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Recensione

Brutal Legend

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Avatar di andymonza

a cura di andymonza

Pubblicato il 14/10/2009 alle 00:00
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Il Verdetto di SpazioGames

8.5

Per gli appassionati di videoludica Tim Schafer non ha certo bisogno di presentazioni. Dopo una decade in LucasArts durante la quale ha regalato al mondo i suoi capolavori Monkey Island, Grim Fandango e Psychonauts il talentuoso ed eccentrico game designer ha speso gli ultimi anni nella creazione di un brand completamente nuovo, Brutal Legend, nel quale condensa il suo amore per il metal e per l’istrionico Jack Black, il quale presta la sua esilarante immagine al protagonista Eddie Riggs (il nome proviene da Derek Riggs, l’artista che l’ha creato, e Eddie the Head, mascotte degli Iron Maiden).Il risultato è un delirante e coloratissimo mix di azione a suon di rock, un’avventura per certi versi vecchio stile e per altri molto innovativa. Pronti per l’Antico Mondo del Rock?

C’era una volta un RoadieEddie Riggs è il miglior roadie di tutti i tempi: il suo invidiabile lavoro lo porta a seguire le band in tour per fornire loro ogni tipo di service immaginabile, dalla costruzione del palco all’accordatura degli strumenti.Purtroppo come sottolineato da uno dei suoi colleghi nell’incipit, “il Metal è morto”, e per il nostro eroe sono tempi duri. Il povero Eddie si ritrova al servizio di una band più poppettara ed emo che altro, e la cosa più appassionante che può succedergli è salvare una di quelle rockstar della domenica da un tentato suicidio durante un’esibizione. La svolta arriva con alcune gocce di sangue dovute ad un piccolo imprevisto sul lavoro che casualmente cadono sulla fibbia della vistosa cintura di Eddie: a sua insaputa infatti la cinta datagli dal padre è in realtà un potente talismano del dio del Metal Ormagoden, che si sveglia irritato per la scarsissima qualità del prodotto musicale della band di cui Eddie è alle dipendenze, e ne fa polpette per poi aprire i portali dell’Antico Mondo del Metal.Eddie viaggia dunque indietro nel tempo, ed “atterra” poco elegantemente nel bel mezzo di un rito officiato da inquietanti e mostruosi sacerdoti; neanche il tempo di guardarsi attorno, e ci si trova costretti a familiarizzare in fretta con la componente action del titolo, la quale si basa su due armi che accompagneranno il giocatore per tutta l’avventura. Separator è un’ascia bipenne i cui fendenti si concatenano in rapide combo da tre colpi, mentre Clementine è la 6 corde elettrica Flying V di Eddie, che nel passaggio dimensionale ha acquisito poteri magici di grande utilità: con essa è infatti possibile fulminare i nemici stordendoli per qualche secondo, oppure colpirli con una vampata di fuoco; i poteri magici della chitarra provocano tuttavia un rapido surriscaldamento che impone un utilizzo inframmezzato da necessarie pause. La pressione simultanea dei due tasti di attacco principali provoca invece un’onda d’urto, utile sia per stordire i nemici, sia per distruggere elementi dello scenario in alcune fasi di gioco.A farsi notare sin da subito è la totale mancanza del salto: una decisione non del tutto condivisibile, anche se l’ottimo design del territorio tenderà a farla dimenticare più facilmente di quanto non ci si aspetti.A ridosso di questa breve fase tutorial Eddie comincia l’esplorazione dell’Antico Mondo del Rock, che si rivela sin da subito molto vasto e diversificato: demoni e mostri non sono tuttavia gli unici ad abitarne le lande, e l’incontro casuale con Ophelia, un’affascinante umana, cambia radicalmente il destino del roadie, che avrà finalmente un’occasione per dimostrare tutte le sue qualità.

