Pokémon Masters | Recensione Mobile

Combattimenti a non finire su smartphone

Recensione
A cura di Nicolò Bicego - 2 Settembre 2019 - 10:42

Benvenuti in questo nuovo appuntamento con le nostre recensioni mobile, rubrica dedicata alla scoperta di titoli da giocare sui vostri smartphone. Questa volta non potevamo esimerci, ovviamente, dal trattare uno dei titoli più chiacchierati del momento; stiamo parlando di Pokémon Masters, nuova fatica nata dalla collaborazione tra Nintendo e DeNa, che da qualche giorno è disponibile anche sugli store italiani. Come di consueto, la nostra recensione mobile sarà puntuale ma sintetica; non mancheranno però ulteriori appuntamenti in cui andremo ad approfondire le meccaniche di gioco, a partire dalla guida per iniziare che potrete leggere a breve.

Pokémon Masters | Recensione Mobile

Gameplay

Pokémon Masters è quanto di più vicino alla serie principale si sia visto su smartphone sinora, almeno sotto certi punti di vista. L’idea di base è piuttosto semplice: come nei titoli classici, il nostro obiettivo è quello di conquistare il titolo di campioni, in questo caso della Pokémon Masters League, facendoci largo a suon di battaglie combattute a fianco dei nostri Pokémon. A differenza della serie principale, però, vengono completamente eliminati le componenti di esplorazione e di cattura. Al loro posto, avremo un hub principale da cui accedere alle diverse missioni, che si svolgeranno perlopiù attraverso dialoghi da leggere e lotte da combattere. Niente Pokémon selvatici, dunque; allora come è possibile ottenere nuovi Pokémon? Per questo, dobbiamo introdurre le Unità. Ogni allenatore che si reca sull’isola di Pasio è legato ad un solo Pokémon che, nel caso del nostro protagonista, sarà Pikachu; tuttavia, le lotte sull’isola avvengono nel formato 3 vs 3, e questo significa che tre allenatori collaborano mettendo insieme i loro tre partner nella lotta.

Nel corso dei capitoli della storia, incontreremo nuove Unità, che si uniranno a noi nel nostro viaggio; saremo noi a scegliere quali allenatori avere al nostro fianco durante le lotte, e potremo cambiare la nostra squadra in qualsiasi momento. Questi allenatori provengono da tutta la storia della serie, dando vita ad un fan service continuo per chi ha seguito la serie in tutti questi anni; rivedere i volti di personaggi come Brock, Misty, Ethan, Crystal, Brandon, Erika e via dicendo è davvero un tuffo nel passato per chi, come chi vi scrive, segue la serie dai suoi albori sul piccolo Game Boy. Al di là del puro fan service, le Unità saranno fondamentali per affrontare i combattimenti. Come dicevamo, a ciascuna Unità è assegnato un Pokémon prefissato, ed in battaglia ci troveremo a gestire dunque tre Pokémon. Le battaglie però sono diverse rispetto a quanto avviene nella serie principale: innanzitutto, esse si svolgono in tempo reale, abbandonando i classici turni. Al loro posto, avremo una barra delle azioni che si riempie con il tempo; ogni mossa, richiede un certo numero di blocchi azione per essere eseguita, e potremo selezionare in qualsiasi momento uno dei Pokémon ancora attivi da utilizzare. Inizialmente avremo a disposizione una sola mossa, ma facendo aumentare di livello le Unità (attraverso combattimenti e oggetti appositi) ogni Pokémon potrà apprenderne altre. Un’altra novità viene dalle Unimosse; si tratta di mosse speciali che sono utilizzabili solamente dioi aver eseguito un numero di mosse “regolari” (un countdown sul simbolo dell’Unimossa ci farà capire quando sarà il momento di utilizzarla), che hanno effetti devastanti sull’avversario. Come dicevamo, la storia del gioco si compone perlopiù di combattimenti e, al momento, conta 18 capitoli, anche se sicuramente altri verranno aggiunti col tempo. Sono disponibili anche altre tipologie di missione, volte per la maggiore all’allenamento delle Unità o al ritrovamento di oggetti rari. Sebbene si tratti di combattimenti dalle meccaniche più semplici rispetto a quanto siamo abituati ad aspettarci da Pokémon, essi risultano comunque godibili e divertenti, regalandoci una versione inedita e fresca di una serie che pensavamo di conoscere a menadito.

