Il 19 luglio, Yoko Taro ha affidato a un intervento online la propria amarezza per il futuro dei giochi fisici. Il direttore creativo e sceneggiatore della serie NieR ha commentato la decisione di Sony di interrompere la produzione dei dischi da gioco a partire da gennaio 2028, un passaggio destinato a cambiare il rapporto tra PlayStation e il mercato tradizionale.
Secondo la traduzione automatica del suo messaggio, l'autore ha spiegato di non poter fare a meno di provare tristezza davanti alla scomparsa dei supporti fisici, pur riconoscendo che potrebbe trattarsi del naturale corso dei tempi. Il creatore di NieR non si è limitato all'aspetto affettivo, ma ha affrontato anche le conseguenze commerciali della progressiva affermazione delle distribuzioni digitali.
Per Taro, il controllo della distribuzione fisica rappresentava infatti un vantaggio strutturale rispetto a piattaforme digitali come Steam. Aveva immaginato un futuro nel quale i download sarebbero diventati la modalità principale di acquisto, lasciando però alle edizioni limitate più costose una pubblicazione su disco, seguendo un modello simile a quello adottato nel mercato musicale per alcuni CD da collezione.
La dichiarazione è arrivata attraverso la condivisione di un suo precedente messaggio dedicato alla copia fisica di Hi-Fi Rush. Taro aveva mostrato il gioco ricevuto da Super Deluxe, definita scherzosamente la sua ultima speranza, invitando gli interessati a procurarsi i dischi finché ne avranno la possibilità. Nel suo intervento aveva accostato con ironia i supporti fisici ai genitori, ricordando che nessuno dei due può essere dato per scontato per sempre.
Le preoccupazioni dell'autore sono condivise da numerosi giocatori, che hanno manifestato online contro la progressiva scomparsa dei dischi PlayStation. Le proteste hanno raggiunto anche gli spazi dedicati alle nuove uscite, dove diversi annunci vengono accompagnati da commenti contrari alla decisione e da richieste rivolte a Sony affinché preservi un'alternativa alla distribuzione digitale.
La vicenda ha inoltre prodotto iniziative legali. Un gruppo olandese per la tutela dei consumatori e alcuni legislatori messicani sostengono che l'abbandono dei dischi potrebbe configurare una pratica monopolistica, riducendo la concorrenza sui prezzi e rafforzando il controllo esercitato dalle piattaforme digitali. Tra le conseguenze indicate figurano anche le difficoltà per i negozi indipendenti, il cui modello commerciale continua a dipendere dalla vendita delle copie fisiche.