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Immagine di Langrisser I-II, quando Fire Emblem non era solo - Recensione

Recensione

Langrisser I-II, quando Fire Emblem non era solo - Recensione

Due titoli seminali ripescati dal dimenticatoio

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Avatar di Gianluca Arena

a cura di Gianluca Arena

Editor @SpazioGames

Pubblicato il 06/03/2020 alle 10:25
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  • Pro
    • Gameplay solido anche dopo quasi trent'anni...
    • Langrisser II giocabile per la prima volta nella storia al di fuori del Giappone
    • Offerta ludica consistente e buona rigiocabilità
    • Discreto lavoro di ammodernamento dei due titoli...
  • Contro
    • ...ma più semplificato rispetto a molti congeneri
    • Decisamente costoso
    • ...che sembrano nondimeno due port da mobile

Il Verdetto di SpazioGames

7.2

Qualora riusciste a soprassedere su valori produttivi degni di un titolo mobile e su un prezzo al momento esagerato, potreste trovare soddisfazione in Langrisser I-II, perché le meccaniche di gioco, che pure risultano semplificate rispetto a congeneri più moderni, non mancano comunque di profondità e sanno regalare soddisfazioni agli amanti della strategia a turni. Dopotutto, siamo dinanzi a titoli seminali, sebbene datati, e qualora avete speso decine di ore su Fire Emblem Three Houses o Fire Emblem Heroes, questo acquisto risulterebbe sensato, magari attendendo il primo calo di prezzo.

Per tutti gli altri, a cominciare dai neofiti, esistono senza dubbio titoli migliori tanto su PS4 quanto su Switch, e quindi urgono una serie di considerazioni personali. In ogni caso, siamo felici di un mercato che consente di giocare a due titoli oscuri e semidimenticati, ma non per questo meno meritevoli, a distanza di quasi trent'anni.

Disponibile su: PS4, SWITCH

Informazioni sul prodotto

Il mercato videoludico si è evoluto in modi imprevedibili solo qualche anno fa: accanto a produzioni megamilionarie, ci sono piccoli prodotti indipendenti, non meno validi dal punto di vista delle idee e del gameplay, e vecchi classici dimenticati a cui viene concessa una seconda chance. Proprio questo è il caso di Langrisser I-II, compilation dei primi due capitoli di una delle saghe di giochi di ruolo strategici a turni più bistrattate della storia videoludica, conosciuta ed amata in Giappone ma non altrettanto nel resto del mondo.

Abbiamo avuto modo di cimentarci sia con la versione PS4 sia con quella Switch, e questo è il racconto delle ore spese in compagnia dei due giochi.

Warsong & Der Langrisser

Se il primo dei due titoli contenuti in questa collection giunse in Europa nella seconda parte del 1991, solamente su Megadrive, con il titolo di Warsong, raccogliendo vendite appena discrete a causa di un battage pubblicitario di fatto inesistente, il secondo, datato 1994, non vide mai una release al di fuori del territorio giapponese, il che, di per sé, aumenta il valore filologico e storico del pacchetto, l’unico che consente di godere del gioco senza ricorrere a rom illegali o a traduzioni amatoriali.

Parliamo di una serie di videogiochi che, pur essendo tenuta in grande considerazione dal pubblico nipponico e da molti considerata tra le progenitrici del genere insieme a Fire Emblem, non ha mai goduto del successo e della popolarità che avrebbe meritato, anche a causa di ritmi di pubblicazione incostanti ed inconsistenti.

Dopo gli esordi, infatti, e una riproposizione del secondo capitolo su Super Nintendo, la serie si legò a doppio filo ad una macchina sfortunata come il Sega Saturn, e, inesorabilmente, affondò con esso, anche a causa di un quarto e quinto capitolo al di sotto degli standard dei primi tre.

Nel tentativo di testare le acque e vedere come avrebbe reagito il mercato odierno, allora, Chara Ani Corporation ha confezionato questi remake, riproponendo le sceneggiature originali nel pieno rispetto del materiale di partenza.