Pokémon Masters | Recensione Mobile

 

Grafica

Tecnicamente, il titolo è davvero bello da vedere e non sfigura se messo a fianco degli ultimi capitoli usciti sulle portatili Nintendo. Non essendo presenti vere e proprie fasi esplorative (se non alcuni brevissimi segmenti), la forza del gioco sta nella realizzazione dei personaggi; i loro modelli sono estremamente curati e dettagliati, davvero una gioia per chiunque abbia imparato ad amare questi volti nel corso del tempo. Purtroppo, le animazioni delle mosse sono piuttosto elementari, persino per gli standard della serie; a questo fanno eccezione le Unimosse, che prevedono una speciale animazione che coinvolge anche l’allenatore; sebbene anche in questo caso la mossa non venga propriamente mostrata. In generale, Pokémon Masters è stato realizzato con un estremo riguardo verso i classici a cui il gioco si ispira; vi basterà visitare l’hub principale e orecchiare un nuovo remix dell’immancabile tema del Centro Pokémon per capire che il lavoro svolto da Nintendo e DeNa è davvero certosino, riuscendo a dare un’identità propria al nuovo Pokémon Masters pur senza tradire lo stile estetico tipico della serie. Accelerando il gioco, dovrete avere un terminale di fascia alta per evitare almeno in parte lo stuttering delle animazioni e del gioco, anche abilitando la modalità grafica a qualità “bassa” nelle impostazioni.

Pokémon Masters | Recensione Mobile

Microtransazioni e portabilità

Come dicevamo, Pokémon Masters è strutturato in missioni; tanto le missioni di storia contenenti solo dialoghi quanto le missioni fatte di combattimenti hanno una durata che si aggira intorno ai cinque minuti di media. Una durata più che adeguata ad un titolo pensato per essere giocato ovunque; non abbiate dunque timore ad avviare una nuova missione di Pokémon Masters mentre aspettate l’autubus o la metro o, in generale, mentre siete fuori casa; la loro breve durata vi garantirà di poter sempre chiudere la partita quando ne avrete bisogno.

Per quanto riguarda, invece, le microtransazioni presenti nel gioco, la loro presenza viene ben sottolineata. La valuta di Pokémon Masters sono le gemme, ottenibili tramite il completamento di missioni ma anche acquistabili tramite denaro reale. Esse hanno diverse funzioni; permettono di cercare nuove Unità tramite un negozio presente nell’hub, permettono l’acquisto di indispensabili oggetti ed altro ancora. Si tratta sempre di oggetti che possono essere ottenuti senza pagare, tuttavia la strada per chi decide di non spendere un centesimo sul titolo è impervia. Anche perché c’è una differenza tra le gemme normali e quelle a pagamento, con le seconde che sbloccano bonus aggiuntivi durante gli eventi come la garanzia di sbloccare un’unità 5 stelle in un gruppo di ricerche da 10. Per quanto sia una meccanica che non rovina l’esperienza, e perciò impatta moderatamente sul voto, non l’approviamo in vista di un futuro ricco di eventi e nuove avventure. Perlomeno in difesa del titolo, possiamo dire che almeno la pubblicizzazione delle microtransazioni non è eccessivamente manifesta.

+ Meccaniche semplificate ma divertenti
+ Fan service a non finire
- Strada impervia per chi decide di non spendere

7.5

Pokémon Masters ci fornisce un’inedita versione del classico franchise che, concentrandosi sulle lotte ed eliminando il fattore esplorazione/cattura, si differenzia abbastanza dal celeberrimo Pokémon Go per valere un download per tutti coloro che amano i mostriciattoli tascabili. Le meccaniche di gioco, seppur semplificate, rimangono interessanti anche grazie all’intervento di fattori inediti per la serie, garantendo divertimento anche per i veterani. Peccato solo per alcuni aspetti della gestione delle microtransazioni.




TAG: pokemon masters