L’arte di narrareDopo aver scoperto una certa affinità con Eddie, nonché un eccezionale affiatamento nel massacrare demoni, Ophelia decide di fargli incontrare i suoi amici, Lars e Lita, appartenenti ad un movimento di resistenza che tenta di scalzare il dominio dei demoni sul Mondo del Rock, corrotto e devastato dalla schiavitù. Eddie si sente da subito coinvolto, e decide che il suo destino è liberare questo popolo oppresso. La sua attitudine al lavoro “dietro le quinte” gli permette comunque di sopportare il fatto che sia Lars il vero frontman della resistenza, e si prenda costantemente i meriti di tutte le imprese: questa introspezione, per quanto superficiale, riesce a dare un certo spessore ad un plot che ad una buona dose di umorismo, apprezzabile soprattutto nella prima parte, affianca una discreta profondità quanto a caratterizzazione dei personaggi e temi trattati.Non mancano ovviamente feroci ed esilaranti prese in giro dell’odierno decadimento del Metal verso generi più mainstream come il Crossover e l’Emopunk, che delizieranno i metallari più accaniti.

Non solo actionIl gameplay di Brutal Legend è scandito dal susseguirsi di missioni ambientate in un mondo aperto e liberamente esplorabile, ricco di quest secondarie e sbloccabili che incentivano il girovagare, sia a piedi, sia a bordo della fiammante quattroruote hot rod che Eddie si costruisce a ridosso dell’incipit. La narrazione è invece affidata alle abbondanti cut scene che grazie ad un’ottima regia ed interpretazione dei personaggi digitali si rivelano trascinanti e mai noiose. Le missioni principali vedono Eddie al lavoro per ammassare un esercito in grado di fronteggiare l’armata dei demoni e sconfiggerne il dominio; se inizialmente l’impressione può essere quella di trovarsi di fronte ad un tradizionale action in terza persona condito con una semplice componente esplorativa, superato il primo terzo della campagna si comincerà a familiarizzare con le battaglie campali, e con la possibilità di gestire le truppe in precedenza liberate con un sistema di controllo preso di peso dalla strategia in tempo reale.

Make Rock, not warLe battaglie campali sono messe in scena come se si trattasse di epici rock show: la base principale è sostituita dal palco, e le caserme per l’addestramento delle truppe si presentano sotto forma di bancarelle per i fan. Questi ultimi sono infatti la valuta necessaria per l’ammassamento di truppe, e possono essere aumentati suonando un Assolo presso dei geyser sparsi sul terreno di scontro: completata una brevissima sequenza musicale in stile Guitar Hero – Rock Band, una nuova bancarella sorgerà sul geyser andando ad aumentare il conto totale dei fan. La conquista dei geyser è fondamentale, dato che l’esercito nemico tenterà a sua volta di impadronirsene, oppure di distruggere le bancarelle già costruite dal giocatore.Un menu richiamabile con il dorsale destro permette la creazione di nuove truppe, suddivise per categoria: si parte dagli Headbanger, simpatica fanteria costituita da ex schiavi che martellavano la roccia con le enormi teste, sino ad arrivare ad unità speciali e persino veicoli; per ottenere unità di qualità superiore sarà prima necessario effettuare un upgrade del palco, che richiederà un numero ancora maggiore di fan.Una volta completata la preparazione si passa al comando diretto delle truppe: una provvidenziale contaminazione da parte dei demoni dona ad Eddie la possibilità di aprire due eleganti ali da drago e librarsi sopra all’infuriare degli scontri, dando ai suoi eserciti ordini in tempo reale. Questi ultimi vengono impartiti con l’utilizzo delle quattro direzioni del D-Pad: segui, fermati, vai, attacca.Gli ordini vengono eseguiti solamente dalle unità che si trovano ad una certa distanza massima da Eddie, rendendo a volte complicato gestire gruppi di unità tra loro lontani: molto utile in questo senso è un ulteriore assolo di chitarra effettuabile in qualunque momento, che chiama immediatamente a raccolta tutte le truppe. All’occasione è anche possibile impartire ordini a singoli gruppi di unità, anche se i controlli rendono queste operazioni molto macchinose, ed un’Intelligenza Artificiale delle truppe non certo perfetta tende in questi frangenti a mostrare tutti i suoi limiti.A rendere dinamiche le battaglie c’è la possibilità di planare in qualunque momento sul campo di scontro per dare man forte alle truppe, per poi tornare a comandare dall’alto: combattendo a terra si avrà la possibilità di interagire con le singole unità, avendo accesso ad attacchi speciali in combinazione con esse alla semplice pressione di un tasto; nel caso si tratti invece di veicoli, sarà possibile fare fuoco con le loro armi.La vittoria delle battaglie è legata alla distruzione del palco avversario, ed è proprio per questo che durante gli scontri in caso di morte si verrà immediatamente resuscitati, laddove il game over è previsto solo in caso di perdita del proprio palco; nelle missioni tradizionali invece, la morte provoca un caricamento automatico dell’ultimo checkpoint.Questa assoluta libertà di scelta nella gestione degli scontri diverte e coinvolge, facendo passare in secondo piano alcuni difetti minori, come l’Intelligenza Artificiale migliorabile e una profondità tattica del tutto superficiale, che spesso riduce gli scontri all’ammassare un esercito il più grande possibile per sferrare un devastante attacco frontale.Considerando comunque che Brutal Legend è prima di tutto un action adventure, questa contaminazione con elementi strategici può considerarsi riuscita, e fornisce un’esperienza inedita, e soprattutto divertente da giocare.Le stesse battaglie le ritroverete anche nella modalità online, che permette ad un massimo di otto giocatori di combattere strategicamente su uin totale di sette mappe ispirate alla campagna singolo giocatore.Il divertimento è garantito, ed aumenterà di qualche ora la potenziale durata del titolo.