In Langrisser, il giocatore è chiamato a vestire i panni del principe Ledin, erede al trono del regno di Baldea, diretto discendente della nobile casata che si assunse la responsabilità di tenere in custodia Langrisser, un’arma dal leggendario potere, oggetto di infiniti conflitti.

Ma gli uomini, si sa, bramano il potere, e non passa molto che un regnante senza scrupoli, Kaiser Digos, stringe d’assedio il castello della famiglia di Ledin, lo prende ed uccide il re, costringendo il principe ad una rocambolesca fuga e, peggio ancora, rompendo il sigillo che teneva in scacco il male.

La battaglia sarà duplice per Ledin, allora: vendicare l’assassinio del padre e recuperare Langrisser per affrontare i demoni di cui si è riempito il mondo.

Apparentemente (ma solo apparentemente) meno epica è invece la vicenda dietro Langrisser II, in cui vestiremo i panni di Elwin, un viaggiatore senza nobili natali (nonostante l’impressionante somiglianza col principe Ledin), che, in compagnia di una sua amica, si ferma per una notte nel tranquillo villaggio di Salrath, solo per rimanere invischiato in un rapimento ed una serie di complotti molto più grandi di lui, dietro ai quali sembra esserci il potente impero di Rayguard, alla ricerca di una giovane donna.

Se queste vi sembrano storie trite e poco originali, potreste aver ragione, ma bisogna tener presente la data di uscita dei prodotti ed il fatto che nessuno dei loro congeneri dell’epoca (a partire dai primi episodi del franchise Fire Emblem) seppe fare molto meglio di così, in un’epoca in cui l’incidenza delle trame all’interno dei videogiochi era assai inferiore di quanto non sia al giorno d’oggi.

La narrativa, comunque, non toglie mai troppo tempo al vero protagonista di entrambi i prodotti, che, anche a distanza di due decenni abbondanti, rimane il gameplay.

Entrambi i giochi permettono di affiancare dei mercenari, sacrificabili e prezzolati, agli eroi che compongono il nostro party: il numero e la tipologia dei mercenari schierabili dipendono dal livello e soprattutto dalla classe dell’eroe, selezionabile da uno skill tree snello ma non per questo meno ricco di opzioni.

Per muoversi all’interno di questo albero è necessario spendere CP, ovvero Commander Points, rilasciati dai comandanti nemici una volta sconfitti: ecco che, allora, è utile lasciare il colpo finale ad un nemico morente ad un personaggio di livello minore, un po’ come si è sempre fatto nei vari Fire Emblem.

Parallelamente, ad ogni nemico sconfitto (direttamente o per mano dei mercenari assoldati) si accumulano punti esperienza utili a salire di livello, aumentando così le statistiche di base, tutte perlopiù classiche, che spaziano dalla forza alla magia, passando per difesa, agilità e capacità di movimento.

Abbiamo trovato che, nonostante gli anni intercorsi, il bilanciamento tra truppe, basato su un triangolo in cui cavalleria batte fanteria, fanteria batte lancieri e lancieri battono fanteria, sia perfetto e la stessa limitazione imposta ai maghi, incapaci di castare e muoversi nel medesimo turno, abbia senso ai fini delle dinamiche di gioco.

Pur quasi inutili nel combattimento corpo a corpo, infatti, i maghi sono gli unici a possedere incantesimi (tanto offensivi quanto di cura) capaci di coinvolgere numerose caselle e, come tali, possono risultare devastanti in mani sapienti: impedire loro di essere sempre al centro della contesa, magari protetti da due file di cavalieri corazzati, rende le sfide più godibili.

Una nuova veste grafica

L’operazione di svecchiamento e di ammodernamento dei due titoli è stata buona, ma non eccelsa: tanto su PS4 quanto su Switch si ha l’impressione di stare giocando a dei port di titoli mobile, e siamo lontani dalle vette che altri congeneri hanno raggiunto negli anni.

