoni dei giorni nostri, e metterle tutte nello stesso pacchetto.
Che abbiate voglia di scatenarvi sui classici rock, di replicare le coreografie del pop anni 2000 o di lasciarvi trasportare dai ritmi latini, c'è letteralmente qualcosa per tutti. È una selezione pensata strategicamente per unire le generazioni: il genitore nostalgico e l'adolescente nativo digitale possono finalmente condividere la stessa sessione di gioco senza scendere a compromessi.
A supportare questa intelligente selezione musicale c'è un comparto tecnico e artistico che, pur non stravolgendo i canoni della serie, fa un leggero passo in avanti. I ballerini su schermo mantengono la loro iconica estetica al neon, volutamente esagerata e lisergica, ma sfoggiano ora animazioni decisamente più fluide e naturali.
I passi in avanti rispetto alle edizioni passate si notano anche nei fondali, che, continuando il lavoro delle scorse edizioni, abbandonano la staticità per diventare scenografie dinamiche, reattive e ricche di dettagli, capaci di mutare in base al ritmo e all'intensità della canzone.
Il viaggio nel tempo del Decades Tour
Se sul fronte del gameplay puro Decades of Hits non si discosta dalla formula collaudata (si balla imitando il coach a schermo come davanti a uno specchio), la vera e grande novità strutturale risiede nell'introduzione della modalità "Avventura". Si tratta, di fatto, di una sorta di campagna single-player in cui saremo chiamati ad affrontare una serie di playlist tematiche divise per decennio.
Completando le tappe del tour si sbloccano elementi cosmetici, nuovi avatar per personalizzare la propria Dancer Card e persino qualche traccia bonus; insomma, parliamo di un'aggiunta intelligente che riempie un vuoto storico della serie e che i fan stavano chiedendo da anni, dando un motivo valido per avviare il gioco anche quando non si ha la casa piena di ospiti.
Smartphone alla mano e si suda
Su PS5 l'esperienza si affida principalmente all'app per smartphone, diventata ormai lo standard della serie. Il sistema funziona esattamente come ci si aspetterebbe: si impugna il telefono nella mano destra, si prega di avere una presa salda per non lanciarlo contro il televisore, e si balla.
Il tracciamento dei movimenti è reattivo e nel complesso decente, ma porta con sé qualche problema di connessione se non dispone di una rete ottima. Su Switch, invece, potete usare comodamente i Joy-Con (che per me rimangono l'opzione migliore, sarà la nostalgia del Wii Remote).
A tal proposito, torna in gran forma l'amatissima modalità Sweat, per cui se il vostro obiettivo è usare la console come scusa per fare del sano cardio casalingo, questa funzione è una manna dal cielo. Il gioco calcola le calorie bruciate (in modo approssimativo, chiaramente, ma utile per dare un riferimento) e vi permette di creare playlist infinite basate sull'intensità dell'allenamento.
L'elefante nella stanza a ritmo di streaming
Detto ciò, non è tutto oro quello che luccica, e Just Dance: Decades of Hits inciampa pesantemente su un aspetto che affligge il franchise ormai da qualche anno: l'interfaccia utente e l'invadenza dell'abbonamento Just Dance+. Se da un lato i 40 brani base sono un'ottima offerta, dall'altro l'intero menù di gioco sembra progettato esclusivamente per ricordarvi quante migliaia di canzoni non potete ballare a meno che non mettiate mano al portafogli per sottoscrivere il servizio premium.
La UI, per quanto graficamente pulita, è confusionaria e macchinosa. Navigare tra i vari decenni e le playlist richiede troppi passaggi, e la sensazione perenne è quella di trovarsi davanti a una piattaforma di streaming video male organizzata, piuttosto che a un videogioco dal piglio arcade.
Ogni volta che il cursore si sposa su un brano consigliato, c'è il forte rischio che questo faccia parte del catalogo a pagamento, interrompendo bruscamente il flusso della festa con una schermata di acquisto. È un approccio al limite del predatorio che, alla lunga, risulta frustrante, specialmente per chi acquista il titolo a prezzo pieno aspettandosi un'esperienza autosufficiente.
Promosso, con riserva
Insomma, Just Dance: Decades of Hits è promosso? Diciamo di sì, ma con la consapevolezza di ciò che si sta acquistando. Se siete alla ricerca del party game definitivo per ravvivare le serate con gli amici o per fare un po' di sano movimento in casa, l'opera di Ubisoft fa, come sempre, quello che promette, offrendo una delle tracklist più variegate di sempre. La nuova modalità Avventura è un'ottima aggiunta per chi gioca da solo, e visivamente il titolo non è mai stato così vibrante.
Purtroppo, però, la natura sempre più marcata di "piattaforma live service" e un'interfaccia che spinge ossessivamente verso l'abbonamento a pagamento rischiano di rovinare un po' la magia. Al netto di queste sbavature strutturali, però, il re dei giochi musicali per ora è ancora in piedi: allacciate le scarpe, fate spazio in salotto e preparatevi a ballare.