On the roadA variare ulteriormente la formula di gameplay vi sono missioni a bordo di veicoli, nelle quali ci si troverà perlopiù a difendere convogli dagli attacchi nemici, o a scappare da particolari location in spettacolari sequenze parzialmente scriptate: la hot rod personalizzabile non sarà infatti l’unico mezzo che ci si ritroverà a guidare, dato che alcune missioni avanzate coinvolgeranno anche moto custom ed addirittura imponenti quadrupedi originari del mondo del rock. Tutti i mezzi sono dotati di armi di vario tipo, che nel caso della fuoriserie di Eddie possono essere sostituite e potenziate. Per accedere a personalizzazioni e miglioramenti sbloccabili occorre aprire le Forge sparse sul territorio, tramite un apposito Assolo di chitarra. Una volta ottenuto l’accesso si viaggerà in un sotterraneo governato nientemeno che da Ozzy Osbourne, pronto ad offrirci i suoi servigi in cambio di valuta accumulata completando le missioni e sopportazione per le sue pessime battute.Oltre a potenziare motore, armamento ed aspetto della macchina sarà possibile acquistare nuove combo per il combattimento corpo a corpo e poteri speciali per ascia bipenne e chitarra.Ulteriori miglioramenti delle caratteristiche di Eddie possono essere ottenuti liberando i Draghi di Pietra, statue sparse sulla mappa di gioco. Quest’ultima, sempre consultabile in gioco e facile da interpretare, mostra l’ubicazione di missioni secondarie, l’obiettivo della missione attiva, e le Forge.

Un mix riuscitoLa campagna singolo giocatore di Brutal Legend è un coraggioso tentativo di riproporre un modo di fare avventura raro a vedersi di questi tempi, capace di trasportare il giocatore in un universo parallelo ben caratterizzato e dotato di una sua mitologia, popolato di personaggi credibili a cui affezionarsi è molto facile. A questo si è aggiunta la volontà di mescolare alle meccaniche action tradizionali delle sessioni che pescano dalla strategia in tempo reale, al fine di dare al giocatore la possibilità di comandare le proprie truppe nella dilagante rivoluzione contro le forze del male. Il mix funziona ed a tratti sorprende per l’originalità e la freschezza di alcune idee, confermando la firma di Tim Shafer come garanzia di innovazione, grande cura al dettaglio ed amore per la narrazione.Tanto divertimento nel nome del Rock non è purtroppo destinato a durare molto. Le missioni della campagna terranno il giocatore medio impegnato per circa 6 ore, e considerato che le quest secondarie si basano su due o tre clichè ripetuti più volte, la longevità complessiva non è eccezionale. I fanatici del “completo al 100%” avranno il loro bel da fare per liberare tutti i draghi di pietra e scovare i punti panoramici sparsi sulla mappa, ma il conto complessivo difficilmente supererà le 8 ore. La difficoltà complessiva, divisa su tre livelli, si rivela ben bilanciata, e già da metà avventura si avverte un opportuno crescendo che permette di non sedersi mai troppo sugli allori.