Eppure, gli appassionati di vecchia data si divertiranno a passare in tempo reale alla vecchia visualizzazione delle mappe pixellosa e ai protagonisti con i disegni originali, invece di quelli rimasterizzati, o a cambiare il look delle mappe stesse, giocabili tanto in modalità Sega Megadrive quanto in versione modernizzata

Tanto per Langrisser quanto per il secondo capitolo, è possibile scegliere tra la musica originale, squisitamente sedici bit, e quella orchestrale riarrangiata: in entrambi i casi, la soundtrack energica e piena di chitarre, fuoriuscita direttamente dalla fine degli anni ’80, riesce a farsi notare.

Segnaliamo anche ottime prove recitative in giapponese, l’unica lingua selezionabile, con sottotitolazione inglese.

Nessuno dei due titoli era, già all’epoca della prima pubblicazione, un prodotto adatto a mostrare le capacità delle console ospiti, insomma, e questa versione non si discosta da questo status quo, soprattutto nel caso ci giochiate su PS4, e quindi su uno schermo dalla diagonale generosa.

Nondimeno, c’è un certo appeal nella pixel art medievaleggiante del titolo, un effetto a metà tra la nostalgia e la mancanza di Advance Wars, richiamata dagli scontri tra le truppe, in caso non si scelga di disattivare le animazioni in battaglia.

Anche questa opzione, aggiunta per questa rimasterizzazione, si è rivelata molto gradita: soprattutto selezionando squadre di mercenari per ognuno degli eroi schierabili, il numero di unità da muovere in un singolo turno può farsi ingente, influendo sul ritmo delle battaglie.

Sebbene le animazioni siano ben realizzate, e riportino alla mente la serie strategica che Nintendo sembra aver riposto in un cassetto, ci siamo trovati ad eliminarle già dopo qualche ora di gioco, per snellire le battaglie e diminuire la durata dei turni, soprattutto quelli nemici.

Nonostante riteniamo il prezzo richiesto troppo alto, considerando che si parla di due titoli risalenti, rispettivamente a ventinove e ventisei anni fa, c’è poco da lamentarsi in quanto alla longevità del pacchetto: un monte complessivo compreso tra le quaranta e le cinquanta ore va messo in conto per completare entrambi i titoli, tenendo poi presente che tanto in Langrisser quanto nel suo seguito sono presenti bivi lungo la storia, che portano a mappe inedite e nuovi personaggi arruolabili, che giustificano ampiamente eventuali run multiple.

+ Gameplay solido anche dopo quasi trent'anni...

+ Langrisser II giocabile per la prima volta nella storia al di fuori del Giappone

+ Offerta ludica consistente e buona rigiocabilità

+ Discreto lavoro di ammodernamento dei due titoli...

- ...ma più semplificato rispetto a molti congeneri

- Decisamente costoso

- ...che sembrano nondimeno due port da mobile

7.2

Qualora riusciste a soprassedere su valori produttivi degni di un titolo mobile e su un prezzo al momento esagerato, potreste trovare soddisfazione in Langrisser I-II, perché le meccaniche di gioco, che pure risultano semplificate rispetto a congeneri più moderni, non mancano comunque di profondità e sanno regalare soddisfazioni agli amanti della strategia a turni. Dopotutto, siamo dinanzi a titoli seminali, sebbene datati, e qualora avete speso decine di ore su Fire Emblem Three Houses o Fire Emblem Heroes, questo acquisto risulterebbe sensato, magari attendendo il primo calo di prezzo.

Per tutti gli altri, a cominciare dai neofiti, esistono senza dubbio titoli migliori tanto su PS4 quanto su Switch, e quindi urgono una serie di considerazioni personali. In ogni caso, siamo felici di un mercato che consente di giocare a due titoli oscuri e semidimenticati, ma non per questo meno meritevoli, a distanza di quasi trent’anni.

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