Comparto tecnicoLa direzione artistica è sempre il punto di partenza di qualunque comparto grafico: poco importa la versatilità dell’engine o la potenza dell’hardware, laddove non c’è fantasia e colpo d’occhio i progetti sono destinati a rimanere nell’anonimato. Brutal Legend ha dalla sua un design originale e ben riuscito, che tratteggia personaggi e location in maniera semplice, talvolta caricaturale, ma sempre con grandissima personalità, tale da renderli tutti familiari dopo pochi istanti; ottimo anche il lavoro svolto sulle fisionomie e relative animazioni facciali, che dona alle cut scene un look piacevolissimo. L’Antico Mondo del Metal restituisce panorami ispirati e coloratissimi, costantemente costellati da edifici e monumenti che rimandano all’iconografia del Metal, impreziositi da un ciclo giorno/notte ben tinteggiato. Le ispirazioni sono davvero moltissime, partendo con i concept di Frank Frazetta e continuando con Hieronymus Bosch.Il motore che muove quest’ottimo lavoro artistico svolge discretamente il suo lavoro, anche se rispetto ad altri titoli recenti il titolo Double Fine non è in grado di sfoggiare texture eccelse e effetti d’eccezione, una mancanza a nostro parere del tutto compensata dall’alta cifra stilistica del design.Meno perdonabili sono alcuni cali di frame rate presenti soprattutto nelle sequenze di guida, ed alcuni stacchi un po’ troppo netti tra fasi di gameplay e cut scene; non rovinano l’esperienza di gioco, ma si sarebbero potuti evitare. La colonna sonora conta su un generosissimo numero di canzoni su licenza che spaziano ampiamente in tutta la storia del Metal, quello vero. Esse saranno ascoltabili sia in macchina (con la possibilità di cambiare manualmente la traccia), sia in determinate battaglie o cut scene particolarmente intense, con abbinamenti sempre azzeccati.L’effettistica non stona, presentando abbinamenti sempre all’altezza del contesto.

– Umorismo irresistibile

– Direzione artistica d’eccezione

– Gameplay vario ed innovativo

– Controlli talvolta macchinosi

– Intelligenza Artificiale carente

– Poco longevo

8.5

L’atteso ritorno di Tim Schafer ci ha divertiti oltre le aspettative: se il gameplay action è già di per sé appagante pur nella sua semplicità, l’inaspettata contaminazione con la strategia in tempo reale e la struttura open world aggiungono abbondanti dosi di varietà ed originalità al progetto, facendone un’esperienza di gioco unica nel suo genere. A questo si affianca una storia godibile vissuta da personaggi simpatici e credibili, ed una direzione artistica come non se ne vedevano da tempo. Il tutto, miscelato a suon di purissimo Metal, intrattiene e diverte. Il capolavoro è tuttavia solo sfiorato, dato che la macchinosità di alcuni controlli, un’Intelligenza Artificiale talvolta carente ed una longevità non eccezionale non permettono al titolo di ambire alla massima fascia di voto. Consigliamo comunque Brutal Legend a tutti, fan del Metal o meno, per l’irresistibile umorismo e per l’assoluto valore dell’intrattenimento offerto, in grado di trasportare il giocatore in una vera e propria fiaba dei nostri giorni.

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